Nindies Recensioni Giochi PC & Console 1

Worldend Syndrome – Recensione

WORLDEND SYNDROME RECENSIONE
Tempo di lettura: 4 minuti

Abbiamo avuto il piacere di giocare a fondo l’ultima visual novel edita da PQUBE Games: scopriamo assieme Worldend Syndrome nella nostra recensione basata sulla versione Nintendo Switch.

Finalmente una visual novel avvincente

Worldend Syndrome è la seconda visual novel (dopo Steins Gate Elite) che riesco a portare a termine senza che lo spettro della noia mi colga immane. Come mai questa enorme differenza? Partiamo parlando di questo genere, così poco diffuso presso i gamer occidentali, a differenza dei nipponici.

Worldend Syndrome screen nintendo switch
L’intera storia si sviluppa durante la pausa estiva…

Tanto testo, una girandola di personaggi

Premettendo che Worldend Syndrome è completamente doppiato in giapponese con sottotitoli inglesi (sì, manca qualsiasi altra traduzione, italiano compreso), sappiate che se volete giocarlo dovrete leggere tante, tante righe di testo. I discorsi tra i personaggi, a volte i loro pensieri, gli intermezzi e in generale tutto il dipanarsi della trama passa attraverso una sapiente e mai prolissa narrazione scritta.

Worldend Syndrome screen nintendo switch
Si potrà togliere il testo a video per ammirare gli sfondi

Nel cittadina di Mihate si narra una leggenda riguardo al Yomibito: ogni 100 anni un morto ritorna in vita e tragici avvenimenti cominciano a costellare la tranquilla quotidianità della zona. Voi siete un ragazzo di 17 anni che ha perso di recente la sorella: un immagine tragica ben poco approfondita, ma che verrà saltuariamente ripresa nelle conversazioni con gli altri personaggi. Trasferito nella città di Mihate frequenterete la scuola e alcuni studenti in particolare (direi più studentesse…) entrando a far parte del Club del Mystery Research Club. Dall’interazione e approfondimento dei rapporti con ognuno di essi si giungerà ad uno dei cinque finali disponibili (uno per partner..) e solo dopo si scoprirà il vero finale.

Worldend Syndrome screen nintendo switch
L’imbarazzo della scelta…

Un anime interattivo di tipo harem – scolastico

Dopo qualche ora di narrazione pura con scarsissima interazione si giungerà al mese di agosto (forse non vi ho detto che l’intera storia si svolge durante le vacanze estive). Sarà in questo momento che le vostre scelte andranno pesantemente ad influire sul risultato passando dalla WORST END (il finale peggiore – non vi anticipo nulla!), al TRUE ENDING. Un necessario utilizzo dei salvataggi (vi consiglio di salvare di giorno in giorno su un nuovo slot) vi permetterà di tornare sui vostri passi. Il sistema di gioco stesso inizierà a fornirvi degli indizi sulla scorta di quanto scoperto in precedenza: in praticamente il caricare un salvataggio non è aver affrontato un game over, ma parte integrante del sistema “cosa sarebbe successo se avessi risposto così, se avessi incontrato quel personaggio a quella tal ora”.

Worldend Syndrome screen nintendo switch
Attenti alle scelte e nel caso salvate…

Come anticipato ad agosto comincia la vera possibilità di interazione (per quanto sia pur sempre una visual novel): potrete scegliere in quale luogo recarvi (una decina) e a quale ora (mattino – pomeriggio – sera). Questo porterà delle importanti variazioni creando quel coinvolgimento e interazione che vi porterà a voler scoprire come la storia va avanti.

Poco alla volta intesserete delle relazioni con le singole studentesse che matureranno e a volte presenteranno dei risvolti da dating – simulator, un genere molto diffuso in terra nipponica, ma praticamente sconosciuto ai più qui in Europa. L’alternarsi di queste parti (comunque mai eccessivamente lunghe) e il mistero che aleggia sulla città di Mihate renderà comunque la storia interessante e a volte sorprendente.

Worldend Syndrome screen nintendo switch
Agosto è un mese cruciale…

Una realizzazione tecnica impeccabile

In una visual novel la componente grafica è essenziale così come la realizzazione dei personaggi. In Worldend Syndrome gli sfondi sfruttano la tecnica dell’acquarello creando delle bellissime grafiche capaci di trasmettere il calore del sole o la tensione notturna. I personaggi seguono i migliori canoni dell’animazione giapponese e sono stati curati niente poco di meno che dal lead designer della serie BlazBlue (il celebre picchiaduro di Arc System Works).

Worldend Syndrome screen nintendo switch

Che dire di Worldend Syndrome. E’ un titolo particolare, è dotato di una storia coinvolgente, addictive, per quanto sia pur sempre una visual novel. La realizzazione complessiva è decisamente ben sopra la media, così come le musiche. Nello store di Nintendo Switch possiamo dire che Worldend Syndrome è assolutamente un titolo da non perdere, se l’inglese non spaventa e si riesce a superare le prime ore di sola narrazione.

Sperate di non incappare in questa schermata…

Mistero e sentimento

E' un titolo particolare, è dotato di una storia coinvolgente, addictive, per quanto sia pur sempre una visual novel. La realizzazione complessiva è decisamente ben sopra la media, così come le musiche. Nello store di Nintendo Switch possiamo dire che Worldend Syndrome è assolutamente un titolo da non perdere, se l'inglese non spaventa e si riesce a superare le prime ore di sola narrazione.

8.5
Worldend Syndrome:
8.5
Worldend Syndrome – Recensione ultima modifica: 2019-06-16T09:00:17+02:00 da Sapphire

1 Comment

Rispondi