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Watch Dogs: Legion – La recensione8 minuti lettura

Ci eravamo lasciati con le nostre aspettative su questo gioco, considerando il mancato successo riscosso dai precedenti capitoli. Dopo averlo giocato per diverse ore, possiamo finalmente tirare le somme di Watch Dogs: Legion con la recensione. La stesura è stata possibile grazie alla chiave per PS4 fornitaci da Ubisoft.
I fan della serie aspettavano da tempo un terzo titolo, ma saranno riusciti gli sviluppatori a realizzare qualcosa di importante?

Il DedSec a Londra!

Durante una lunga nottata cupa, Londra è sotto la minaccia di un’organizzazione convinta che la città possa rinascere solo con la distruzione della stessa. Con l’obiettivo di impedire il disastro, un ex agente 007 di nome Dalton Wolfe cerca di entrare nei sistemi di sicurezza della capitale inglese provando ad ostacolare i piani di queste figure sconosciute, senza però ottenere risultati. L’organizzazione invia dei droni all’inseguimento di Wolfe, bloccandolo sul tetto di un edificio e finendolo con una vera e propria esecuzione. Diversi punti della città vengono devastati con diversi esplosivi, portando la popolazione ad accusare il DedSec.

Il gruppo di hacker decide quindi di sparire dalle scene per alcuni mesi, durante i quali cercano di far luce sull’intera situazione. Il controllo di Londra è ora nelle mani di un conglomerato chiamato Zero-Day, composto dai criminali del Clan Kelley e dall’esercito privato Albion con a capo Nigel Cass. Spinto dal desiderio di liberare i cittadini londinesi da questa dittatura, il DedSec inizia un reclutamento per riformare il gruppo e dare vita alla rivolta popolare.

Il cuore di Watch Dogs: Legion

Rispetto ai primi due capitoli, Watch Dogs: Legion effettua un cambio di rotta molto importante: il protagonista non è più un personaggio fisso.
Stavolta, protagonista del gioco è il DedSec, in quanto i membri che lo compongono devono essere scelti tra le vie di Londra. È compito del giocatore selezionare quelli con le caratteristiche più adeguate al proprio stile ed il titolo gira principalmente intorno a questa meccanica.

Dal punto di vista puramente informativo, i personaggi si differenziano in base ad età e stile di vita. Quelli più giovani hanno un proprio impiego o scopo nella vita e sono piuttosto agili, mentre quelli più avanti con gli anni potrebbero avere dei rimpianti che li spingono ad abbracciare la causa del DedSec e si muovono in modo goffo e divertente da vedere.

Analizzando invece le caratteristiche, ogni attivista possiede due slot per le armi a distanza, da uno a due slot per i gadget e può avere fino a tre abilità che lo rendono unico. Alcuni attivisti speciali hanno a disposizione anche delle armi corpo a corpo ed a distanza che lo contraddistinguono. L’esempio più semplice è l’Operaio edile che può utilizzare Chiave inglese e Sparachiodi.

La città di Londra è ricca di negozi dove acquistare elementi estetici per personalizzare gli attivisti, utilizzando la valuta in game. Il denaro può essere ottenuto completando attività, hackerando alcuni dispositivi o aprendo casseforti e contenitori.
Inoltre, tra le strade londinesi sono sparsi degli oggetti chiamati Punti Tecnologia. Questi possono essere utilizzati per sbloccare altri gadget e armi o migliorare quelli già in possesso, da uno a tre miglioramenti differenti.

Un gameplay dal quale ripartire

La caratteristica di un protagonista tutt’altro che prestabilito segna un punto di svolta importante nella serie. Il giocatore può infatti prendere approcci differenti in base al personaggio e l’idea alla base è sicuramente spettacolare. L’entusiasmo però si affievolisce con l’avanzare della storia, in quanto molti gadget possono essere poi assegnati a qualsiasi attivista, rendendoli quindi molto simili tra loro.

Watch Dogs: Legion non riesce ad avere un sistema di progressione adatto alle diverse categorie di personaggio, portando il giocatore ad utilizzare spesso e volentieri sempre lo stesso. Il titolo si porta dietro i difetti di gameplay dei suoi predecessori, primo su tutti il sistema di guida, ancora una volta molto arcade. Abbiamo notato un leggero miglioramento allo shooting, stavolta piuttosto avvincente nelle fasi d’azione, nonostante una mira assistita molto calcata.

Considerando i controlli abbastanza lenti, il movimento dei personaggi risulta spesso macchinoso, senza quella fluidità vista durante i parkour nel secondo capitolo della serie. Una componente accettabile quando si utilizza la vecchietta della situazione, ma alquanto fastidiosa nei panni di un ragazzo con fisico atletico.
Nulla da dire sui comandi di hacking, semplici da utilizzare e alla mano dopo qualche minuto di gioco.

Come da tradizione, l’IA di casa Ubisoft fatica a compiere un ottimo lavoro anche in Watch Dogs: Legion. Nelle fasi stealth, i nemici eseguono spesso e volentieri lo stesso percorso, rendendo il compito piuttosto semplice. Durante gli scontri a fuoco sono prevedibili, alternando secondi di spari a secondi di pausa e permettendo al giocatore di eliminarli senza difficoltà. I combattimenti corpo a corpo continuano ad essere una sorta di lotta a turni, come negli Assassin’s Creed tanto criticati.
Questo aspetto però non limita il divertimento, in quanto gran parte delle aree sono popolate anche da droni in grado di sparare e quindi di causare un’alta quantità di danni.

Agli sviluppatori va data una nota di merito per l’opzione “Morte permanente” da poter selezionare prima di avviare la storia e che consigliamo vivamente di impostare.
Se uno degli attivisti che stiamo utilizzando viene eliminato non può più essere utilizzato e viene perso per sempre. Questa implementazione porta la sfida ad un livello molto interessante, perché il giocatore deve gestire bene ogni singola mossa, scegliendo con cura l’approccio da prendere.

Forse a Watch Dogs: Legion serviva un nuovo motore grafico

Tra i punti di forza di Ubisoft c’è sempre stato l’incredibile talento di ricreare ambientazioni molto simili alla realtà. La direzione artistica fa la sua bellissima figura anche in Watch Dogs: Legion, grazie ad una riproduzione assolutamente fedele di Londra. La città della Regina appare magnifica nelle ore notturne, con luci al neon che la rendono unica e viva.

D’altro canto, durante il giorno è proprio l’illuminazione il punto negativo, rendendo la città piuttosto piatta nonostante le strade molto popolate. A questo va poi aggiunta la scarsa resa delle ombre e i riflessi che non rendono bene l’idea di un gioco da nextgen. Possiamo tranquillamente affermare che il Disrupt Engine si è rivelato essere piuttosto datato per le nuove uscite. Gli sviluppatori hanno però promesso che su PS5 ed Xbox Series X sarà tutto molto più sbalorditivo.

Va premiato il comparto sonoro, in grado di restituire ottime sensazioni. I rumori della città sono immersivi al punto giusto, mentre abbiamo apprezzato il doppiaggio (sia in inglese che in italiano) ed i brani musicali che accompagnano l’avventura, dato che ce ne sono per tutti i gusti.
Dalla nostra prova su PS4 Pro, il frame rate ci è sembrato molto stabile e non abbiamo riscontrato nessuna sbavatura.

È la strada giusta!

Al netto di un comparto tecnico abbastanza datato in quanto ad illuminazione, Watch Dogs: Legion mette sul piatto degli ottimi spunti dai quali ripartire. La possibilità di reclutare un qualsiasi abitante di Londra tra i tantissimi presenti è ciò che rende l’esperienza più coinvolgente che mai e che dovrebbe essere il punto focale dei prossimi capitoli.

Le numerose attività da svolgere, seppur alcune volte ripetitive nel level design, tengono il giocatore incollato allo schermo senza mai annoiare. Storia di ottima fattura e varietà di approccio nelle missioni donano alla serie una caratteristica inedita e piacevole. Un sistema di progressione dei personaggi più curato potrebbe essere già una grande aggiunta. È innegabile invece la necessità di un nuovo motore grafico e di meccaniche più fluide, specialmente nelle sparatore e nel sistema di guida.

Tutto sommato, riteniamo che Ubisoft abbia svolto un buon lavoro, riuscendo a dare quella identità che mancava all’intera serie. Con l’ingresso della nextgen, il colpo d’occhio potrebbe essere presente non solo durante le ore notturne. Inoltre, aspettiamo con curiosità le modalità multiplayer che saranno inserite nelle prossime settimane.
Non vogliamo esagerare, ma crediamo che la serie abbia trovato il suo punto di svolta.

DedSec alla riscossa!

Il gruppo di hacker più famoso del mondo videoludico è tornato in una veste completamente nuova. Senza un protagonista prestabilito, Watch Dogs: Legion sembra portare quella ventata d'aria fresca necessaria alla serie. Ci sono ancora diversi aspetti da correggere tra gameplay macchinoso e comparto grafico ormai arcano, ma Ubisoft ha gettato una base solida dalla quale ripartire e siamo sicuri che il futuro riserverà belle sorprese.

7.5
Watch Dogs: Legion:
7.5
Watch Dogs: Legion – La recensione8 minuti lettura ultima modifica: 2020-11-10T21:00:28+01:00 da Sigis

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