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Warhammer 40,000: Sanctus Reach – Complete Edition – Recensione

Chi ben inizia è a metà dell’opera

Tagliamo subito la testa al toro: Warhammer 40,000: Sanctus Reach – Complete Edition, prodotto da Slitherine Ltd. e sviluppato da Straylight Entertainment, è un gioco fantastico.

Come ho già detto nell’anteprima di Warhammer: Gladius – Relics of War (che trovate qui), ad ogni annuncio di un nuovo gioco di Warhammer 40,000 i fan tremano. Troppe le trasposizioni videoludiche che sono sfociate in robe inguardabili. Eppure, benedetto sia l’Imperatore, a volte escono “piccoli” gioiellini. Due di questi sono stati prodotti da Slitherine: Warhammer 40,000: Armageddon, e Warhammer 40,000: Sanctus Reach, di cui parleremo qui.

Uno Space Marine, un Orko, una Guardia Imperiale ed un Demone entrano in un bar…

Sebbene sia uscito nel 2014, Warhammer 40,000: Sanctus Reach ha raggiunto solo ora la “Complete Edition” che include il gioco originale e quattro straordinari DLC: Legacy of the Weirdboy, Sons of Cadia ed Horrors of the Warp.  Mentre nel capitolo originale comandavamo “solo” gli Space Wolves, i capitoli successivi ampliano notevolmente l’esperienza di gioco.

Warhammer 40,000: Sanctus Reach
Arrosto di Orko.

L’espansione Legacy of the Weirdboy, oltre che ad apportare migliorie al gioco originale, contiene un intera campagna dedicata agli orki sotto il comando di Big Redd da Warphead.  In Sons of Cadia, nei panni del castellano Jakren Stein, comanderemo le unità dell’Astra Militarum o Imperial Guard (il braccio armato dell’Imperium) nel tentativo di bloccare l’avanzata della Red Waaagh su Alaric Prime. Il più recente dei DLC (è uscito il 24 maggio), Horrors of the Warp, introduce i demoni del Chaos a cui tanto Space Wolves che Orki dovranno opporsi. Sebbene le truppe del Chaos non siano controllabili direttamente nella campagna, sarà possibile utilizzarle nella modalità skirmish e multiplayer (modalità disponibili per tutti i DLC).

Warhammer 40,000: Sanctus è il degno successore di Warhammer 40,000: Armageddon

Dopo questa necessaria premessa, possiamo finalmente esaminare nel dettaglio Warhammer 40,000: Sanctus Reach.

Warhammer 40,000: Sanctus Reach è uno strategico a turni che, sotto alcuni punti di vista, può essere considerato come l’erede, un’evoluzione, del già bellissimo Warhammer 40,000: Armageddon. Il cambiamento maggiore è rappresentato dalla grafica: si è passati dal 2D di Armageddon al 3D di Sanctus Reach. E, contrariamente a quanto siamo abituati a fare, è proprio dalla grafica che vogliamo partire per parlare di Warhammer 40,000: Sanctus Reach.

La grande bellezza di Warhammer 40,000: Sanctus Reach: qualità e quantità

Generalmente, che un gioco abbia una grafica “da paura” non ci interessa molto. Sono altri gli elementi che rendono un titolo accattivante e capace di mantenere attivo l’interesse anche dopo svariate ore di gioco. Eppure, nel caso di Warhammer 40,000: Sanctus Reach non possiamo non menzionare l’attenzione, la cura certosina e, perché no, la maestria con cui ogni singola unità è stata riprodotta. È come avere tra le mani decine di miniature dipinte a mano e dotate di ogni più piccolo dettaglio. C’è una cura quasi maniacale nel rappresentare i differenti modelli che farà brillare gli occhi dei fan di Warhammer 40,000, e non solo.

Warhammer 40,000: Sanctus Reach
I dettagli delle unità sono impressionanti.

L’ultima espansione, Horrors of the Warp, con l’introduzione dei demoni ha, contro ogni aspettativa, alzato ancora di più il livello. Le unità sono semplicemente, assurdamente, eccezionali tanto che più di una volta ci siamo trovati a tralasciare il gioco per zoommare sulle unità e studiarne i dettagli.

Oltre la qualità anche la quantità di unità è eccezionale. Sebbene non si raggiungano i livelli di completezza visti in Warhammer 40,000: Armageddon, in Warhammer 40,000: Sanctus Reach sono rappresentate tutte le principali unita terrestri delle differenti fazioni giocabili. Questo si traduce in centinaia di unità con cui sbizzarrirsi.

Warhammer 40,000: Sanctus Reach
Le cose si fanno interessanti.

Warhammer 40,000: Sanctus Reach è uno strategico a turni classico capace di appassionare

Nonostante ciò, la grafica non è l’unico punto di forza di questo titolo. Come abbiamo detto Warhammer 40,000: Sanctus Reach è uno strategico a turni di tipo classico.  La mappa del mondo di gioco è suddivisa in aree e potremo, più o meno liberamente, scegliere l’ordine con cui esplorarle. Fatta la scelta verremo catapultati nella corrispondente mappa di gioco dove, dopo un breve briefing, ci verrà data l’opportunità di scegliere che unità portare in combattimento.

Warhammer 40,000: Sanctus Reach
Una delle varie mappe ed i relativi settori.

Come accade per il gioco da tavolo, infatti, non potremo prendere tutte unità che vogliamo ma, per ogni sfida, avremo un numero limitato di punti esercito e dovremo scegliere che soldati portare con noi. Il punteggio di ogni unità varia in base alla sua esperienza e alla sua potenza.

Talvolta, a seconda della missione, la scelta di alcune unità sarà obbligata mentre, in altri casi, determinate unità non saranno disponibili. Sia come sia, una volta selezionata la nostra squadra, potremo scegliere il suo posizionamento sulla mappa e, finalmente, avviare lo scontro.

Con un poco di tattica l’Orko va giù

I combattimenti, in Warhammer 40,000: Sanctus Reach, sono tutt’altro che una passeggiata. Anche a livello normale, uscire dagli scontri senza aver perso qualche unità sarà virtualmente impossibile. Non c’è nessuna unità, eroi compresi, che sia “definitiva”. Negli scontri potremo sfruttare gli elementi delle mappe a nostro favore. Mura, macerie ecc. forniscono livelli di copertura differenti che potremo sfruttare a nostro vantaggio, tenendo però a mente che tali elementi sono distruttibili e condizionano la visuale delle unità che vi si appostano. Durante gli scontri, salvo per un paio di abilità, sarà praticamente impossibile curare le unità, il che rende il tutto ancora più adrenalinico. Con ogni uccisione le unità guadagnano esperienza e, ad ogni livello, potremo scegliere nuove abilità. Anche in questo caso la differenza di abilità è notevole e nessuna di esse risulta essere inutile o troppo potente.

Warhammer 40,000: Sanctus Reach
La calma prima della tempesta.

Veterani si, ma non immortali

Queste unità veterane, ottenute con fatica, saranno mortali come le altre e una volta perse non potrete recuperarle ma dovrete iniziare a potenziarne di nuove. Sarete quindi sempre combattuti tra usarle in prima linea o tenerle più al sicuro. A tutto ciò aggiungete che l’IA si comporta bene con nemici che, per esempio, si ritirano se in inferiorità numerica o che prendono di mira le unità già danneggiate. In Warhammer 40,000: Sanctus Reach, per uscire vittoriosi ed evitare “vittorie pirriche” sarà sempre necessario il lavoro di squadra e molta, molta tattica. Nonostante questo elemento sia essenziale, non incapperemo mai in situazioni “stagnanti” o frustranti.

Warhammer 40,000: Sanctus Reach
Un “modesto posto di blocco” degli Space Wolves.

Tutto è ben equilibrato. Tutto è pensato per mantener e il gioco in movimento, per avere sempre qualcosa di nuovo da fare, da vedere o provare. L’esperienza di Slitherine con i titoli strategici è evidente: ogni scontro è differente, ogni battaglia necessiterà una strategia differente, ogni colpo conta. Come succede per Civilization, anche in Warhammer 40,000: Sanctus Reach, vi ritroverete a combattere con la sindrome da “ancora un altro turno”:come finirà il combattimento? Quell’unità mandata in avanscoperta sopravvivrà all’accerchiamento nemico?

Nessuno è perfetto

Ovviamente Warhammer 40,000: Sanctus Reach non è privo di problemi. Una delle cose di cui abbiamo sentito maggiormente la mancanza, soprattutto avendo già ampiamente giocato a Warhammer 40,000: Armageddon, è l’assenza dei dialoghi tra i personaggi principali, un espediente che rendeva l’esperienza più avvolgente. Un altro elemento che non sempre ci ha convinti sono le mappe, spesso abbastanza anonime, soprattutto se paragonate con la bellezza delle unità. Tuttavia i pochi difetti presenti non minano o alterano l’esperienza di gioco.

C’è invece da lodare gli sviluppatori che, sin dall’uscita del gioco, si sono sempre preoccupati di porre rimedio ad eventuali bugs e di ascoltare la community.

In definitiva, se non si fosse capito, Warhammer 40,000: Sanctus Reach ci è piaciuto moltissimo. È un gioco divertente, graficamente eccellente e che presenta un livello di sfida alto ma mai, e sottolineo mai, frustrante. Se amate le sfide, Warhammer 40,000 e i giochi di strategia fatti bene, Warhammer 40,000: Sanctus Reach è il titolo che fa per voi, soprattutto ora che, con la Complete Edition che vi terrà incollati allo schermo per ore, ore e ore.

 

 

Un gioiello nell'universo di Warhammer

Warhammer 40,000: Sanctus Reach è il titolo perfetto per gli appassionati di Warhammer 40,000. La cura e il dettaglio con cui ogni unità è stata rappresentata vanno a braccetto con un gameplay capace di rappresentare una sfida anche per gli strateghi più navigati. Nella sua Complete Edition, Warhammer 40,000: Sanctus Reach vi permetterà di controllare centinaia di unità a scelta tra Space Marines, Orki, Impero e Demoni in sfide adrenaliniche dove la parola noia non ha spazio.

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Warhammer 40,000: Sanctus Reach - Complete Edition:
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Warhammer 40,000: Sanctus Reach – Complete Edition – Recensione ultima modifica: 2018-06-15T16:00:52+00:00 da Arka

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