Recensioni Giochi PC & Console

The Outer Worlds – Recensione

The Outer Worlds Recensione
Tempo di lettura: 6 minuti

Abbiamo completato la prima run di The Outer Worlds e ci sentiamo pronti per scrivere la recensione. Riuscirà Obsidian Entertainment a risollevare le sorti di un genere che ormai trasuda ripetitività e trame banali? Scopriamolo assieme grazie alla chiave Playstation 4 fornitaci da Star2Com. The Outer Worlds è inoltre disponibile per PC e Xbox One. E’ completamente sottotitolato in italiano, ma il doppiaggio si limita all’inglese.

Le pubblicità di The Outer Worlds sono bellissime
Taste the Freedom, ma siamo proprio sicuri?

Ironico e appagante, nella sua semplicità

Consci della pesantezza del fardello che Obsidian Entertainment (Fallout New Vegas, Star Wars Knight Of The Old Republic) si porta dietro, abbiamo approcciato The Outer Worlds avendo solo visto un paio di trailer, senza leggere anteprime, né informarsi particolarmente. Un approccio che voleva sterilizzare il fattore nostalgico dal quale non si può prescindere se si ha giocato i due capolavori sopracitati.

E’ importante che sappiate che nel mio modesto background di videogiocatore annovero comunque titoli del calibro di KOTOR (giocato su Xbox Classic), apprezzato estremamente per gameplay e trama, più di tanti altri action ispirati dal mondo di Star Wars. E’ importante, perché sebbene The Outer Worlds possa a prima vista sembrare un nuovo Fallout, esso si distingue enormemente ponendosi l’obiettivo principe del videogioco, divertire e non annoiare.

Il sistema di Alcione
Il sistema solare di Alcione

La magistrale cura nel costruire Halcyon

The Outer Worlds vi catapulterà in un piccolo sistema solare, Halcyon, formato da una dozzina di pianeti a loro volta esplorabili nelle zone previste. Sia chiaro che il gioco di Obsidian non è assolutamente open world: vi sarà richiesto di andare da un punto A ad un punto B senza che vi siano deviazioni particolarmente rilevanti.

Non è un punto a sfavore: la deriva open world spessa cela la difficoltà di offrire un prodotto completo, estremamente vario al videogiocatore medio, ormai sempre più smaliziato e bersagliato dagli innumerevoli titoli che escono ogni anno. Spiccare in un mercato così denso di qualità e quantità impone di cavalcare grandi spazi aperti, offrendo grinding celato ed esplorazione.

La nostra astronave base
Siamo pronti a partire per la nostra avventura

The Outer Worlds torna nel passato, offrendoci un percorso guidato, lineare, capace di offrire pianeti limitati, ma dalla cura del dettaglio ormai unica nel suo genere. La sensazione è che vi sia libertà di movimento, ma non è nell’open world – fine a se stesso – che troverete soddisfazione. Non è la prima volta che in un GDR vi siano diverse opzioni di approccio spaziando dal combattimento bruto alla dialettica, passando per lo stealth. Raramente però l’opzione è così brillantemente aderente al personaggio che vogliamo dipingere. Ma partiamo dalle basi…

Disegniamo assieme il nostro colono

Sopravvivere su The Outer Worlds prevede coerenza con il nostro sviluppo: l’alter ego – personalizzabile fisicamente nei dettagli – prevede delle caratteristiche di base piuttosto canoniche, che faranno sentire i giocatori di ruolo professionisti a loro agio. La vera differenziazione però si avrà con i punti abilità che ci vede dare priorità a macrocategorie quali l’approccio armato (a distanza o ravvicinato), la conoscenza tecnica / ingegneristica e la dialettica.

Creiamo l'alter ego
Creiamo il nostro alter ego

Aver sufficienti punti in una abilità piuttosto che in un’altra varierà l’approccio e le opzioni a disposizione, obbligando a scegliere la via più breve e – a mio parere – meno soddisfacente. Si può quasi sempre decidere di giocare The Outer Worlds combattendo, ma questo vi farà perdere la straordinaria vena sarcastica che pervade i numerosi discorsi che affronterete. Potrete delineare un personaggio freddo, incurante del prossimo, persino bast.. ehm cattivo nel suo approccio.

Il miglior discorso di The Outer Worlds
Parlateci e trollatelo vi prego

Al contempo bisogna dire che sta a voi mantenere coerenza nel personaggio del “gioco di ruolo” che avete deciso di essere. Avere un certo approccio oggi non si rifletterà sempre nel futuro, mancando quello straordinario metronomo che è l’allineamento (buono neutrale malvagio). Anche con i vostri compagni potrete alternare risposte risultando forse un pò schizofrenici, ma senza avere risvolti (tranne mandarli via esplicitamente o non soddisfare le loro missioni personali).

Oltre alle abilità vi saranno i vantaggi (che delineano autonomamente anche lo sviluppo dei compagni) ovvero dei bonus particolari che permettono ancor più di specializzarsi. Medesima possibilità si configura in base all’arma scelta e all’equipaggiamento (esclusivamente casco e vestito), potenziando una caratteristica piuttosto che un’altra, andando a impattare anche sulle nostre azioni.

La natura in The Outer Worlds
La natura che si riprende i suoi spazi

Una realizzazione tecnica eccelsa, nella sua cura

Le ambientazioni che andremo ad esplorare in Halcyon spaziano da decadenti città fortificate ormai ricoperte da vegetazione e riconquistate dalla fauna locale, fino a stazioni spaziali dal sapore anni ’50 e dall’estrema attenzione al dettaglio. La stazione spaziale in cui si svolge la prima parte della trama è un tripudio per gli occhi. HDR? Ray Tracing? No, semplice level design fatto col cuore.

Peccato che lo stesso non si possa dire dei personaggi secondari, di cui raramente ricorderete il volto e lo stesso accade per i motivetti sonori che vi accompagneranno. Sicuramente in linea con lo stile e l’ambientazione, difficilmente lasceranno il segno, mostrando appunto una certa attenzione al budget su elementi a mio parere non secondari.

Tutti gli screenshot allegati sono relativi alla versione Playstation 4 Pro.

Gli effetti grafici non sempre sono dei migliori
Occhio a cosa colpite!

The Outer Worlds non prevede un approccio specifico

Per comprendere appieno le potenzialità di The Outer Worlds non basta una sola run: un approccio da pistolero folle potrebbe limitare enormemente l’esperienza, motivo per cui consiglio sempre di mitigare i propri istinti bellici. Ci saranno momenti in cui potrete evitare di sparare un colpo semplicemente grazie ad un gadget che vi fa passare inosservati. Oppure a volte potrete portare dalla vostra anche il più cocciuto dei nemici semplicemente parlando: divertentissime le opzioni di vero e proprio “trolling” scambiate seri dibattiti.

The Outer Worlds screenshot ps4
Autoconservazione o altruismo…

La trama principale non durerà tantissimo purtroppo (una ventina di ore), ma al contempo abbiamo trovato eccellente il modo di indurre il giocatore a seguire le secondarie lasciando una linea di demarcazione volutamente mai netta. Sappiate che alcuni compagni si ottengono solo completando alcune missioni secondarie che si potrebbero bellamente saltare, mentre altri si incontrano e si propongono direttamente.

Forse ci si aspettava qualcosa di più

The Outer Worlds riesce a coniugare ironia e divertimento ricreando un piccolo mondo vivo, concreto. Forse l’unico difetto – se tale si può definire – è che ci si aspettava di più. Il combattimento – di fatto mutuato da Fallout – non impegna mai particolarmente, così come l’utilizzo delle abilità dei compagni. Il comparto audio è un contorno adeguato, ma che non lascia il segno. Le stesse missioni si limitano piuttosto ad un correre da un punto A ad un punto B senza andare a creare quel qualcosa di più per cui vi erano i presupposti.

Al contempo non si può non prescindere dall’evidenza che The Outer Worlds ci è piaciuto tanto, ha portato freschezza nel genere ritornando al passato ovvero al divertimento e al ruolo primario che la storia dovrebbe sempre avere in questa tipologia di giochi. Approfondire i rapporti con i compagni, ascoltarli, sentire che ogni tanto discutono tra di loro è sempre soddisfacente.

Completato questo scegliete il prossimo gioco tra le uscite del mese di Novembre!

Ironico e divertente

The Outer Worlds riesce nel tentativo di riportare il genere sui binari giusti del divertimento. Scambi di battute memorabili, ampio spazio alle abilità non belliche, compensano combattimenti contro fauna locale e predoni piuttosto scialbi. Peccato perché il titolo ha tutte le carte in tavola per essere un eccellenza nel suo genere, ma forse si è dovuti sottostare a questioni di budget stringenti.

7.8
The Outer Worlds:
7.8
The Outer Worlds – Recensione ultima modifica: 2019-11-02T11:10:27+01:00 da Sapphire

Rispondi