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The Long Journey Home – Recensione versione Playstation 4

The Long Journey Home è un titolo indie, sviluppato e distribuito da Daedalic Entertainment. Uscito su PC il 30 Maggio del 2017 è un GDR di stampo classico, ambientato nello spazio. E’ un titolo molto elitario, anche perché la componente testuale è molto importante, sopratutto a livello narrativo. Inoltre la lingua italiana non è presente, il che penalizza una storia molto intrigante. Questo non vuol dire che sia un brutto gioco. Se volete informazioni in più sul titolo vi lascio qui l’anteprima e l’articolo sull’update.
In questo articolo, non mi soffermerò troppo sul gioco in sé, piuttosto concentrerò la mia attenzione sull’esperienza avuta con il porting su PS4, uscito recentemente.

 

Il Tutorial:

La prima cosa da fare dopo aver avviato il gioco è selezionare la nostra nave, per la quale sarebbe stata gradita una maggiore possibilità di scelta, e il nostro equipaggio. Le navi possiedono differenti statistiche (che potete osservare nell’immagine a sinistra) e lo stesso vale per  gli equipaggi, ognuno dei quali avrà abilità particolari. E’ possibile anche scegliere una “sonda” per gli atterraggi sui pianeti, per la quale, come per le astronavi, non vi è tantissima scelta.

Ci sarà la possibilità di fare, o saltare, il tutorial. Sinceramente è una cosa che trovo molto utile, infatti nel caso in cui un giocatore esperto, che magari arriva da PC, voglia cominciare nuovamente il gioco, potrebbe trovare il tutorial superfluo e noioso. Tuttavia io il tutorial l’ho, ovviamente, fatto e l’ho trovato abbastanza chiaro e facile da seguire. Infatti non è eccessivamente invasivo e spiega in modo, più o meno, chiaro i comandi di gioco. E’ inoltre ben inserito nella storia, senza rompere l’atmosfera del gioco. 

 

 

 

 

 

 

 

I Comandi:

Nonostante i comandi di base vengano presentati molto bene nel tutorial, sono difficili da mettere in pratica su PS4. Si percepisce la mancanza di una tastiera e di un mouse, e con il Gamepad è difficile muoversi. Sarà infatti molto complicato pilotare la nostra astronave nello spazio, nonostante il comando in sé sia semplice. Questa difficoltà è dovuta sopratutto al fatto che l’analogico fa cambiare la direzione del cursore troppo velocemente, il che renderà complicato sopratutto l’avvicinamento ai pianeti.

Tuttavia, basta un po’ di tempo e pazienza per capire come giostrarsi nello spazio. Diverso è il gameplay quando si atterra sui pianeti. Non si può girare liberamente un pianeta con un membro dell’equipaggio, viene, invece, inviata sul pianeta una sonda. Gestire il movimento di quest’ultima è veramente complicato. Ci vorrà molto più tempo per imparare a padroneggiarla per bene, poiché anche il più piccolo errore può farla cadere dalla piattaforma di atterraggio. I comandi della sonda sono molto legnosi e il pad peggiora un po’ la situazione.

 

Menù di Gioco:

L’aspetto che più di tutti risente del porting su PS4 è il menù di gioco. Questo è infatti molto frustrante, poiché impone al giocatore di muoversi al suo interno come se avesse in mano un mouse. Per capirci, compare la freccetta, tipo computer. Non è il primo gioco a riproporre questa meccanica una volta sbarcato su PS4, ad esempio Warframe (recentemente uscito anche su Switch) ha un menù di gioco molto simile a questo. E’ molto più difficile muovere il puntatore tramite analogico.

 

 

 

Ottimizzazione e Grafica:

Per quanto riguarda la parte grafica, il lavoro fatto dal team di sviluppo è eccellente. Infatti le texture sono tutte ben fatte, i modelli dei personaggi e delle astronavi, nonostante abbiano un loro stile non apprezzabile da tutti, sono ben fatti e rifiniti nei dettagli. Sono particolarmente belli i paesaggi che è possibile vedere quando si atterra su un pianeta, con la sonda. I caricamenti sono un po’ lunghi, ma non troppo, si aggirano tra i 15 e i 20 secondi, il che non sarebbe un problema, se non fosse che ve ne stanno tantissimi. Ve ne sono per atterrare su un pianeta, per ritornare in orbita, per uscire da un sistema e per rientrarci, e questi sono solo i più frequenti.

 

 

 

 

 

 

Conclusioni:

Il gioco non è sicuramente per tutti. Bisogna dedicargli tanto tempo e pazienza. La storia è molto interessante ed è intrigante poter esplorare tanti sistemi stellari differenti e unici tra loro, tutti ben realizzati. E’ un gioco consigliato quasi esclusivamente a chi ama questo genere o a chi vuole approcciarvisi. Se si è in possesso di un PC abbastanza potente per far girare The Long Journey Home, il mio consiglio è quello di giocarlo lì. In caso contrario, è tranquillamente giocabile su PS4, nonostante i problemi presenti.

The Long Journey Home – Recensione versione Playstation 4 ultima modifica: 2018-12-07T12:00:13+00:00 da Kira

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