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The Last of Us Part I – Recensione5 minuti lettura

The Last of Us Part I Copertina

Un’opera senza eguali

The Last of Us Part I è il remake dell’omonima opera (togliendo il Part I) uscita nell’ormai lontano 2013, prodotta da Naughty Dog, la software-house statunitense che, negli anni, si è affermata durante le due passate generazioni videoludiche grazie alla famosa saga legata a Nathan Drake: Uncharted. Quando nove anni fa acquistai il titolo originale non sapevo bene cosa aspettarmi, tantomeno pensare che The Last of Us diventasse il mio videogame preferito. Oggi, nove anni (e tre mesi) dopo, ho l’onore di poterlo recensire, o almeno, di recensirne la sua versione non plus ultra, per PlayStation 5. I ragazzi di Naughty Dog saranno riusciti a confermarsi anche stavolta?

The Last of Us Part I - Finestra
La finestra più famosa dei videogiochi?

Trama (se ce n’è proprio bisogno) – La riscoperta del titolo originale

Per chi, nel 2022, non sapesse cosa racconta The Last of Us Part I, farò un brevissimo riassunto. Nel mondo è scoppiata un’epidemia legata ad un fungo che rende gli esseri umani degli zombie feroci. Joel, che ha vissuto in prima persona gli effetti dell’epidemia, vent’anni dopo è un sopravvissuto che cerca di tirare avanti come contrabbandiere. A causa di un inconveniente legato ad un affare, si ritrova a dover scortare Ellie, una ragazzina di quattordici anni, attraverso gli Stati Uniti.

The Last of Us Part I - Sarah
Vi ricordate tutti come si chiama?

A livello narrativo, The Last of Us Part I resta una delle opere meglio riuscite nella storia dei videogiochi. Pur non essendo eccessivamente longeva, siamo sulle 10-15 ore di gioco, la trama è pregna di eventi che mi hanno lasciato a bocca aperta dall’inizio, fino ai titoli di coda. Un’esperienza che consiglio a tutti, almeno una volta nella vita.

The Last of Us Part I - Boston
Una Boston post-apocalittica

Le migliorie varie

Prima di parlarvi delle modifiche “sostanziali” del remake di The Last of Us Part I, è doveroso accennare alcune cosine. Prima di immergermi nel titolo, infatti, mi sono gettato a capofitto nelle impostazioni per smanettare un pochino e guardare i vari settaggi. Sicuramente va sottolineata la solita, immancabile, maniacale cura del team di sviluppo per l’accessibilità. Come per Part II, in questa nuova iterazione del primo capitolo, Naughty Dog ha fatto praticamente di tutto per rendere “giocabile” il videogame a tutti. E ora, parliamo di grafica e gameplay…

The Last of Us Part I - Strada
Sulla strada della speranza

Grafica, bene ma non benissimo

Parlando del comparto grafico di The Last of Us Part I, mi sento in dovere di esaltare il “colpo d’occhio” delle varie ambientazioni. I paesaggi sono mozzafiato e sono tutti degni di essere immortalati con uno screenshot. D’altra parte, non mi ha convinto la resa grafica dei modelli, non da PS5. Va comunque specificato che, non possedendo uno schermo 4K, ho impostato la modalità Prestazioni, godendomi comunque il titolo a 60FPS (presente già comunque nella versione rimasterizzata per PS4).

The Last of Us Part I - Ellie
Ellie alle prese con il suo primo (forse) fucile

Gameplay, bene ma non benissimo…

Per non snaturare il gioco, i ragazzi di Naughty Dog hanno deciso di lasciare pressoché invariato il gameplay di The Last of Us Part I, se non per alcuni, minuscoli accorgimenti, come la possibilità di trascinare un nemico dopo averlo colto alle spalle, oppure di usarlo come scudo umano durante un combattimento (novità apportate in Part II). Ovviamente il Dualsense è stato sfruttato, pur non in maniera eccellente. Alcuni accorgimenti, però, sono molto carini, come il colore dei led del pad che cambia a seconda della barra di vita del nostro Joel.

The Last of Us Part I - Il viaggio
L’inizio del vero viaggio

Ne vale la pena?

È il momento di tirare un po’ di somme. Va detto chiaramente che sì, mi aspettavo di meglio per il remake di The Last of Us, magari un’ottimizzazione maggiore per i comparti grafico e tecnico, vi ricordo che già la remastered su PS4 ci permetteva di giocare a 60FPS. Parliamo anche del prezzo d’acquisto al lancio, ci tengo a sottolineare che si tratta di un remake di un gioco che, possiamo dirlo, è stato più che spremuto tra PS3, PS4 e, ora, anche su PS5.

The Last of Us Part I - Ellie dorme
“Non ho sonno”

A mio avviso il prezzo è decisamente troppo elevato, in linea con i nuovi videogiochi non-remake. Personalmente, però, mi sento di consigliarlo se non avete potuto goderne l’esperienza in passato (e se avete un TV 4K con HDR), altrimenti potete benissimo aspettare che cali un pochino di prezzo.

PRO

  • È The Last of Us!
  • Accessibilità ammirabile
  • Uscirà anche su PC

CONTRO

  • I comparti tecnico-grafico inaspettatamente peggio del previsto
  • Poche migliorie al gameplay
  • Il prezzo d’acquisto al lancio troppo elevato

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E voi state giocando a The Last of Us Part I? Venite a raccontarcelo su Discord o sul nostro Telegram! Vi aspettiamo, siamo avidi di discussioni del genere!

The Last of Us Part I: per gli appassionati, o per chi affronta l'esperienza per la prima volta

The Last of Us è uno di quei must have per un videogiocatore. Il suo remake non mi ha convinto pienamente sotto gli aspetti tecnico e del gameplay, risulta più uno svecchiamento del titolo PS3. Qualora fosse risultato impossibile giocarlo nelle passate due generazioni videoludiche, comunque, consiglio caldamente di recuperarlo, magari non al prezzo di lancio.

7.8
The Last of Us Part I:
7.8
The Last of Us Part I – Recensione5 minuti lettura ultima modifica: 2022-09-10T14:00:00+02:00 da Fcfrank

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