Recensioni Giochi PC & Console

The Division 2 – Recensione: Guerriglia a Washington D.C.

The Division 2 - Recensione

Si riparte da dove avevamo lasciato 3 anni fà dopo gli accadimenti del primo capitolo a New York. Sono passati circa 6 mesi negli Stati Uniti, e il cuore della guerriglia si è spostato a Washington D.C.

Il nostro agente sarà ancora una volta chiamato a districare una seria di problemi che impediscono la rinascita di un Governo.
The Division 2 è uscito il 15 Marzo, ed è giocabile interamente in Italiano.

PROVATO SU PS4Pro

Squadra che vince …

Senza particolari preamboli saremo catapultati ancora una volta nell’azione. La situazione è grave a Washington, dove gruppi armati provano a prendere il controllo della città.

A chi ha giocato il primo capitolo le prime fasi di gameplay risulteranno molto familiari. Il sistema di base è sostanzialmente identico al predecessore. Si tratta di un TPS classico incentrato su una progressione a livelli che regolamenta direttamente l’efficacia di armi ed equipaggiamento. Come nel capitolo precedente, oltre alle armi del proprio arsenale, si potrà disporre di due abilità speciali soggette a ricarica dopo l’utilizzo.

The Division 2 - Recensione

In questa nuova edizione il sistema è comunque ben più ramificato, e fornisce una moltitudine di varianti in più, permettendo una programmazione in base all’attività che si desideri affrontare. Oltre alle specialità presenti del precedente capitolo, ci sono molte novità e varianti sul tema che possono dar modo ad una squadra di giocatori di diversificare i compiti per meglio approcciare le difficoltà.

… Non si cambia

Anche i nemici, come da tradizione, sono soggetti a classificazione a livello e alla categorizzazione elite riconoscibile dal colore del loro indicatore. Come nel passato capitolo si parte dal Rosso dei semplici scagnozzi per passare in ordine di pericolosità e prestanza di corazza da Viola fino al Giallo. Essi sono bilanciati in base al grado del giocatore, e alla zona della enorme mappa dove si trovano.

The Division 2 - Recensione

Come ogni looter game che si rispetti la difficoltà del nemico che andremo ad abbattere sarà direttamente proporzionale alla qualità degli oggetti che lascerà cadere(drop) dopo la sconfitta.

Anche le meccaniche di base armi alla mano sono riproposte identiche dal primo capitolo. Le coperture sono ancora fondamentali negli sconti a fuoco, mentre la posizione strategica aumenta le possibilità di risolvere rapidamente ogni sparatoria. Il sistema risulta molto appagante e divertente fin dalle prime battute, mentre la progressione tra livelli e upgrade diluisce molto la sensazione di ripetitività propria del genere.

In compagnia è meglio …

Si sa che molte avversità possono essere di più semplice risoluzione in buona compagnia. E’ il caso anche di The Division 2, dove le partite in coop sono bene pensate per offrire un esperienza bilanciata a prescindere dalle differenze di livello tra i compagni. Infatti si può giocare fino a 4 elementi in una squadra che bilancerà il livello di tutti verso il valore più alto del gruppo. Tutti i nemici si bilanceranno di conseguenza sul valore della squadra così da garantire anche più exp ai giocatori più indietro con i livelli.

Un’altra interessante aggiunta è rappresentata dal Clan in gioco. Si tratta più semplicemente di un gruppo di utenti uniti sotto le stesso logo che cooperando potranno ottenere ricompense di gruppo. Inoltre è stata pensata anche una stanza apposita nel quartier generale dalla casa bianca adibita esclusivamente al clan, dove si potranno svolgere alcune attività marginali come utilizzare il venditore del clan o consultare le statistiche degli altri membri.

Il gioco in coop, come nel precedente capitolo, è fortemente incentivato. Se non si dispone di un gruppo con cui scendere in campo si potrà sempre trovare altri giocatori nei vari rifugi o al QG, e invitarli nella propria squadra.

Ambientazione e texture ballerine

La cornice di Washington D.C. certamente è meno spettacolare di quella di New York, ma il team di sviluppo predisposto molti elementi per non far rimpiangere la grande mela. Quando si cammina tra le strade della metropoli Statunitense si percepisce qualcosa di diverso rispetto al primo capitolo. La natura comincia a riprendersi il suo spazio, mentre animali selvatici si aggirano liberamente tra le strade. Resi molto bene anche gli interni di edifici o sotterranei dove andremo a svolgere alcune missioni. L’ambientazione è molto varia e sorretta da un level design eccellente. Molto buono poi il meteo dinamico, che costituisce una variabile gradevole!

Se l’ambientazione è resa al meglio, purtroppo non si può dire lo stesso dei modelli dei personaggi. Davvero brutti da vedere e tecnicamente arretrati. Mi ricordano molto quelli di XCOM 2 (2016) che per ovvie ragioni aveva incentrato l’attenzione su altre priorità. Inoltre ci sono episodi di caricamento delle texture in ritardo piuttosto frequenti; che di certo non rappresentano un grosso problema ma sono fastidiose da vedere in un gioco di tale budget e richiamo.

Ehm.. E la trama?

Dimenticabile oltre ogni immaginazione. La storia raccontata ha il semplice intento di intrattenere il giocatore tra una missione e l’altra. Manca di mordente e di personaggi memorabili. Come nel precedente capitolo si ripropongono gli inconcepibili filmati dove un personaggio chiave parla mentre il nostro agente annuisce in silenzio prima di partire per la missione.

Purtroppo ogni evoluzione della story line non viene recepita come parte integrante dell’esperienza di gioco, ma più come un motivo per andare dal punto A al punto B per sbaragliare la resistenza nemica prima di tornare al QG a spendere i punti tecnologia e potenziare il proprio arsenale.

Per la Dark Zone serve ancora tempo …

Ad oggi non mi sento pronto a scrivere dell’endgame di The Division 2. Si tratta di intero nuovo mondo che praticamente ridefinisce il percorso che porterà il nostro agente al 30esimo livello come un mero tutorial.

Copia, incolla, espandi

The Division 2 sale sulle spalle del suo predecessore ed espande l'esperienza oltre ogni previsione. Una miriade di contenuti in un offerta che indubbiamente saprà intrattenere per molte e molte ore. Un gioco avvincente e soddisfacente sia nel gameplay che nella progressione. Peccato per qualche incertezza tecnica e il nulla a livello di trama.

8
The Division 2:
8
The Division 2 – Recensione: Guerriglia a Washington D.C. ultima modifica: 2019-03-27T14:23:46+02:00 da Giganico

Rispondi