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The Dark Occult recensione: portachiavi simulator.3 minuti lettura

The Dark Occult: videogioco sviluppato e prodotto dalla Rym Games, fa capolino tra le fila di indie horror proposti da Steam, pronto a spaventarvi.

Titolo di The Dark Occult

Purtroppo no

Sono troppi ormai i vari indie horror presenti nella mia lista dei desideri di Steam. La piacevole sorpresa che ottenni con Song of Horror mi donò un briciolo di speranza. A parte quest’ultimo, nessuno riesce a rendere omaggio al mio amore per la paura, nemmeno The Dark Occult.

Ottima grafica in The Dark Occult

Paura da prestazione o paura della morte?

Iniziamo a distinguere le differenti tipologie di horror che si possono trovare.

Abbiamo i survival horror con elementi action: vedi Resident Evil o Silent Hill. Essi contengono meccanismi di difesa attiva, una leggera ma efficace possibilità di reagire con armi o oggetti. Il loro utilizzo è necessario, dato che durante il gameplay si è costretti a combattere contro i classici “Boss” di fine livello. Nati con l’intento di far giocare e rigiocare l’utente contengono parecchie funzioni esplorabili: oggetti ottenuti solo dopo aver finito il gioco, finali alternativi, più strade da percorrere ecc. Anche l’aumento di difficoltà e il “reward” che si ottiene completandone il gioco allena schiere di giocatori a migliorarsi ogni volta e a cercare l’espediente migliore.

Mentre ci sono tipologie di horror completamente psicologici. Sono horror dove non hai nessuna possibilità di difenderti attivamente se non con azioni secondarie come fuggire o utilizzare l’ambiente circostante. Bloccare porte, rimanere in silenzio e trattenere fiato ti consentono di sfuggire dal nemico. L’orrore psicologico di Outlast, nel suo approccio “scappa e nasconditi“, mi ha sempre affascinato, purtroppo un gameplay del genere diventa stantio e noioso se protratto nel tempo. Personalmente amo entrambe le tipologie.

Una presenza rassicurante in The Dark Occult

In poche parole gli action-horror mi donano intrattenimento da hardcore gamer, quelli psicologici mi regalano sensazioni puramente sensoriali. Paura, ansia e nervosismo guidano i miei passi tra le mura di case infestate e caverne dimenticate. The Dark occult, una volta chiamato The Conjuring House, riesce nell’intento… ma solo per le prime ore di gioco.

Una trama originale… come tutte

Un gruppo di ricercatori scompare dopo aver visitato un maniero ritenuto dimora di una setta locale. Tu vieni mandato a capire i motivi della loro spedizione e il perché si sono perse le loro tracce. Trama semplice, senza troppi segreti. Si inizia così a esplorare un maniero enorme. Tra stanze chiuse e pulsanti segreti, il nostro protagonista dovrà cercare chiavi e oggetti per capire i segreti della casa e dei suoi oscuri abitanti.

Il sotterraneo in The Dark Occult

Scappa! Ma non troppo

Non sarai solo, verrai perseguitato da una figura spettrale, da cui potrai difenderti solo con pochi espedienti o corse a perdi fiato. Per ucciderlo definitivamente però dovrai cercare di eseguire rituali su rituali al fine di esorcizzare la casa.

Purtroppo il titolo finisce qui. Il gameplay sarà un susseguirsi di corse tra stanze e fughe da inseguitori abbastanza lenti. Altra cosa molto noiosa è il fatto di dover cercare un numero tale di chiavi da unire tutti i famosi Resident Evil in un unico portachiavi chiamato The Dark Occult.

Poche parole da spendere

Non c’è molto da dire, un ottimo reparto grafico viene brutalmente ucciso da un gameplay noioso e ripetitivo. Non evolverà nel tempo, rimarrà pressoché uguale tutto il tempo.

Graficamente appagante, ma con gestione mediocre della mappa.

The Dark Occult: videogioco sviluppato e prodotto dalla Rym Games tra le fila di indie horror proposti da Steam, pronto a spaventarvi.

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The Dark Occult:
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The Dark Occult recensione: portachiavi simulator.3 minuti lettura ultima modifica: 2020-09-06T16:00:29+02:00 da MattiRighi

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