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Tales of Arise: recensione di un amore a prima vista10 minuti lettura

Tales of Arise

Mi mancava. Da Final Fantasy VII Remake non provavo queste particolari emozioni e piaceri nel godermi un prodotto di questo stampo. Nonostante il titolo di Square sia più complesso e strutturato, figlio anche di una scrittura magistrale e, forse, del ricordo del capolavoro originale, Tales of Arise è stato capace di toccato le corde sottili del mio animo da giocatore di JRPG e le ha curate dolcemente, riuscendo a coinvolgermi in ogni dramma ed in ogni gioia, dalla più piccola vittoria contro un lupo qualsiasi sino alla struggente morte di un compagno. Anticipando un dettaglio conclusivo, per me Tales of Arise è un grande gioco, che fa il suo e lo fa perfettamente, rinnovando un prodotto ed una serie un po’ vetusta e sviluppando una storia non banale e ingegnosa, un chiaro esempio del genere JRPG che meriterebbe un posto in lizza per i GOTY.

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Il preambolo

In principio v’erano Rena e Dahna, due mondi gemelli nei quali non regna convivenza alcuna tra gli abitanti, o meglio appartenenti. Sì, perché ciò che il titolo vuole spiegare, e lo fa con una maestria ed una coerenza di scrittura al limite della perfezione, è che a Rena, i propri abitanti, si sentano superiori, quasi per natura, per patto divino o per capacità, mentre Dahna è popolata da infimi, cittadini di serie b dai quali poter trarre esclusivamente sudore e polvere, alias energia astrale. Rena schiaccia Dahna, la usa e la strizza come fosse una spugna pronta all’uso e da gettare, e ci insedia cinque Lord (ci torneremo) i quali si dilettano in una gara allo sfruttamento, una corsa all’oro che vedrà quale vincitore colui il quale avrà ottenuto maggiore energia astrale dai cittadini e dalla propria area di competenza.

Il gioco ci illustra questa dicotomia grazie alla rappresentazione di due personaggi, i due protagonisti.
Iron Mask, che poi è Alphen, chiamato così perché un giorno, di un anno prima, si svegliò con una maschera di ferro che copriva totalmente il suo volto, è Dahniano, figlio di una terra oppressa, è un comune cittadino altruista che viene sfruttato per ogni lavoretto, se non fosse per una leggera particolarità. Alphen non percepisce il dolore, non sa cosa significa soffrire da circa un anno e tale skill (perché questa è), risulterà fondamentale nel proseguo del racconto.
Shionne, che poi è Shionne Vymer Imeris Daymore, è di Rena. È distaccata e rassegnata, viene vista come traditrice dal suo popolo, e a volte anche dai Danhiani più diffidenti. Ed è pericolosa, forse maggiormente per i suoi compagni. Chiunque si avvicini a meno di un centimetro da lei proverà un dolore lancinante, grazie ad una reazione corporea che permette a Shionne di sprigionare degli aculei.

Insieme hanno un obiettivo, distruggere l’oppressione di Rena e liberare il popolo di Dana dai Lord che impongono il loro potere nelle città, anche grazie all’aiuto iniziale di un gruppo di resistenza presente nella città di Alphen, i Corvi Scarlatti e ad altri personaggi che si uniranno alla vostra squadra per motivi propri.

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La ritmica

Tales of Arise è una danza. Il gameplay si fonda su una continua ritmica che ha come punti di riferimento alcune linee semplici ma incredibilmente efficaci. I personaggi si fanno strada in una nuova regione, possono esplorarne ogni limite e confine, campo o città e chiacchierare con la maggior parte degli abitanti. Le aree aperte sono molto vaste, ricche di nemici (che consiglio di non evitare per permettere al gruppo di trarre esperienza) e loot, che si risolve in forzieri, frutta e verdura, Gald (la moneta del titolo) e tanto altro. Nelle città il gruppo conoscerà le varie forza di resistenza organizzate contro l’oppressione di Rena, i quali avranno bisogno di aiuto con varie missioni e, anche (ahimè), con le numerose fetch quest presenti nel titolo che, comunque, consentiranno al gruppo di eroi di ottenere diversi punti abilità e denaro. Ovviamente, ogni città ed ogni missione principale ci condurranno al Lord di turno, da abbattere (o no…) e scacciare via.
Questa può essere la sintesi del titolo, molto alla leggera e stringata. Ma Tales of Arise nasconde tanto altro dentro di sé. Sì, perché il titolo ci permetterà di esplorare i rapporti umani intercorrenti tra i vari personaggi presenti nel gruppo, in totale sei, grazie ad una rappresentazione grafica che ricorda i fumetti. Tutto ciò viene arricchito dalla possibilità di chiacchierare singolarmente con ogni compagno al termine della giornata, o comunque sul punto di andare a dormire, per rafforzare i legami.
Secondariamente, Tales of Arise ci consente di cucinare. Ovviamente per cucinare necessiteremo di ingredienti che possiamo acquistare dai mercanti. Poi occorrono le ricette. Grazie a questi due elementi, accediamo ad un accampamento e cuciniamo i diversi piatti proposti. Consumandoli, ci daranno vantaggi nei combattimenti, come più danni, più difesa o più esperienza, ovviamente con un limite di tempo variabile.
Un’altra divertente e importante attività secondaria consiste nella gestione di un ranch in cui allevare maiali, mucche e polli per ottenere ingredienti. Abbiamo anche la pesca: attraverso un minigioco otterremo pesci diversi da utilizzare, consumare o vendere ai vari mercanti sparsi nell’area di gioco.

Ecco, a livello di gameplay, Tales of Arise presenta alla base una struttura solida, probabilmente non innovativa rispetto all’odierno panorama (un esempio è costituito dalla presenza di parecchi muri invisibili), ma che svolge egregiamente il proprio dovere permettendo al giocatore di muoversi in aree vaste, divise da caricamenti non particolarmente lunghi, e godere del piacere dell’esplorazione.

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La spada

La spada rappresenta quanto di più divertente ci sia in Tales of Arise dove il combattimento è frenesia ma anche strategia. Le battaglie si svolgono in un’arena circolare in cui è possibile muoversi liberamente. Ogni personaggio è specializzato in uno stile di combattimento diverso. Alphen utilizza la spada e Shionne è specializzata in combattimenti a distanza e nella guarigione. Tales of Arise ci offre un nuovo sistema di combattimento chiamato Linear Motion Battle System che permette al giocatore di collegare una serie di colpi, come una combo, facendo uso di colpi normali, arti, attacchi a impulso, colpi potenziati e arti mistiche e tutte queste azioni consumano la Barra delle Arti (BA). Tra le nuove meccaniche introdotte possiamo citare gli Attacchi a impulso, attacchi potenziati di ogni personaggio che permettono di destabilizzare i nemici o per continuare la catena di combo, i Colpi potenziati, attacchi di squadra finali che vengono eseguiti quando il nemico sta per morire e il Supralimite, uno stato alterato in cui facciamo più danni e le arti non costano punti BA. I personaggi specializzati nella magia usano gli elementi per i loro attacchi. Possiamo sfruttare le debolezze dei nemici con l’uno o l’altro elemento. Piacevole e molto funzionale è la possibilità di scegliere qualsiasi personaggio per le battaglie, anche in considerazione dei nostri gusti.  
Oltre alle arti, è presente un pannello di abilità che permetterà di sbloccare nuovi attacchi o ricevere miglioramenti. Per questo dovrai spendere punti abilità che si guadagneranno nelle missioni principali e secondarie, quindi è importante che di tanto in tanto impieghi qualche minuto per completare le commissioni degli abitanti del villaggio.
Fondamentale è la guarigione, la quale richiede più considerazione e strategia del semplice spam di attacchi. Il gruppo condivide un tot di punti cura (PC) che si consumano grazie all’utilizzo di diverse arti. I buff e gli incantesimi curativi riducono quella riserva, anche consistentemente, ed inoltre i PC non si ricaricano automaticamente ma è necessario l’utilizzo di un oggetto, la gelatina all’arancia o altro, per aumentare la riserva. Tutto quanto sopra detto, dovrà equilibrarsi in modo ottimale, in una fusione di attacchi e schivate eccellenti, durante le battaglie con i Lord, atto finale di ogni tentativo di riconquista di una città. Ecco, i Lord sono incredibilmente tosti da sconfiggere stante anche il quantitativo di LP e la forza degli attacchi scagliati; sarà compito del giocatore, anche sulla base della difficoltà scelta, riuscire a superare il limite e liberare Dahna dai Lord.
Chiosa finale sulle missioni secondarie che prevedono una battaglia con un mega mostro. Sebbene le stessa possano sembrare noiose, in considerazione dell’enorme mole di vita del nemico, sconfiggere un avversario di grossa taglia permette di ottenere denaro, punti abilità e oggettistica varia in quantità superiore rispetto a semplici nemici

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Tales of Arise, un dipinto di libertà

La decisione di utilizzare Unreal Engine 4 ha prodotto i suoi frutti ed ha condotto ad un risultato impeccabile nella rappresentazione visiva, con una qualità negli effetti particellari, nell’illuminazione e altro di livello assoluto. Lo stile di Tales of Arise opta per modelli con texture che mostrano le differenze tra i materiali, il movimento naturale dei tessuti e i riflessi, a seconda dei casi. Tutto sembra spettacolare e spettacolare è il lavoro fatto sulle espressioni facciali dei personaggi, sempre coerenti con il discorso e limpide.
Durante la storia attraverseremo ampi scenari in diversi ecosistemi che appaiono meravigliosi, da terreni di montagna sino a villaggi innevati o campi pieni di fauna e flora. Il tutto con prestazioni abbastanza ottime e stabili, senza lag o cali di frame (preciso che il titolo l’ho giocato su Xbox Serie S, che si è dimostrata impeccabile).
Il tema della libertà è evidente nel gioco e si riflette anche nell’esplorazione. Malgrado la storia sia lineare e il titolo conduca il giocatore verso la direzione giusta, puoi comunque visitare liberamente gli scenari ed i luoghi desiderati. Pertanto, il giocatore può decidere se seguire il percorso segnato, fermarsi a completare missioni secondarie o prendersi una pausa per compiere attività divertenti o semplicemente andare a caccia di nemici per livellare. Importante, ma non essenziale, è la presenza di un sistema di viaggio veloce, non sempre utilizzabile che ci consentirà di spostarci tra le varie aree o città, anche solo per completare qualche missione secondaria o esplorare meglio le zone tralasciate. Con il viaggio veloce puoi recarti da un punto all’altro senza perdere tempo, arrivando alle locande o agli accampamenti dove puoi recuperare le tue energie, forgiare armi, comprare oggetti e mangiare per guadagnare qualche tipo di bonus per un tempo limitato tempo. Nei campi avrai anche accesso a scene di interazione in cui i personaggi si aprono con Alphen e raccontano alcune informazioni interessanti.   
La bellezza del titolo, la perfezione di molti dettagli e la completezza del racconto dimostrano e spiegano il tempo impiegato per lucidare tutti i dettagli nelle trame e nei modelli.

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La conclusione

Se mi chiedeste qual è il mio genere preferito in ambito videoludico, ovviamente risponderei che per me i giochi di ruolo sono imbattibili grazie anche alle meccaniche, le loro lore, i mondi creati, i personaggi così interessantie a molti altri aspetti che, messi insieme, garantiscono un’esperienza eccezionale e memorabile. Tra i titoli che ho avuto la fortuna di provare quest’anno, forse con leggero anticipo, posso affermare che il migliore sia Tales of Arise. È un capolavoro che riesce a tenerti incollato per più di trenta ore (molte più di trenta ore), con il forte desiderio di non finire mai e riuscire a godersi un’avventura sensibile e affascinante.
Una piccola e leggera critica mi sento di muoverla nei confronti del sistema di transizione da esplorazione a combattimento che ritengo essere ormai anacronistico e superato, presente oramai raramente nel mondo dei videogame.

Tales of Arise

Tales of Arise riesce ad essere un titolo rivoluzionario. L’obiettivo di rendere il genere più accessibile anche alle generazioni odierne è riuscito, arrivando a mantenere i tratti distintivi della serie Tales e dei JRPG. Come detto, a livello di trama, il gioco offre una storia piena di sfumature e personaggi ai quali è impossibile non affezionarsi e una progressione incredibile. Il livello grafico è alto, altissimo e non deluderà gli amanti del genere. Non posso dire altro che GOTY

9.5
Tales of Arise:
9.5
Tales of Arise: recensione di un amore a prima vista10 minuti lettura ultima modifica: 2021-09-20T14:00:00+02:00 da Aornik

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