Grazie ad una chiave fornitaci direttamente da Bandai Namco abbiamo potuto giocare Sword Art Online Alicization Lycoris, adattamento in salsa JRPG dell’omonimo anime. Scopriamo assieme come è quest’ultimo capitolo nella nostra recensione.

Si comincia con Alicization…
Sword Art Online Alicization Lycoris ci cala immediatamente al termine della terza stagione dell’anime (e della visual novel) da cui prende storia e nome mettendoci a combattere lo scontro con Quinella (amministratore del mondo di Underworld). Un pò tutorial, un pò “episodio recap” le prime 12/15 ore ci vedranno ripercorrere la storia di Kirito e Eugeo, dal risveglio a Rulid con la classica amnesia del protagonista alla citata battaglia col boss finale ovvero Quinella. Tagliamo subito la testa al toro e veniamo al dunque… Le prime ore sono un piacevole viaggio in un mondo forse un pò troppo vuoto, con intermezzi direttamente tratti dall’anime da cui si ispira e piccoli approfondimenti di parti saltate a pié pari in quest’ultimo.
L’incontro con un personaggio inedito, Medina, darà i natali ad un primo bivio dalla storia canonica che, al termine del prologo sopracitato sterzerà su una trama inedita, che purtroppo faticherà a tenere incollati i pochi avvezzi alla serie.

… salvo poi migrare in zone inedite
Da bravo appassionato della serie animata ho approcciato Sword Art Online Alicization Lycoris un pò prevenuto, perché devo dire che finora la controparte anime non ha espresso le grandi emozioni che le prime due serie (e sopratutto il film) avevano suscitato. L’attuale stagione sembra risollevare un pò le sorti di una storia forzata, decisamente priva di pathos e infarcita di fan service (parere personale..).

Il gioco invece, sa invece saltare le parti più noiose dell’anime, aggiungere un pizzico di combattimento e sopratutto unire dialoghi e parti simil visual novel in maniera piuttosto coerente ed equilibrata. Ma veniamo per gradi, perché purtroppo non è tutto oro quello che luccica…
Partiamo dal combattimento e sopratutto dalla gestione malvagia della telecamera. Se la semplicità degli attacchi principali, la gestione del cambio tra personaggi e l’uso dei poteri sono tutto sommato ben confezionati, lo stesso non si può dire per il sistema di puntamento che porta il personaggio persino fuori inquadratura! Problematica che non è stata finora limata e che molto probabilmente avverrà nella prossima patch prevista per fine luglio. Per fortuna, già dalla patch 1.03, si sono sistemati i caricamenti infiniti che avvenivano sulla controparte PC in nostra prova: problematiche che portavano a giocare pochi minuti e attenderne altrettanti mentre si passava da zona a zona.

SAO è storia, è caratterizzazione dei personaggi…
… cosa che purtroppo avviene un pò superficialmente, seppur in coerenza con la stagione in corso. Come quest’ultima abbiamo ampie fasi scialbe, poco coinvolgenti, salvo poi riprendersi in taluni frangenti. Anche la stessa Medina, che dovrebbe beneficiare del non avere paragoni nell’anime, non riesce a distaccarsi dallo stereotipo della tsundere.
Buona invece la narrazione che – in chiave visual novel oppure cogliendo a piene mani dall’anime – ci guiderà sopratutto nella prima parte della storia. I dialoghi sono splendidamente doppiati (in giapponese – così come dev’essere Ndr) e si possono mettere in automatico oppure velocizzare andando al termine della frase. Questo permetterà di risparmiare non poco tempo (un 20%…).

E Rulid come si presenta?
La scelta degli sviluppatori è – a mio parere – azzeccata: personaggi stile anime si contrappongono ad un mondo più realistico che trasmette ampiezza, pur essendo poco variegato e decisamente un pò vuoto. Difficile ci venga voglia di girovagare se non perché alcune quest, purtroppo, sono mal realizzate oltre che banali e ridondanti. Vai da A a B, raccogli X, vai nel dungeon (vuoto), passa dalla strada secondaria per evitare lo scontro… Davvero un peccato perché – effetti di popup continui a parte – il mondo di Rulid sa regalare scorci piacevoli sopratutto nell’alternanza giorno – notte.
Anche le strutture dei villaggi, pur trasudando fantasy, non si possono esplorare, sono dei “presepi”, dei diorami… Un vero peccato, perché avrebbero dato quella componente di finta open world che bilanciava il vuoto delle zone di intermezzo.

Per appassionati o per tutti?
Purtroppo Sword Art Online Alicization Lycoris difficilmente sarà visto come imprescindibile dagli appassionati della serie animata (e dei precedenti videogiochi) e al contempo non si può certe consigliare come JRPG per tutti. Quello che si salva, ovvero la componente action, il progresso del personaggio, i rami delle competenze, si scontrano con una trama che nulla a che vedere con la struggente e cupa versione animata. Scalfisce la punta dell’iceberg, nulla più, purtroppo.
A partire dal secondo capitolo, terminata Alicization in pratica, sbloccheremo poi la componente multiplayer, sulla quale torneremo nel breve futuro, sperando di poter aggiornare la recensione dicendo che i problemi tecnici sopra descritti sono stati risolti. Non ci resta che attendere e intanto magari vedere il seguito, in onda su Prime Video ogni sabato sera alle 21!
