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Stellaris Console Edition – Recensione

STELLARIS CONSOLE EDITION

Recensione di Stellaris Console Edition basata sulla copia gentilmente fornita da Paradox Development Studio.

Finalmente su console

A tre anni dall’uscita della versione per pc i ragazzi della Paradox hanno finalmente sviluppato e dato alla luce la console edition del loro capolavoro di strategia e colonizzazione spaziale: Stellaris.

Un viaggio immenso tra le stelle

Questo titolo non ha una storia, ma bensì crea la Storia di un determinato popolo che, raggiunta l’età dell’esplorazione spaziale intorno al 2200, deve sviluppare la sua civiltà dominando o alleandosi con le altre razze della galassia.

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Molto simile ai titoli di Sid Meyer si dovrà tenere sott’occhio ogni singola risorsa strategica (come popolazione, minerali, energia e influenza) per poter far crescere il nostro impero raggiungendo la massima espansione possibile.

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Il gioco, per ora, si basa interamente su una campagna single-player totalmente personalizzabile: dal numero di imperi che andremo ad affrontare, fino alla forma della galassia esplorabile. Tra le scelte in fase di creazione della partita avremo anche la possibilità di giocare in “Iron mode”, un sistema che impedisce il salvataggio manuale del giocatore e che creerà in automatico dei checkpoint sovrascrivendo i dati precedenti: piccola pecca il fatto che solo con questa modalità potremo concorrere agli obiettivi per Xbox Live.

La cosa più interessante però è la possibilità di creare il nostro impero personalizzato, cosa che rende l’esperienza di gioco molto più interessante. Partiremo dalla scelta della razza e dell’aspetto della nostra specie, dall’etica politica che influenzerà determinate caratteristiche aggiungendo bonus e malus in vari campi, arrivando alla creazione del pianeta natale scegliendo il tipo di clima, di struttura geologica e l’aspetto degli edifici.

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In ogni caso, per chi non volesse perdersi nei meandri di questi dettagli che personalmente ho adorato, si potrà sempre ripiegare su uno degli imperi già presenti (umani, rettiliani, molluscoidi, fungoidi, aviani e mammaliani, ecc.), ciascuno con le proprie sfumature e caratteristiche.

A chi non bastasse il gioco base potrà sempre buttarsi sulla Deluxe Edition contenente i primi 3 DLC usciti per PC: il pacchetto Specie Plantoidi, che aggiunge un’intera nuova tipologie di razze con forme vegetali, il pacchetto Leviatani, che permette di incontrare delle antiche forme di vita colossali per la galassia e di riattualizzare una guerra da secoli sopita e, infine, il pacchetto Utopia che consente al giocatore la realizzazione di megastrutture con megabonus. Purtroppo i contenuti non sono ancora disponibili per la versione console anche se usciranno con cadenza mensile dal 26 marzo.

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Il fascino dello spazio profondo

Passando al comparto tecnico, una menzione d’onore va sicuramente alla grafica che riesce a cogliere a pieno l’essenza del viaggio intergalattico: i sistemi spaziali sono estremamente dettagliati e presentano i vari tipi di stelle (dalle nane bianche alle giganti rosse), con pianeti, satelliti e fasce di asteroidi.

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Sebbene la grafica del gioco sia estremamente curata nei suoi dettagli, una piccola sbavatura arriva con i menù d’interfaccia che, contenendo ciascuno tantissime informazioni, sono scritti in caratteri minuscoli che rendono assai difficile la lettura. Probabilmente, giocando con uno schermo molto vicino al viso, come su un pc, questo problema potrebbe essere bypassato, ma su una conversione per console sarebbe lecito aspettarsi una cura diversa.

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La colonna sonora è davvero varia e composta molto bene. Segue le orme dei grandi kolossal fantascientifici, come la marcia imperiale di Guerre Stellari o il main theme di Star Trek, dando proprio l’idea dell’imponenza di scrivere la storia di un popolo dal ponte di comando di una corazzata.

Anche gli effetti sonori ed ambientali sono studiati nei minimi dettagli aiutando a creare l’atmosfera spaziale; un piccolo difetto sta nell’impostazione dei livelli dei volumi che sono sbilanciati a favore degli effetti piuttosto che della colonna sonora arrivando a coprire in alcuni casi la musica.

Capisco sia una scelta degli sviluppatori, ma personalmente dopo pochi minuti dall’inizio della prima partita sono entrato nelle opzioni per abbassare il livello degli effetti perché risultava, a mio parere, fin troppo cacofonico.

Le cutscene sono particolarmente accurate in quanto, come in ogni titolo di strategia, una volta dati gli ordini o impostata la destinazione le nostre truppe si sposteranno autonomamente verso la propria destinazione.

Anche le battaglie spaziali si svolgono in totale cinematica: una volta ingaggiato il nemico infatti sarà il comandante della flotta a gestire lo scontro, mentre noi potremo seguire l’esito osservando il sistema in cui si combatte e il riassunto che apparirà in un pannello di lato.

Mi ha colpito molto l’IA degli ammiragli che risulta davvero precisa: le navi si dispongono di modo che quelle più piccole, che sono più veloci sia in attacco che in movimento vengo poste a difesa di quelle più potenti, ma lente, di modo che fungano da magneti per la flotta nemica. Inoltre anche il livello del comandante determina le reazioni che avranno durante ogni battaglia e i rispettivi bonus e malus, garantendo sempre battaglie all’ultimo sangue che ci terranno col fiato sospeso fino all’ultimo.

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Esplorare l’universo e sviluppare un impero non è mai stato così divertente

I comandi sono purtroppo piuttosto complessi: come tutti i giochi nati per tastiera e mouse anche in Stellaris il joystik limita tantissimo le possibilità di movimento e l’interazione con elementi a schermo.

Innanzitutto lo scorrimento nei menù avviene mediante le freccette cosa che lo rende piuttosto lento e tedioso, mentre per spostarsi nel sistema solare o nella galassia si utilizzano le levette analogiche e i grilletti per lo zoom.

Infine, il tasto Y servirà per mettere in pausa lo scorrere del tempo permettendoci di organizzare la nostra strategia.

Credo che la gestione dei comandi sia l’elemento negativo più grave del gioco poiché, proprio il suo essere concepito come gioco per pc, influisce sulla fluidità del gameplay: il mouse permette di selezionare l’oggetto o l’icona del menù che ci interessa in un batter d’occhio, qui dobbiamo cercarla con le frecce.

Resta il fatto che è sempre abbastanza complicato realizzare una buona conversione di un gioco di strategia gestionale di questo livello (molto simile la situazione che si venne a creare con Halo Wars) perché l’utilizzo di un joystick limita tantissimo: per certi titoli il sistema di comandi è semplicemente troppo complesso per essere racchiuso in quattro tasti in croce. Sulla stessa lunghezza d’onda è stata la serie dei tropico dove la conversione ha reso il gioco decisamente poco “user friendly” rispetto alla controparte pc.

Il gameplay è davvero complesso, i menù di gestione sono tantissimi e ciascuno di essi è fondamentale ai fini della vittoria.

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Abbiamo uno sviluppo tecnologico a tre rami: ingegneria, fisica e società.
Ciascuno servirà a potenziare un aspetto differente del nostro impero: l’ingegneria ci darà la possibilità di migliorare navi e costruzioni, la fisica il potenziale scientifico mentre il ramo sociale ci darà modo di accrescere la nostra popolazione

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Ci troveremo di fronte anche un sistema difensivo e offensivo piuttosto complesso con difese planetarie suddivise nei tre strati dell’atmosfera e difese spaziali. L’utilità vera delle difese sta proprio nell’impedire che una flotta di invasione possa passarla liscia attaccando impunemente uno dei nostri mondi: le truppe di stanza su un pianeta, infatti, venderanno cara la pelle resistendo all’assedio.

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Per quanto concerne il procedere del gioco è fondamentale l’esplorazione attraverso le navi scientifiche e la costruzione di stazioni spaziali ed avamposti usando le navi costruttrici. L’espansione su altri mondi si svolge mediante la “terraformazione” (rappresentata dal valore di abitabilità) e la successiva colonizzazione di un dato pianeta.

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A tutto questo si aggiungono le tradizioni, la spiritualità, la politica, la diplomazia e tantissime altre sfumature che rendono il gioco davvero completo.

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Insomma, il gameplay in generale è molto impegnativo e questa sua complessità lo rende davvero accattivante, sarà però necessario superare lo scoglio delle prime ore, dove dovremo assorbire il più possibile le nozioni base per poter sopravvivere.

Infine, come tutti i titoli di questo genere, sono previste differenti condizioni di vittoria che daranno a ciascuna partita una differente impostazione. Oltre alla classica vittoria per Dominazione, in cui dovremo sconfiggere tutti gli avversari, potremo concentrarci anche su quella per Espansione, colonizzando almeno il 40% dei pianeti abitabili, o quella per Federazione, alleandoci con alcune delle razze presenti per ottenere una copertura totale del 60% dei pianeti abitabili.

Ovviamente nessuno di questi è un obiettivo banale e richiede svariate ore prima di essere raggiunto garantendo una grande longevità e ri-giocabilità al titolo.

Vale davvero la pena?

Sicuramente quello che rende veramente ostico approcciare il gioco è la totale assenza della lingua italiana (saranno presenti però moltissime altre lingue selezionabili dal menù d’impostazione. Quello che non mi spiego è perché su pc esista una bellissima traduzione amatoriale che non viene “ufficializzata”, mah…).

Altro punto dolente è il prezzo (39,99 euro per la standard edition e 59,99 per la deluxe edition su Microsoft store) decisamente alto, soprattutto per l’edizione completa, i cui DLC risultano ancora in sviluppo, eccetto il primo, Plantoids uscito il 26 marzo.

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Al momento i “pochi” contenuti aggiuntivi non giustificano un prezzo pieno e ci riserviamo il diritto di rivedere la nostra valutazione una volta messe le mani sui vari contenuti che ci sono stati promessi.

Il gioco in ogni caso resta discretamente godibile ed è consigliato per tutti i fan della fantascienza più pura: il fascino dell’ignoto si percepisce dietro ogni angolo e l’imponenza della conquista galattica e dell’affermarsi come specie dominante sicuramente rende il tutto ancora più attrattivo.

Non me la sento però di consigliarlo ai nostalgici che dal 2016 giocano da pc, poiché la differenza si sente davvero molto dato che il controller, come dicevamo, limita troppo la nostra esperienza. Come tanti altri giochi citati sopra che hanno avuto la stessa storia alle spalle, la console edition fa ha alcune lacune che rendono il titolo un po’ meno giocabile. Se a questo aggiungiamo la barriera linguistica che potrebbe spaventare i più e il costo non proprio abbordabile, Stellaris Console Edition perde un po’ del fascino che suscita dal trailer, restando però una vera chicca per chiunque sia interessato a giocare a qualcosa che non sia il solito sparatutto.

STELLARIS CONSOLE EDITION

Il capolavoro di esplorazione spaziale e gestione degli imperi, approda finalmente su console! Scopriamo insieme se questa conversione da pc a console avrà il successo meritato.

7.5
STELLARIS CONSOLE EDITION:
7.5
Stellaris Console Edition – Recensione ultima modifica: 2019-03-25T21:23:09+02:00 da Neviebris

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