C’è un momento, all’inizio di ogni run di STEINS;GATE, in cui riconosci il laboratorio di Okabe Rintaro come se non fossi mai andato via. RE:BOOT arriva a distanza di più di quindici anni dall’originale del 2009 e fa esattamente quello che una remaster ambiziosa dovrebbe fare: non toccare l’anima della storia, ma dare finalmente al gioco il corpo che si merita. L’ho giocato su Steam, principalmente su Steam Deck LCD, sia in mobilità che collegato al televisore, ed è stata l’occasione perfetta per tornare su una delle mie visual novel preferite di sempre con occhi nuovi.
Una remaster che rispetta l’originale (e lo arricchisce)
Il character designer huke ha rilavorato outfit e accessori dei personaggi, con un livello di dettaglio che restituisce personalità e presenza scenica a un cast che i fan conoscono a memoria. I fondali di Akihabara, ricostruiti su documentazione d’epoca per rappresentare la città com’era nel 2010, sono probabilmente il salto qualitativo più evidente: alcune ambientazioni inedite si aggiungono a quelle originali, arricchendo la messa in scena senza snaturarla.
Le event stills sono state ricreate da zero a partire dagli storyboard originali, con un impatto drammatico decisamente superiore alla versione 2009, e alcune scene inedite aiutano l’immersione nei momenti chiave. Sul fronte narrativo, RE:BOOT parte dalla sceneggiatura di STEINS;GATE ELITE per un ritmo più equilibrato, aggiunge nuovi dialoghi e testi, e soprattutto introduce la Gamma Worldline: una linea temporale mai vista nell’originale del 2009, in cui la macchina del tempo non è mai stata completata e i D-Mail semplicemente non esistono. Vedere Okabe muoversi in un mondo dove i suoi stessi compagni di laboratorio lo guardano con ostilità è uno dei motivi migliori per cui i veterani della serie dovrebbero rigiocarlo, non solo scoprirlo.
Il doppiaggio giapponese è stato registrato completamente da capo e la colonna sonora è stata rifatta da Takeshi Abo, storico compositore della serie. A questo si aggiunge il sistema di animazione E-mote, che dà ai personaggi micro-espressioni e persino un respiro naturale: dettagli che in una visual novel fanno una differenza enorme, perché è tutto ciò che hai per “recitare” la scena.

Steam Deck: la piattaforma ideale per questo genere
Se c’è un genere che sembra scritto apposta per lo Steam Deck, è la visual novel, e RE:BOOT lo conferma. In portatile, il testo è leggibile senza dover stringere gli occhi, i tempi di caricamento sono trascurabili e la batteria regge sessioni lunghe senza sforzo, dato il peso grafico contenuto rispetto a un gioco d’azione. Agganciato al televisore tramite dock, l’esperienza regge altrettanto bene: i nuovi fondali e le event stills rifatte guadagnano parecchio sul grande schermo, dove i dettagli aggiunti da huke si notano molto di più che su un display da 7 pollici.
Vale la pena ricordare, per chi si avvicina al gioco dopo di me, di installare tutte le patch disponibili prima di iniziare. Su Steam Deck, al momento, va selezionato manualmente Proton 11 dalle impostazioni di compatibilità: un passaggio di trenta secondi, ma se non lo fai da subito potresti chiederti perché qualcosa non gira come dovrebbe. Fatto questo, nella mia esperienza il gioco è filato liscio senza altri intoppi.

Gli scogli (prevedibili) per chi non conosce il genere
Va detto con chiarezza, perché è giusto verso chi non mastica visual novel: RE:BOOT è quasi interamente testo, in un genere dove l’interazione diretta è minima per definizione. Chi si aspetta un gameplay nel senso classico del termine resterà spiazzato dalla mole di lettura richiesta. A questo si aggiunge un ostacolo molto concreto per il pubblico italiano: i testi sono disponibili in giapponese, inglese, cinese tradizionale e semplificato, ma non in italiano. Serve quindi un buon livello di comprensione dell’inglese per non perdere le sfumature di una sceneggiatura fitta di terminologia scientifica e riferimenti di trama stratificati. È un limite che rende il gioco, di fatto, ancora più di nicchia di quanto già non sia il genere.
La novità: un finale per Moeka
Su questo punto una precisazione doverosa, perché io stesso non ho ancora giocato questa route e mi baso su quanto raccolto da diverse recensioni internazionali uscite nelle ultime settimane. La Gamma Worldline non è un capitolo separato da sbloccare con procedure particolari: si raggiunge nei normali punti di bivio della storia, più precisamente nello stesso snodo del Capitolo 9 dove si decide se inviare o meno il D-Mail finale. Rifiutando l’invio si ottiene il finale di Moeka; è lì che si innesta il contenuto legato alla Gamma Worldline, ispirato liberamente al drama CD giapponese “Hyde of the Dark Dimension” mai arrivato da noi, ma sviluppato perlopiù come materiale originale scritto apposta per RE:BOOT. Diverse testate concordano su un aspetto: non è l’adattamento integrale del drama CD che una parte dei fan si aspettava, e la sua durata si aggira attorno a un’ora, in linea con le altre route alternative del gioco piuttosto che con un capitolo a sé stante. Detto questo, il giudizio complessivo resta positivo: per Moeka, personaggio che nell’originale del 2009 non aveva mai avuto un vero finale, è comunque un’aggiunta che chiude un vuoto storico della serie, ed è un buon motivo in più per i veterani per tornare a giocare, pur senza essere da sola una ragione sufficiente per l’acquisto. Aggiornerò questo paragrafo non appena rigiocherò questa parte.

Il verdetto
STEINS;GATE RE:BOOT è il modo giusto per tornare su uno dei capisaldi delle visual novel, con una veste grafica e sonora che finalmente rende giustizia a una scrittura che non ha perso un grammo del suo fascino. Non è un gioco per tutti, lo sappiamo, e non ha la pretesa di esserlo: resta un’esperienza narrativa densa, lenta, e in inglese per chi non mastica il giapponese. Ma per chi ama il genere, o per chi vuole finalmente scoprire perché questa storia è diventata un cult, RE:BOOT è probabilmente la versione definitiva su cui ripartire, a distanza di anni sufficienti dall’originale da renderla un’esperienza “pulita” e non una semplice riproposizione.
Codice review Steam fornito dall’editore. Giocato su Steam Deck LCD.