Dopo una vita passata ad aspettarlo, finalmente possiamo parlare di State of Decay 3 sulla base di qualcosa di più concreto dei soliti trailer. Diverse testate internazionali hanno infatti potuto provare una versione ancora in sviluppo del nuovo survival zombie di Undead Labs e, soprattutto, le impressioni sembrano andare tutte nella stessa direzione.
Durante la Gamescom 2026, alcune testate internazionali hanno finalmente potuto mettere mano a una versione Alpha giocabile di State of Decay 3, dando vita alle prime vere anteprime hands-on del gioco.
Il terzo capitolo non sembra voler rivoluzionare la formula della serie. Al contrario, l’impressione generale è che Undead Labs abbia preso tutto quello che aveva funzionato in State of Decay 2 e abbia deciso di espanderlo praticamente in ogni direzione: una mappa molto più grande, comunità più profonde, combattimenti migliorati, infestazioni dinamiche, nuovi sistemi per i sopravvissuti e un multiplayer cooperativo molto più ambizioso.
Attenzione però: non sono recensioni. Le impressioni arrivano da versioni preliminari del gioco e il prodotto finale potrebbe quindi cambiare sensibilmente prima dell’uscita prevista nel 2027

IGN: il combattimento sembra finalmente all’altezza dell’ambizione
Tra le impressioni più interessanti c’è quella di IGN, che ha potuto provare una versione preliminare del gioco e ha evidenziato soprattutto i miglioramenti al movimento e al combattimento.
State of Decay 3 mantiene il cuore della serie, quindi la gestione della comunità e delle basi, ma sembra rendere molto più importante il modo in cui scegliamo e utilizziamo ogni singolo sopravvissuto.
I personaggi possiedono infatti caratteristiche e tratti differenti, alcuni positivi e altri negativi. Questi elementi possono avere conseguenze concrete sulla loro utilità all’interno della comunità e durante le spedizioni.
Il sistema delle ferite dovrebbe inoltre rendere gli scontri molto più interessanti. I danni possono interessare specifiche parti del corpo e avere conseguenze sulle capacità del personaggio. Una ferita alla gamba, per esempio, può compromettere il movimento, mentre altri danni possono influenzare il modo in cui utilizziamo le armi.
IGN ha inoltre evidenziato un combattimento più fluido, con maggiore attenzione alla mira, alla furtività, all’ambiente e alla possibilità di sfruttare le situazioni a nostro vantaggio.
La sensazione è quindi quella di un gioco che vuole essere più convincente anche come action in terza persona, senza perdere la componente gestionale che rappresenta il vero DNA della serie.
Le infestazioni diventano una minaccia dinamica
Una delle novità più interessanti riguarda il sistema delle Plague Nests e dei Plague Hearts.
Le infestazioni non sembrano più essere semplicemente dei punti sulla mappa da raggiungere e distruggere. Possono invece svilupparsi e creare vere e proprie reti di minacce che influenzano le aree circostanti.
Questo significa che ignorare una zona infestata potrebbe avere conseguenze anche più avanti. L’infezione può espandersi, rendere più pericolose determinate aree e aumentare la pressione sulla nostra comunità.
La distruzione di un Plague Heart può quindi trasformarsi in un vero evento di sopravvivenza, con orde di zombie e creature speciali che rendono l’operazione tutt’altro che una scampagnata!

Game Informer: un gioco più stabile di State of Decay 2 al lancio
Game Informer ha potuto provare direttamente il gioco durante la Gamescom 2026 e il giudizio di Brian Shea contiene un dettaglio particolarmente interessante.
Secondo il giornalista, il build provato era già più stabile rispetto a State of Decay 2 al momento del lancio. Considerando quanto travagliato fu il debutto del secondo capitolo, non è esattamente un dettaglio da poco.
Undead Labs ha spiegato di aver imparato molto proprio dall’esperienza di State of Decay 2 e di aver coinvolto la comunità molto prima dell’uscita del nuovo gioco.
Il team sta infatti utilizzando una serie di test alpha e prevede di ampliare progressivamente il numero di giocatori coinvolti nei test, arrivando a una closed beta entro la fine del 2026.
Game Informer ha inoltre apprezzato i miglioramenti al movimento, alla guida dei veicoli e al sistema generale di sopravvivenza.
La vera sorpresa: il multiplayer senza più catene
Una delle caratteristiche che potrebbe cambiare maggiormente l’esperienza è il nuovo sistema multiplayer.
State of Decay 3 permette di giocare in cooperativa e di condividere il proprio mondo con gli amici in maniera molto più libera rispetto al passato.
Secondo quanto mostrato da Undead Labs, il multiplayer sarà untethered: i giocatori non dovranno necessariamente rimanere incollati l’uno all’altro, ma potranno occuparsi di attività differenti all’interno dello stesso mondo.
La cosa ancora più interessante è che il sistema di condivisione dei salvataggi è stato pensato per rendere la cooperazione molto più persistente.
In pratica, State of Decay 3 sembra voler trasformare la cooperativa da semplice modalità aggiuntiva a una parte fondamentale dell’esperienza.
Xbox ha confermato che il nuovo gioco punta proprio su una struttura di shared-world cooperative survival, con costruzione degli insediamenti, esplorazione e sopravvivenza condivise.

Windows Central: la mappa è quattro volte più grande
Uno dei numeri che ha fatto più rumore nelle anteprime arriva da Windows Central: il mondo di State of Decay 3 sarebbe circa quattro volte più grande rispetto a una singola mappa del precedente capitolo.
Ma non è soltanto una questione di dimensioni.
Il giocatore potrà infatti arrivare a gestire fino a tre insediamenti contemporaneamente, utilizzandoli per organizzare la propria comunità e sfruttare strutture differenti.
Il sistema dei personaggi è stato inoltre ulteriormente approfondito. I sopravvissuti possiedono tratti che possono influenzare il modo in cui si comportano e il loro rendimento.
Un esempio particolarmente curioso riguarda un personaggio che consuma più acqua perché ama fare lunghe docce. Un dettaglio apparentemente insignificante, ma che in un survival può trasformarsi in un problema concreto quando le risorse cominciano a scarseggiare.
Secondo Windows Central, anche il combattimento sembra aver fatto un deciso passo avanti, grazie alla possibilità di colpire parti specifiche del corpo, utilizzare trappole ambientali e sfruttare maggiormente furtività e ambiente.

Shacknews: il cuore resta la comunità
Anche Shacknews ha provato State of Decay 3 durante la Gamescom 2026.
Ozzie Mejia sottolinea come, nonostante l’aumento delle dimensioni e della complessità, il gioco sembri ancora profondamente legato all’idea originale della serie: non si tratta semplicemente di uccidere zombie, ma di mantenere in vita una comunità.
Le ferite, i tratti dei personaggi, le risorse e le condizioni degli insediamenti continuano a essere elementi collegati tra loro.
Questo significa che perdere un sopravvissuto importante può avere conseguenze che vanno ben oltre il semplice numero di un personaggio in meno.
Shacknews ha inoltre sottolineato l’importanza delle nuove infestazioni e dei Plague Hearts, che possono trasformare progressivamente il territorio e costringere il giocatore a modificare i propri piani.
Tutte le anteprime sembrano raccontare la stessa storia
Ed è forse questo l’aspetto più interessante.
IGN ha posto l’accento sul combattimento e sulla gestione dei sopravvissuti.
Game Informer ha evidenziato la maggiore stabilità, i miglioramenti al movimento, ai veicoli e il nuovo sistema multiplayer.
Windows Central ha sottolineato le dimensioni della mappa, la gestione dei tre insediamenti e l’evoluzione dei tratti dei personaggi.
Shacknews ha invece posto particolare attenzione alla comunità e al modo in cui le nuove meccaniche continuano a legare combattimento, gestione delle risorse e sopravvivenza.
Il risultato è una fotografia abbastanza chiara: State of Decay 3 non sembra voler reinventare State of Decay. Sembra volerlo portare all’ennesima potenza.
Ma quattro volte più grande significa anche quattro volte più divertente?
Ed eccoci arrivati al punto interrogativo più grande.
Perché espandere un gioco è una cosa. Riempire quella gigantesca espansione di situazioni interessanti è tutta un’altra storia.
State of Decay ha sempre funzionato soprattutto grazie alle storie emergenti: quel sopravvissuto che diventa improvvisamente indispensabile, quella spedizione che va completamente storta, quella macchina che si rompe nel posto peggiore possibile o quel personaggio che perdiamo dopo averlo utilizzato per ore.
La nuova struttura sembra voler moltiplicare proprio questo tipo di situazioni.
Ma dovremo aspettare il gioco completo per capire se la quantità di sistemi messi in campo riuscirà davvero a produrre una varietà sufficiente di situazioni oppure se, alla lunga, il rischio sarà quello di ritrovarsi a ripetere gli stessi compiti in un mondo semplicemente molto più grande.
Il trailer gameplay ufficiale
Nel giugno 2026 Undead Labs e Xbox hanno finalmente mostrato il primo vero gameplay di State of Decay 3.
Il trailer mostra esplorazione, combattimenti, veicoli, costruzione degli insediamenti, cooperativa e naturalmente una quantità poco rassicurante di zombie.
Trailer ufficiale Xbox Games Showcase 2026: il filmato è stato pubblicato dal canale ufficiale Xbox e rappresenta il primo vero gameplay reveal del gioco.
Quando esce State of Decay 3?
Per il momento la finestra di lancio indicata da Undead Labs è il 2027.
Il gioco arriverà su Xbox Series X|S, PC e PlayStation 5. Sarà inoltre disponibile tramite Xbox Game Pass al lancio.
Nel frattempo Undead Labs sta portando avanti i test alpha e ha annunciato l’espansione dei playtest verso una closed beta, con l’obiettivo di raccogliere feedback e mettere alla prova soprattutto il gigantesco mondo di gioco e il multiplayer senza vincoli.
Insomma, dopo una vita di sviluppo cosa dobbiamo aspettarci?
Le prime impressioni non permettono ancora di stabilire come sarà il gioco definitivo, ma una cosa sembra abbastanza evidente: Undead Labs non sta semplicemente costruendo un altro State of Decay 2.
Sta cercando di prendere quella formula e allargarla in maniera enorme.
Una mappa molto più grande, tre insediamenti, sopravvissuti più complessi, ferite localizzate, combattimento migliorato, infestazioni dinamiche, Plague Hearts più importanti, veicoli più evoluti e un multiplayer che sembra finalmente costruito attorno alla possibilità di condividere davvero un mondo.
Il rischio, naturalmente, è che tutta questa ambizione finisca per trasformarsi in quantità senza sufficiente varietà.
Ma se Undead Labs riuscirà a mantenere quella capacità di creare storie imprevedibili che ha reso speciale la serie, allora potremmo davvero trovarci davanti allo State of Decay che aspettavamo da anni.
Si prospetta un’espansione totale di quello che abbiamo apprezzato del secondo capitolo. Basterà a saziare la nostra fame di survival zombie? O dopo una vita di sviluppo gli amici di Undead Labs si sono accontentati di completare il compitino? Lo scopriremo sopravvivendo!
Fonti
- IGN – anteprima hands-on di State of Decay 3
- Game Informer – State of Decay 3 Preview: More Alive Than Dead, Brian Shea, 28 agosto 2026.
- Windows Central – anteprima Gamescom 2026 e approfondimento sui nuovi sistemi.
- Shacknews – anteprima Gamescom 2026, Ozzie Mejia, 22 settembre 2026.
- Xbox Wire – informazioni ufficiali sul gameplay, multiplayer e sviluppo.
- Undead Labs – media ufficiali e screenshot di State of Decay 3.