Spiritfarer – Quando la morte è un nuovo inizio

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Quando mi sono imbattuto in Spiritfarer ho esitato nel giocarlo poiché, nel gigantesco elenco di titoli inseriti nel Game Pass, esso non primeggia per recensioni o valutazioni. Eppure, anche mosso da esigenze videoludiche personali votate alla ricerca di un prodotto che fosse rilassante e tenue, la mia avventura è iniziata e, ad oggi, non è mai terminata.

SafariGames Italia Spiritfarer – Quando la morte è un nuovo inizio Indie Games, Nintendo Switch, Xbox Game Pass Ultimate

“Accogliente gioco di gestione della morte”

È questa la locuzione con cui viene descritto Spiritfarer dai propri sviluppatori, quasi a voler ingannare il videogiocatore per il tramite di una piccola frase che nulla dice, in realtà, sul prodotto in sé oppure dice troppo. Perché, dopo una quantità di ore che GTA V in confronto sembra un titolo mobile, Spiritfarer mi è sembrato veramente un gestionale sulla morte, altrui e non solo.

Stella è l’erede di Caronte, il traghettatore che porta i defunti sino all’aldilà attraversando il fiume Stige. E quando, per la prima volta, si ha la possibilità di osservare Stella e Caronte a confronto, viene quasi spontanea una risata sulla diversità fisica, anche fonica, tra i due personaggi. Il titolo vuole che il videogiocatore si chieda che ci faccia Stella in quella posizione, perché sia stata scelta lei in quel ruolo. In realtà, ho assaporato la necessità che a guidare la nave fossi proprio io, con le mie mani e che le costruzioni fossero frutto del mio gusto e delle mie capacità. Stella viene introdotta semplicemente come veicolo guidato dal videogiocatore, come mezzo per un fine che prescinde da Lei.

Non sono propenso ad utilizzare la parola “accogliente” per descrivere un videogioco, anche per la paura che possa essere strumentalizzata, ma non trovo alcuna descrizione per rappresentare cos’è e cos’è stato Spiritfarer per me. Ogni volta che avviavo Spiritfarer provavo la sensazione di ritrovare un gruppo di amici per prendermi cura di loro, per imparare da loro e per migliorare la nostra situazione. Ogni personaggio che viene introdotto a Stella ha una storia alle spalle ed è compito del videogiocatore assecondare ogni bisogno che gli stessi hanno e rendere più confortevole il loro periodo di ospitalità. Il videogiocatore arriverà a scrutare il passato di tutti gli ospiti per aiutare loro a superare i loro ultimi rimpianti prima che gli stessi decidano di lasciarvi e lasciare questo mondo. Essi ricompenseranno Stella in ogni modo, fornendo materiali o prendendosi cura delle piantagioni, degli orti e di quanto è presente sulla nave. Ricordo che tutti gli ospiti hanno un aspetto completamente unico, quantomeno in forma di spirito con preferenze dal punto di vista alimentare singolari e personalità molto diverse.

Ed è qui che Spiritfarer è pronto a tranciare le gambe del giocatore. Ricordiamo, il titolo è un gestionale sulla morte e non sulle emozioni. Quelle non possono essere gestite e, infatti, il mio grande consiglio (vano) è quello di non affezionarsi ad alcuno degli ospiti presenti perché il loro addio potrà essere solo più doloroso.

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Cosa deve fare Stella?

Il primario compito di Stella è quello di prendersi cura della nave. Il titolo permette di costruire sulla imbarcazione ogni tipo di edificio possibile, dalle abitazioni per gli ospiti sino al telaio o alla forgia. Il tutto, liberamente posizionabile da parte del giocatore purchè si rispettino le dimensioni delle strutture, quasi come fosse un Tetris. Così, Stella inizierà a coltivare semi di ogni tipo che necessitano di essere annaffiati periodicamente e che diventeranno piante da sradicare. Potrà tessere la lana, il lino, cucinare ogni tipo di pietanza disponibile (con una quantità di ricette invidiabile), pescare durante il tragitto e riposare, serenamente, alla fine di una faticosa giornata.

Spiritfarer non prende il giocatore per mano anzi, al contrario, lo lascia libero di esplorare ogni landa presente sulla mappa di gioco. Ovviamente, per esplorare l’intera area di gioco occorrerà sbloccare diversi potenziamenti per la nave (e per Stella) in quanto alcune aree risulteranno inizialmente bloccate. Nelle varie zone visitabili è possibile raccogliere risorse necessarie per costruire nuovi oggetti o utili per potenziare la nave. Sarà necessario visitare periodicamente il cantiere navale presente nella mappa per fare un upgrade della nave ed, inoltre, sarà possibile fare visita ad un mercante che viaggerà per vendere le proprie merci ed i propri oggetti o accettare delle commissioni.

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La libertà e la storia

Come già sopra ho avuto modo di dire, la caratteristica principale che mi ha permesso di amare Spiritfarer è la sua libertà. Il titolo non mette mai pressione al giocatore. Non pone delle scadenze e non impone la propria rotta. Sebbene l’elenco delle quest possa essere a volte notevole, il giocatore è libero, comunque, di gestirle a proprio piacimento. Ogni tanto qualche residente provvederà a sollecitare Stella, la quale comunque è libera di ignorare ogni avvertimento. Tutto quanto detto è aiutato dal comparto grafico e sonoro del titolo. La rappresentazione grafica è incredibile. Ogni elemento strutturale ha una propria caratterizzazione: i residenti sono disegnati splendidamente e ricchi di dettagli; le terre da esplorare sono graziose. In alcuni momenti avremo la possibilità di raccogliere meduse o fulmini in bottiglia e lo scenario grafico cambierà e spazierà dal cielo stellato sino alle tempeste di pioggia.

Non voglio approfondire molto la trama poiché ritengo che sia una esperienza da dover vivere in prima persona. Il titolo approfondisce il concetto di morte, o meglio, di post-morte in quanto il videogiocatore avrà a che fare con degli spiriti, morti, il cui passaggio verso l’aldilà non è ancora completato. Preferirei non pensare alla morte. Non ho reale paura, ma la sento vicina. Ho giocato a Spiritfarer in un momento molto particolare della mia vita e l’ho, pertanto, interpretato non potendo ignorare la morte. Ho perso il mio cane, dopo quindici anni di amore e amicizia. Ho perso un amico per me, un qualcosa che oramai dai per scontato che esista. Eppure, la gestione della vita inizia adesso per me. E come in Spiritfarer, adesso devo prendermi cura di me stesso e delle mie debolezze. E se è vero che la morte è il modo che ha la vita di dirti che sei stato licenziato, io mi sento di promuovere Stella e Spiritfarer a pieno titolo.

Aornik

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