Giochi Indie Recensioni Giochi PC & Console

Sparklite, la Recensione

Tempo di lettura: 3 minuti

Recensione di Sparklite, action-adventure ambientato nella misteriosa terra di Geodia. Il gioco è sviluppato dallo studio americano Red Blue Games e distribuito da Merge Games.

Dal 14 novembre il gioco è disponibile su Steam, Xbox, PS4 e Nintendo Switch in sola lingua inglese, non è previsto al momento l’italiano.

Ringraziamo il portale Terminals per la chiave Steam che ci ha gentilmente fornito.

Geodia o Hyrule?

In Sparklite vestiremo i panni di Ada, una ragazzina la cui missione è salvare il mondo di Geodia dai sinistri obiettivi del Barone. L’equilibrio di questo mondo si fonda sullo Sparklite, una risorsa naturale di colore blu che ne è la forza vitale e che è possibile utilizzare in svariati modi.

Un’isola fluttuante sarà la nostra base.

Se alcune comunità la usano per avere energia pulita sostanzialmente eterna con cui alimentano marchingegni tra cui intere isole fluttuanti, il Barone vuole utilizzarla per creare sordidi congegni e macchine distruttive. A noi il compito di sconfiggere lui e i suoi quattro sottoposti.

Boris, il primo Boss che dovremo affrontare.

Il gameplay

Nella minimale trama non avrete sicuramente trovato punti di contatto con Zelda, ma il gameplay è totalmente ripreso dai vecchi titoli della serie. Visuale isometrica dall’alto e zone della mappa divise da caricamenti istantanei, un Boss principale affrontabile dove essersi scontrati con i suoi quattro sgherri: Sparklite strizza l’occhio – neanche tanto velatamente – a titoli come The Legend of Zelda: A Link to the Past.

L’inizio della nostra avventura.

Unica eccezione la dinamica roguelite della mappa procedurale che non è stata molto apprezzata da chi sta scrivendo. Ad ogni morte infatti verremo recuperati dall’isola fluttuante che funge da base e dove troveremo l’occorrente per migliorare le nostre armi e il nostro equipaggiamento.

Potremo portare con noi un numero limitato di “toppe” per aumentare le nostre abilità.

Una volta ripresa l’esplorazione troveremo la mappa cambiata ma formata dagli stessi “blocchi” che abbiamo già visitato. Caratteristica che poco si addice a un gioco di questo genere oltre al fatto che non potremo tornare all’isola se non suicidandoci o uscendo dal gioco e riprendendo la partita.

L’ancora dell’isola sarà sempre il punto iniziale delle nostre esplorazioni.

L’esplorazione è resa ulteriormente frustrante dalla rarità del trovare oggetti curativi – se non nelle immediate vicinanze degli scontri con i Boss – e dalle limitate abilità e armi a nostra disposizione.

Un amico potrà giocare con noi in modalità cooperativa prendendo le sembianze del piccolo robot che ci accompagna. Sicuramente un’innovativa feature se non fosse che il nostro compagno non potrà prendere parte ai combattimenti e avrà la sola abilità di poter tirare fuori da terra oggetti sepolti.

In coop un aiuto in combattimento avrebbe fatto comodo.

Degna di nota la grafica in pixel art che richiama con i suoi colori vivaci le console di primi anni ’90 e colpisce nel segno con questo tipo di gameplay.

Conclusioni

Sparklite è sicuramente un titolo ben sviluppato e gradevole ma si tratta di un opaco clone dei vecchi titoli della saga di Zelda. Non che questa sia una colpa ma per colpire il giocatore in un periodo storico dove ogni giorno vengono rilasciati nuovi giochi non basta saper copiare, bisogna anche inserire un tocco personale ed originale alle proprie creazioni. Cosa che i Red Blue Games non sono riusciti a fare.

Clone di Zelda

Sparklite si è rivelato un ben sviluppato clone dei titoli della saga di Zelda usciti a fine anni '80/inizi '90. Gradevole ma manca qualcosa: non basta copiare dai migliori per sviluppare un gioco originale.

6.5
Sparklite:
6.5
Sparklite, la Recensione ultima modifica: 2019-11-15T21:00:13+01:00 da Theezan

Rispondi