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South of the Circle – Recensione4 minuti lettura

Copertina South Of The Circle

Recensione della versione PS5 di South of the Circle, gioco edito da 11 bit studios e sviluppato da State of Play.

Vivere ricordando

South of the Circle è un viaggio che si sviluppa su due livelli differenti, nel presente e nel passato. Nel 1962, nel pieno della Guerra Fredda, Pete Hamilton è un professore di climatologia presso la prestigiosa Università di Cambridge. All’uomo è stata assegnata una missione di ricerca al Polo Sud. Un incidente aereo lo costringerà a percorrere miglia e miglia per cercare aiuto e salvare il suo pilota e amico.

South of The Circle - Aereo
Nasce tutto da un disastro aereo

Durante il viaggio, la mente di Pete si districherà tra i ricordi del suo passato, tra un’infanzia tumultuosa e la storia d’amore con una donna: Clara. Gran parte delle interazioni con il mondo attorno a lui faranno riaffiorare alla memoria del nostro protagonista un determinato ricordo. L’intreccio narrativo, pensato e scritto dall’autore del gioco, Luke Whittaker, risulta ben realizzato. I vari flashback si amalgamano con il presente del professore, in certi casi fondendosi. Tuttavia, la trama in sé non mi ha entusiasmato come mi aspettassi, complice anche la durata forse troppo ridotta del titolo stesso.

South of The Circle - Cambridge
Le ricerche di una vita

Stile e gameplay semplici, ma efficaci

Lo stile grafico di South of the Circle risulta molto minimale, non punta al fotorealismo o ad una resa grafica chissà quanto meticolosa, ma rimane d’effetto. A tratti riesce a trasmettere le emozioni che vuole dare il racconto, così come la colonna sonora, che ho trovato piuttosto azzeccata.

South of The Circle - Treno
Il treno, il vero “inizio” del viaggio

Il gameplay di South of the Circle è minimale anche per essere un’avventura grafica: durante i dialoghi abbiamo a disposizione da una a quattro diverse risposte da poter dare al nostro interlocutore, rappresentate da un’icona (un sole, un rettangolo, etc.), ognuna delle quali rispecchia le emozioni e lo stato d’animo che vogliamo far provare al nostro protagonista. L’idea di usare gli stati d’animo anziché dei dialoghi prefatti l’ho trovata molto originale, anche se prima è necessario impararsi le icone dal menù “aiuto”.

South of The Circle - Base britannica
Alla ricerca di soccorso

In realtà, questi dialoghi non influiranno molto sull’andamento della trama, che rimane molto lineare. Un’altra pecca che ho riscontrato riguarda il comparto tecnico, con alcuni bug minori, ma comunque fastidiosi, che ogni tanto compaiono.

Un cast “da oscar”

Per concludere, parliamo di un altro dei punti di forza di South of the Circle: l’interpretazione dei personaggi. Il cast è di grande livello, abbiamo attori del calibro di Gwilym Lee (Bryan May in Bohemian Rhapsody), Olivia Vinall, Richard Goulding, Anton Lesser (Qyburn in Game of Thrones) e molti altri. Ognuno di essi è riuscito a dare spessore al proprio personaggio e sicuramente a migliorare la resa del titolo.

South of The Circle - Automobile
Non solo a piedi, anche in auto

PRO

  • Grandi prove attoriali
  • Stile grafico
  • Buone musiche

CONTRO

  • Comparto tecnico sotto la media
  • Durata ridotta
  • Le scelte non sono altmente influenti

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South of the Circle: amore, nuvole e Polo Sud

Un'avventura grafica classica, dal gameplay minimale, con l'intento di raccontare una storia, il cui intreccio narrativo è fantastico, peccando forse un po' a livello di trama generale. Lo stile grafico minimale, le musiche e le prove degli attori sono degne di nota, un po' meno il comparto grafico e la durata del titolo.

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South of the Circle:
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South of the Circle – Recensione4 minuti lettura ultima modifica: 2022-07-29T15:00:00+02:00 da Fcfrank

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