Quando un gioco a tema pirati finisce nella lista dei giochi popolari in arrivo su Steam, è impossibile non drizzare le orecchie. Il genere non è mai stato particolarmente affollato, e ogni nuovo progetto viene inevitabilmente confrontato con un gigante ben preciso: Sea of Thieves.
Rise of Piracy si presenta con un’ambizione chiara e dichiarata: offrire una miscela di azione, avventura e RTS, provando a coprire territori che altri giochi di pirati hanno solo sfiorato. Ma siamo davvero davanti a un possibile rivale, o a qualcosa di profondamente diverso?
Da capitano solitario a comandante di una flotta
Il cuore di Rise of Piracy è la progressione. Si inizia come capitano di una piccola nave, quasi insignificante nel vasto oceano, e si punta a diventare il comandante di una flotta temuta e rispettata.
Non si tratta solo di potenziare la propria nave, ma di costruire un vero potere marittimo. Reclutare, crescere, commerciare, saccheggiare e stringere alleanze sono azioni centrali, che spostano l’esperienza verso una dimensione più strategica rispetto al classico gioco d’azione pura.

Azione sì, ma con una forte anima strategica
A differenza di Sea of Thieves, che punta moltissimo sull’esperienza condivisa e sull’improvvisazione emergente tra giocatori, Rise of Piracy sembra voler mettere al centro il controllo e la pianificazione.
La componente RTS si manifesta nella gestione delle flotte, nel controllo delle risorse e nelle decisioni a lungo termine. Non sei solo un pirata che vive alla giornata, ma un comandante che deve pensare alle conseguenze di ogni scelta.
Libertà totale… a modo tuo
Uno degli elementi più interessanti di Rise of Piracy è la libertà promessa dal gioco. Non esiste un’unica strada verso la gloria: puoi diventare un commerciante spietato, un predone dei mari, un leader carismatico o un distruttore senza scrupoli.
Commerciare, combattere, allearsi o tradire non sono opzioni marginali, ma parti integranti del sistema. Questo approccio sandbox potrebbe essere uno dei veri punti di forza del titolo, soprattutto per chi ama plasmare la propria storia.
Il confronto con Sea of Thieves è inevitabile
Parlare di un gioco di pirati oggi significa inevitabilmente confrontarsi con Sea of Thieves. Tuttavia, Rise of Piracy non sembra voler replicare quell’esperienza.
Dove Sea of Thieves punta su cooperazione, fisicità e momenti emergenti, Rise of Piracy sembra voler offrire una visione più manageriale e strategica della vita piratesca. Meno improvvisazione, più costruzione di potere.
Questo lo rende meno adatto a chi cerca sessioni leggere e caotiche, ma potenzialmente molto interessante per chi ama pianificare, espandersi e dominare.

Un progetto da tenere d’occhio
Il fatto che Rise of Piracy sia già presente tra i giochi popolari in arrivo su Steam indica che l’interesse attorno al progetto è reale. Il tema piratesco continua ad affascinare, soprattutto quando viene declinato in modo diverso dal solito.
Molto dipenderà dalla profondità delle meccaniche, dall’equilibrio tra azione e strategia e dal supporto post-lancio. Se il gioco riuscirà a mantenere le promesse, potrebbe ritagliarsi uno spazio tutto suo.
Un’alternativa, non un clone
La sensazione è che Rise of Piracy non voglia essere “il nuovo Sea of Thieves”, ma piuttosto una alternativa complementare. Un gioco di pirati per chi vuole sentirsi meno avventuriero improvvisato e più comandante di un impero navale.
Ed è proprio questa differenza a renderlo interessante. In un genere che rischia spesso di ripetersi, scegliere una direzione diversa è sempre una scommessa coraggiosa.

Vale la pena seguirlo?
Se ami i giochi di pirati, la risposta è sì. Rise of Piracy potrebbe non sostituire Sea of Thieves, ma potrebbe affiancarlo, offrendo un’esperienza più strategica e meno caotica.
Un titolo da tenere d’occhio, soprattutto per chi sogna di passare dall’essere un semplice capitano a una vera leggenda dei mari.
Pagina Steam ufficiale di Rise of Piracy