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Resident Evil Village – RECENSIONE di una piacevole citazione8 minuti lettura

Resident Evil Village

Dopo aver spolpato per bene Resident Evil Village mi sento pronto a scriverne nella recensione. Premetto che questo testo sarà leggermente sbilanciato sul fattore emotivo personale! Prevalentemente perché tutto il mondo è già ampiamente uscito con le recensioni e quindi sono lieto di cogliere l’occasione di scrivere da fan della saga.

Deja-vù

L’ottavo capitolo di Resident Evil (tralasciando spin-off) è finalmente arrivato, ed è stato accolto molto caldamente da tutta la community di videogiocatori. Da una parte i fan incrollabili del brand, dall’altra i nuovissimi estimatori della saga; che per ragioni anagrafiche hanno cominciato magari dal settimo capitolo. Due modi molto differenti di vedere la stessa cosa, seppur il concetto base di Resident Evil non sia difficile da digerire.

Sul canale Twitch di Safarigames ne abbiamo discusso a lungo

Personalmente non ho mai nascosto la mia perplessità sulla modalità di gioco varata nel settimo capitolo: Prima persona e contesto opprimente infarcito di jump-scare. Una modalità progettata ed edificata sulle preferenze del pubblico a cui Capcom voleva rivolgersi maggiormente, ma senza snaturare l’essenza primordiale della saga. Il risultato è stato un oggettivo successo, seppur non pochi nasi si siano distorti giocando il titolo, specie quelli dei fan di lungo corso.

Resident Evil Village

La stessa modalità è stata ovviamente riproposta ed elaborata in questo nuovo capitolo, ma confesso di essere rimasto molto stupito nello scoprire quanto più radicata fosse l’ispirazione di questo titolo:

Resident Evil Village

Di fatto Resident Evil Village è un opera a tratti fortemente citazionista del quarto capitolo della saga. Non solo per i colori e l’ambientazione di ispirazione filo est-europea; ma anche per le meccaniche di base, lo stile di gameplay e addirittura la morfologia di creature e boss. Il titolo è fortemente incentrato su shooting e fasi action, contrapposte ad una esplorazione contestualizzata in un ambientazione meno opprimente e pesante del capitolo precedente. Le meccaniche stesse di gioco portano ad eliminare molti più nemici possibili per godere delle risorse che vengono lasciate sistematicamente dopo ogni uccisione.

Giocare Resident Evil Village da fan dell’intera saga, è un pò come incontrare un amico di penna dopo molti anni di corrispondenza. Non lo hai mai visto, ma lo percepisci come familiare e ti senti subito a tuo agio in sua compagnia

Provaci ancora Ethan

Anche in questo capitolo impersoneremo l’uomo più sfortunato a livello planetario; il buon Ethan Winters! L’avvio della storia ci posa in un contesto familiare e beato nella sua tranquillità. Immediatamente ritroviamo la bella e altrettanto scalognata Mia; musa e chimera del precedente capitolo, ed oggi sposa del protagonista. La bella sorpresa di questo avvio di trama è la figlia dei due: Rose.

Resident Evil Village

Non serve stupirsi del fatto che da li a brevissimo, la situazione di tranquillità precipiterà drasticamente, ricacciando il nostro eroe di villa Baker, in un incubo a tratti peggiore del precedente, alla ricerca disperata della sua Rose misteriosamente scomparsa.

La storia si sviluppa verticalmente di criticità in criticità, fino a portare il protagonista a far visita al famigerato villaggio, che sarà il ring di questo ennesimo incontro di lotta tra il bene e il maligno. La progressione narrativa ci metterà di fronte ad alcune situazioni in un paese dove sta accadendo l’inverosimile, minacciato da un orrore senza nome che muta le persone in orrende bestie antropomorfe e non solo. Faremo la conoscenza di alcuni abitanti in fuga, che ci daranno un quadro generale del circostante e di cosa sta accadendo.

Resident Evil Village

La scoperta dei fatti e della mitologia dietro agli accadimenti moderni lascia letteralmente a bocca aperta, e seppur con qualche accelerata repentina a livello narrativo, la progressione dei fatti si sussegue spedita verso misteri ed esplorazione; dalle segrete più infauste agli sfarzi del castello Dimitrescu fino alle rovine più cupe e dissetate. La storia è raccontata dai fatti che Ethan vive direttamente. Il che rende l’avventura della calamita per sfighe Mr Winters davvero roboante e dal ritmo incredibilmente serrato. Grazie anche all impronta molto più action dell’ esperienza generale di gioco.

What are you buying? Stranger …

Permettetemi una citazione! Esattamente perché in questo nuovo capitolo della saga troveremo un gradito ritorno! Non è purtroppo il vendor da antologia che ci fece sorridere in Resident Evil 4 ma un nuovo personaggio caratteristico che ne eredita le funzioni, ma che si fa chiamare “Il Duca”.

Resident Evil Village

La sua funzione è appunto quella di supportare gli sforzi del buon Ethan vendendo armi e consumabili in cambio di Lei (la valuta di questo titolo). Il che rende l’esplorazione molto semplificata data la gestione dell’inventario senza patemi di spazio. Il Duca ci aiuterà nel corso di tutta l’avventura anche attraverso il potenziamento delle armi e il conferimento di bonus permanenti. Il che sarà possibile fornendo degli ingrediente specifici per completare delle ricette culinarie dai benefici miracolosi, che il simpatico e corpulento alleato non mancherà di offrirci.

Il buon Duca non mancherà inoltre di qualche spassosa citazione; come il vecchio vendor si cimenterà nella ripetizione delle stesse battute decontestualizzanti che ci facevano sorridere ai tempi su Game Cube

Una buona trovata che completa il quadro estremamente citazionista di questo capitolo. Il che non è un male, personalmente ho gradito il riesumare di certe meccaniche di gioco, che mi hanno fatto sentire subito a casa in un contesto sconosciuto e da esplorare. Inoltre il Duca è una piacevole compagnia che sa spezzare la tensione con il suo spirito e la sua spensieratezza improponibile.

Niente zombie bisogna farsene una ragione

Resident Evil Village

Il nuovo corso di Resident Evil avviato con il settimo capitolo pare aver definitivamente chiuso con il classico cliché dello zombie lento e rintronato. Per far rendere al meglio le meccaniche fps lo sviluppo ha deciso di virare seccamente su un bestiario del tutto nuovo e più aggressivo. Resident Evil Village estremizza ulteriormente questo concetto dando vita a licantropi veloci e potenti che sanno arrampicare, maneggiare armi e colpire a distanza. Seppur qualche variabile sia stata inserita nelle fasi più oppressive delle esplorazioni dove serve un terrore più visivo che aggressivo.

Stesso discorso per i boss, dove una ventata di aria fresca finalmente si è abbattuta sulle menti creative dei cervelloni Capcom. Fatta unica eccezione per l’ennesimo Tyrant inseguitore seppur in una versione seducente questa volta! Ogni battaglia boss è differente e andrà intrapresa con strategia e metodo. Mi duole non potermi esporre in esempi e citazioni ma fidatevi di me quando dico che se avete amato Resident Evil 4, non vi pentirete mai di aver comprato questo titolo!

Resident Evil Village

Qualche ripescaggio anche nel bestiario del quinto capitolo mi è parso di vedere, ma solamente in tema di animazioni mi parrebbe di aver capito. Niente di più. (per fortuna)

Lo zombie mi manca in Resident Evil? Bhe certamente si, come manca a tutti. Resident Evil 2 Remake è la prova che la saga e lo zombie sono come il cacio sui maccheroni. Inoltre il videogiocatore in generale, ma in particolar modo quello made in anni 90, è un inguaribile nostalgico. Per lui il videogioco o il concetto stesso che ha amato in gioventù gli ricorderà sempre la suddetta e quindi non accetterà mai di buon occhio qualsivoglia novità! O almeno non perderà occasione per lamentarsene e non poco!

LEGGI ANCHE: Cosa mi manca di Resident Evil

Resident Evil Village

Come tutti spero che lo zombie riguadagni questo palcoscenico eccezionale che è Resident Evil. Non tanto per partito preso o incapacità di digerire le novità anche se ottime. Lo zombie mi manca come mi manca il sapere che fine ha fatto Raccoon City. Sono preoccupato di sapere come stanno gli interpreti che mi hanno fatto vivere le prime meraviglie della mia infanzia e da cui non riesco a prescindere quando sento nominare Resident Evil.

Chiamatemi nostalgico certo, avreste ragione in pieno!

4+4=8 he he he he Thank You..

Resident Evil Village è un'opera eretta in onore del quarto capitolo, dal quale eredita non solo l'ispirazione per nemici e ambientazione, ma anche una serie di meccaniche vincenti che lo hanno reso grande. Spettacolare agli occhi quanto soddisfacente pad alla mano. Un'esperienza più action e meno survival che però in fin dei conti ho rispettato meno del settimo capitolo che ha innovato una saga che stava andando alla deriva su due solidissime colonne: contesto e storia. In questo ottavo capitolo lo shooting frenetico diluisce questi capisaldi ma comunque garantendo un risultato eccezionale nel suo insieme.

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Resident Evil Village:
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Resident Evil Village – RECENSIONE di una piacevole citazione8 minuti lettura ultima modifica: 2021-05-18T18:00:00+02:00 da Giganico

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