Safari's Diaries: racconti brevi ispirati da videogiochi

Prologo – Resident Evil appuntamento con la storia

Resident Evil 7, Resident Evil
Tempo di lettura: 3 minuti

Resident Evil, appuntamento con la storia

L’inizio per eccellenza di una generazione di videogiocatori.

Perché da quando quello zombie si è girato per la prima volta, qualcosa in me è cambiato. Qualcosa è cambiato in tutti noi. Ogni fortunatissimo giocatore che ha vissuto quella esperienza nel lontano 1996 oggi è certamente un giocatore nostalgico. Perché in prima persona, ha oltrepassato un confine oltre il quale non saremmo mai più potuti tornare indietro. Resident Evil ha con forza incenerito i confini in cui eravamo rilegati, e ha trasformato il videogioco in un mezzo potente per raccontare una storia. Complice una trama cruda e adulta che fin da subito ci ha catapultati in quella critica situazione.

In fuga da un branco di cani inferociti che ha costretto i membri della squadra BRAVO a dividersi. Negli occhi ancora l’immagine del proprio compagno Josefh sbranato vivo da uno di quei mostri, e dell’elicottero che si solleva lasciando il resto della squadra. Una sfiancante corsa nell’erba alta fino a intravedere una casa. Sperduta in quella palude in mezzo alla foresta di Raccon City, l’unica speranza di sopravvivere.

Nella mente di Jill scorrono immagini in bianco e nero del pericolo mortale che incombe, proprio mentre varcano la porta della magione.

Il grosso portone sbatte fragorosamente dopo un agonia di cigolii sordi. Gli occhi si abituano alla poca luce, mentre il silenzio avvolge i tre soli presunti superstiti. Il cuore picchia nel petto come un tamburo e risuona nelle orecchie come un martello. Le mani di Jill sono indolenzite. Solo ora si rende conto di quanto stesse stingendo la pistola.

L’obiettivo primario di recupero della squadra Alpha comincia a sbiadire, ora c’è solo il terrore di ritrovarsi in un ambiante ostile senza l’equipaggiamento adatto.

Era il 1998 (nel gioco). Qui comincia il viaggio …

Resident Evil appuntamento con la storia
RESIDENT EVIL – 1996

 

The beginning par excellence of a generation of gamers.

Because since the zombies turned for the first time, something in me has changed. Something has changed for all of us. Each lucky player who has lived that experience back in 1996 today is certainly a nostalgic player. Because at first, he has overstepped a boundary beyond which we would never have been able to go back. Resident Evil was incinerated by force the boundaries in which we were bound, and turned the game into a powerful means of telling a story. Accomplice a crude, adult storyline that immediately catapulted us into that critical situation.

On the run from a pack of angry dogs that forced the team members to divide BRAVO. In the eyes still have the image of their partner JosefH eaten alive by one of those monsters, and you lift helicopter leaving the rest of the team. A grass-breaking run high up to catch a glimpse of a home. Sperduta in that swamp in the middle of the forest Raccoon City, the only hope of survival.

In Jill’s mind they show images in black and white of the mortal danger looming, even as they cross the door of the mansion.

The big door slams loudly after a squeaking deaf agony. The eyes adjust to the dim light, while silence surrounds the three alleged only survivors. The heart beats in his chest like a drum resounds in my ears like a hammer. The Jill hands are sore. Only now he realizes how much he was stingendo gun.

The primary goal of the Alpha team recovery begins to fade, now there is only the terror of being in a hostile ambiante without the proper equipment.

It was 1998 (in the game). Here begins the journey …

Prologo – Resident Evil appuntamento con la storia ultima modifica: 2017-03-21T22:20:39+02:00 da Giganico

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