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Repressed – La nostra recensione

Tempo di lettura: 2 minuti

Recensione di Repressed, versione PC. La copia del gioco è stata gentilmente fornita da PR di Outreach.

Un gioco di luci ed ombre

Il protagonista si ritrova all’interno del suo subconscio per un esperimento psicologico. Veniamo dunque immersi in un mondo monocromatico, in bianco e nero. Non controlliamo la proiezione di noi stessi all’interno della nostra mente, bensì la nostra ombra. Il motivo di questo esperimento è il seguente: rivivere dei ricordi che il paziente ha apparentemente dimenticato.

Repressed - 1

Un gameplay essenziale

Il gameplay di Repressed si presenta con poche funzionalità, è molto essenziale. Una manciata di tasti per muoversi ed interagire con la mappa, però, bastano ed avanzano per lo scopo. Sicuramente non è il gameplay la punta di diamante di questo titolo. Per proseguire nel gioco dobbiamo esplorare e servirci di “altri punti di vista” per eliminare degli apparenti ostacoli. Questi ostacoli non sono altro che le ombre della mappa stessa. Per cambiare prospettiva dovremo spostare la direzione della luce, e alla lunga la presenza di questo unico vero enigma ambientale diventa abbastanza tedioso. Questo anche perché il punto dove si cambia la direzione delle ombre non è in corrispondenza delle stesse, anzi in alcuni punti si trova veramente distante. Quindi bisogna fare avanti e indietro più volte per azzeccare la posizione delle ombre. Un altro aspetto del gameplay che non mi ha convinto è il dover morire per tornare indietro a volte, come anche suggerisce la voce narrante.

Repressed - 2

Atmosfera cupa, però…

In Repressed si è puntato molto sull’atmosfera del gioco. Questa è cupa, deve rispecchiare lo stato d’animo di un paziente che ha bisogno di riportare a galla dei ricordi che in passato ha rimosso. La musica aiuta a creare l’atmosfera giusta, ma manca qualcosa che favorisce la completa immersione nel videogioco, che ti spinge a rimanere attaccato allo schermo per capire come si evolverà la trama. Questa mi è sembrata abbastanza piatta e banale, mi ha dato di “giù visto, già sentito”. Un aspetto che invece mi ha convinto è la crescente “difficoltà” man mano che si scende nei livelli, che rispecchiano la profondità del subconscio del protagonista. Più si scende, più la mappa è ramificata, più è difficile orientarsi vista anche la monocromaticità della mappa stessa. Il tutto, sempre rimanendo in tema “minimal”, come nel gameplay.

Repressed: poche luci, troppe ombre

Repressed è un videogioco caratterizzato da un gameplay minimale e un'atmosfera cupa. Non c'è una reale difficoltà, gli enigmi ambientali non sono il massimo e la storia non riesce a catturare il giocatore pienamente. Inoltre l'assenza di un vero e proprio finale mi ha lasciato con l'amaro in bocca.

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Repressed:
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Repressed – La nostra recensione ultima modifica: 2019-09-26T11:00:07+02:00 da Fcfrank

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