REPLACED: un’IA in carne e ossa in una Phoenix City che sa di neon e polvere radioattiva

È successo come succedono le cose migliori: per caso. Stavo scorrendo Reddit ieri sera senza una meta precisa quando mi sono imbattuto in uno screenshot che mi ha fatto fermare il pollice di botto. Una città cyberpunk anni ’80, pixel art che sembrava quasi tridimensionale, un’atmosfera densa come catrame. Il gioco si chiama REPLACED, è uscito il 14 aprile 2026, ed è il debutto assoluto di Sad Cat Studios, un piccolo team bielorusso pubblicato da Thunderful Publishing. Non ne sapevo niente, ma mi sono bastati trenta secondi di trailer per capire che dovevo approfondire.

Un’IA intrappolata in carne umana

La premessa narrativa di REPLACED è tutto tranne che banale, almeno nell’esecuzione. Interpretiamo R.E.A.C.H. (acronimo di Research Engine for Altering and Composing Humans), un’intelligenza artificiale che, in seguito a un malfunzionamento, si ritrova intrappolata nel corpo del suo creatore umano, Warren Marsh, contro la propria volontà. Lo scenario è quello di un’America alternativa degli anni ’80 sconvolta da una catastrofe nucleare: Phoenix City è una metropoli controllata dalla Phoenix Corporation, un posto dove la corruzione è moneta corrente e la vita umana vale quanto uno spicciolo.

La domanda che R.E.A.C.H. si porta dietro per tutta la storia non è solo “come me ne libero?” ma qualcosa di più profondo: cosa significa essere umani quando lo sei diventato per sbaglio? Diversi recensori hanno sottolineato come il gioco costruisca un racconto sincero attorno a questa domanda, con qualche scricchiolio nel ritmo — il prologo è lungo, il finale si allunga più del dovuto — ma con una solidità narrativa di fondo che sa sorprendere. Per un debutto, è roba seria.

Il 2.5D come linguaggio cinematico

Quello che mi ha colpito di più, ancora prima di mettere le mani sul gioco, è l’estetica. Sad Cat Studios ha sviluppato REPLACED dal 2018, e si vede quanto lavoro ci sia dietro ogni singolo frame. Il team inizialmente partì da un classico pixel art 2D, ma si stancò presto e virò verso il 2.5D prendendo ispirazione da titoli come The Last Night e Tails Noir. Il risultato è qualcosa che non ha davvero un paragone diretto: fondali con profondità reale, ray tracing che accarezza i vicoli neon-lit, animazioni che sembrano disegnate fotogramma per fotogramma da qualcuno ossessionato dal cinema.

Non è solo una questione estetica passiva. Il gioco usa costantemente angolazioni, zoom e movimenti di camera durante il gameplay per amplificare il peso emotivo delle situazioni. I recensori più entusiasti parlano di momenti in cui la regia pixel, il combat e la colonna sonora — con venature industrial che ricordano i Nine Inch Nails — convergono in qualcosa di puramente viscerale. Quando funziona, funziona davvero.

Correre, scalare, combattere: il gameplay tra ispirazioni e qualche limite

Sul fronte del gameplay, REPLACED si muove su binari collaudati senza stravolgerli più di tanto. Il platforming è chiaramente ispirato a titoli come Inside, Uncharted e i classici Prince of Persia degli anni 2000. Il combat riprende la formula del free-flow di Batman Arkham: colpi base, schivate, contrattacchi da eseguire al momento giusto seguendo gli indicatori colorati sulle teste dei nemici. Funziona, ha un suo peso e una certa soddisfazione ritmica, anche se qualcuno lo trova fin troppo macchinoso nella risposta ai comandi.

Le critiche più diffuse tra i giocatori riguardano due aspetti: il sistema dei checkpoint — che in certi tratti lascia morire e riscorrere fin troppa strada — e qualche imprecisione nel timing dei salti, che combinata con la mancanza di punti di salvataggio può far alzare la voce. Detto questo, il gioco ha già ricevuto patch nelle prime ore dopo il lancio, e Sad Cat Studios si è dimostrata reattiva nel raccogliere i feedback della community. Su Steam le recensioni sono al momento “Molto positive”, e chi ha completato il gioco difficilmente se ne pentito.

Un esordio che pesa

Ci sono debutti che passi sopra e debutti che ti fanno segnare un nome da tenere d’occhio. REPLACED appartiene alla seconda categoria. Sad Cat Studios viene da anni di rimandi — quattro rinvii in totale — e da un percorso di sviluppo che ha visto il gioco trasformarsi profondamente rispetto alla visione originale. Il risultato finale non è perfetto: qualche sezione di raccordo narrativo è di troppo, il pacing scricchiola, e certi aspetti del gameplay restano nella media. Ma la somma di ciò che questo gioco fa bene — la direzione artistica, la costruzione del mondo, la colonna sonora, la storia — è rara, soprattutto a questo livello di budget.

Se siete fan di cyberpunk, di platformer narrativi o semplicemente di giochi che sembrano fatti con una visione precisa e il coraggio di portarla fino in fondo, REPLACED merita attenzione. È disponibile su PC (Steam, Epic, GOG) e Xbox Series X|S, ed è incluso nel Game Pass sin dal day one. Per una decina di ore di gioco, è uno di quei titoli che ti rimane addosso più di quanto ti aspettassi.

REPLACED su Steam

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