Ecco la recensione di How Not to Summon a Demon Lord
“Un ragazzo viene evocato nel corpo del proprio personaggio livello massimo su Cross Reverie un MMORPG online. Trascinato nel mondo del videogioco da un rituale d’asservimento eseguito da un’elfa e una ragazza pantera, che fonderanno le basi del futuro harem del protagonista, l’incantesimo d’evocazione fallisce e il collare del comando si riflette sulle incantatrici che da quel momento in avanti saranno schiave di Diablo il “Re dei demoni venuto da un altro mondo.” “
Poteva andare meglio, non poteva andare peggio, nulla da togliere a disegni e animazioni che vediamo saper essere fatte come devono, ma fin troppe scene imbarazzanti (per personaggi e spettatori) proto-pornografiche scambiate per humor.

Il classico Isekai
Takuma Sakamoto, hikikomori o per dirlo all’italiana un sociopatico con problemi gravi nelle relazioni sociali MA stabile mentalmente, si ritrova fisicamente all’interno nel mondo virtuale in cui passava la sua intera vita reale, una trasmigrazione dura e pura di quelle che piacciono a Timothy Archer, ma non si tratta più di un videogioco le esperienze sono reali, un classico. Quindi Diablo (nickame del protagonista) deve relazionarsi con le persone attorno a lui (cosa per nulla facile essendo un sociopatico) e per farlo mette in atto la recita in pieno stile roleplay interpretando fino in fondo il proprio personaggio del videogioco, conosciuto dagli altri giocatori come Rè Demone, perché giocando in solitario restava nel suo dungeon sconfiggendo chiunque osasse spingersi nel livello più profondo del suo covo.
Tuttavia la recita di Diablo viene facilmente smascherata da Shera e Rem le sue due compagne di viaggio, che li si affezionano entrambe fin da subito: nonostante Diablo abbia su di loro pieno controllo magico (parliamo dell’incantesimo di asservimento dell’introduzione) l’unico ordine che li impartisce è quello di stringersi la mano a vicenda per risolvere un disguido tra le due formatosi a inizio trama. I tre formano un gruppo e Diablo aiuterà prima una e poi l’altra a risolvere le loro questioni, del resto c’è un motivo per cui l’hanno evocato, nel mentre l’amicizia diventa una relazione a cielo aperto MA l’ombra di un altro Rè demone, (quello vero?) rappresenterà una minaccia costante per il trio spensierato di “avventurieri”.

Lo hikikomori
How Not to Summon a Demon Lord è un viaggio inaspettato nella mente di un giovane problematico che non riuscendo a esprimersi come sé stesso nelle relazioni sociali è costretto a recitare un ruolo che non li appartiene, tuttavia la sua vera indole viene comunque riflessa nelle azioni che compie e che sono tutte l’esatto contrario di quello che dice, sempre. Nonostante Diablo minacci chiunque abbia davanti a sé di ridurlo in cenere esso non uccide mai nessuno ed evita gli scontri nei centri abitati per coinvolgere meno innocenti possibili, tuttavia, nella serie non mancano sentimenti forti: omicidi (anche avrei messo più sangue eh) intrighi e tradimenti, insomma qualche colpo di scena i soliti inaspettati cambi di ruolo che donano spessore (in questo caso millimetrico) a una trama lineare e senza troppe pretese, quindi senza mai rimischiare il mazzo degli eventi in maniera significativa smarrendoci in un loop di prevedibile ripetibilità.

Ed ecco il suo “grande” punto di forza che irreversibilmente diventa la sua più GRANDE debolezza: i personaggi femminili nella sua quasi completa totalità diventano, senza rendersene nemmeno conto, concubine del protagonista. Lo hikikomori sembra dover subire la legge del contrappasso in questo nuovo mondo, circondato da belle ragazze che lo desiderano ma lui incapace ad interagire con loro al punto da non riuscire MAI a soddisfare il più piccolo dei suoi desideri carnali andando a generare man mano situazioni sempre più grottesche.
Ed è invero questo, l’unico vero motivo per cui l’anime non è un hentai come dovrebbe realmente essere. La scenografia è costantemente invasa da momenti hot livello pugnetta allert ed è in questi momenti che si basa la comicità della serie, ovvero sull’incapacità del protagonista di aprirsi alle relazioni soprattutto affrontando la sfera sessuale, facendo scadere l’opera a mio avviso nei termini del ridicolo più che del divertente. Diablo affronta così i suoi istinti sessuali, costantemente, senza mai farsi indurre in tentazione se non proprio in occasioni climax in cui c’è in gioco la vita o la libertà delle sue preziose compagne, MA indi per cui non c’è spazio per i suoi sentimenti in queste fasi critiche e così l’atto si riduce semplicemente a un gesto fisico perdendo così la sua verve e la sua carica erotica (ma solo per Diablo).

Voto: un’immeritato 6 /10
L’autore dell’articolo è cosi confuso da colpirsi da solo. Non capisco se vuole essere un’attenta riflessione sulla psiche degli hikikomori o se è solo accozzaglia trash-fantasy meta-porno messa li per compiacere il grande pubblico del sol levante. In ogni caso è entrambe le cose e ne consiglio comunque la visione se siete fan del genere isekai.