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Recensione Diablo III – Eternal Collection

È ormai finito da qualche giorno il Bliz-Con, dalla quale l’accoppiata Blizzard-Activision (anzi quasi più Activision-Blizzard per chi ha orecchie…) non esce propriamente rafforzata, soprattutto di fronte al pubblico di vecchia data di una delle sue ID Più longeve e apprezzate, che mi capita fra le mani una copia di, per l’appunto, di Diablo III – Eternal collection per Nintendo Switch.

Una conversione del titolo sopracitato per Switch, ormai un “classico”, che possiamo trovare su PC e sulle console tradizionali, comprese di tutte le ultime patch e espansioni e con qualche chicca per gli appassionati del mondo Nintendo.

Bene, perfetto, la memoria torna indietro ormai di almeno 10 anni, quando le sere d’estate, tra sudore e zanzare, le passavo a ripulir caverne da non morti e goul, e il mio desiderio più grande era quello di poter portare con me quel mondo oscuro e misterioso, capace di catturar la mia fantasia e non dar più scampo al mio tempo libero.

Tutti i presupposti per poter giocare finalmente ad un GdR Hack’n Slash ovunque ci sarebbero, se…se…se non fosse che Diablo III non è il suo predecessore.

Bene il dente me lo sono tolto, l’ho detto, così non ci pensiamo più e questa panoramica, da qui in avanti sarà in discesa, Diablo III si allontana troppo dalle oscure e misteriose fila dei suoi predecessori, e la cosa ha fatto storcere molti nasi, non a tutti, ma già qui molti di quelli che avevamo citato prima come “fan di vecchia data”, si sono sentiti abbandonati, trovandosi fra le mani un titolo semplificato, un titolo sì al passo con i tempi… Anche fin troppo.

Ma quello che ho fra le mani non è un disastro, anzi, la trasposizione fa brillare come un diamante, ancora una volta, questa console nella quale non avrei mai sperato così tanto.
Interfacce completamente ridisegnate per poter essere gestite completamente con entrambi gli stick analogici (ed in alcuni casi con uno solo) multiplayer dei più divertenti sul mercato, offrendo la possibilità di connessione online o offline tra più console vicine, addirittura split-screen condividendo con un amico uno dei due Joy-Con, basterà infatti aggiungere un altro profilo sulla console per poter iniziare a divertirsi in compagnia.


A proposito di account, qui bisogna sottolineare una grave mancanza però… Non esiste al momento in cui scrivo un modo per poter connettere il proprio account Blizzard alla nostra partita, non sarà quindi possibile sincronizzare personaggi, imprese, oggetti rari e quant’altro con quello che già abbiamo duramente conquistato su altre piattaforme.

Già, può sembrare strano, un’azienda che ha fatto strada, sempre indipendente e fiera della propria piattaforma che lancia un prodotto sconnesso da essa.

Nient’altro da dire, in realtà, la conversione si attesta comunque ad alti livelli, in sé per sé; applicata ad un titolo che però può piacere o meno, mi sentirei di consigliarla.

Datemi, però, l’occasione di poter dire la mia per quanto riguarda l’argomento introdotto all’inizio di questo articolo.

Cosa è successo?
Perché Blizzard-Activision ha perso così tanto del suo consenso?

Beh in realtà è presto detto.

Ed in realtà è anche tristemente semplice, la legge di mercato, per la quale o ti adegui e sopravvivi o ti innovi e rischi.

Ed e qui che casca l’asino quindi, un’azienda che per anni ha trovato il modo di innovare, di dire la propria ha ceduto a quello che per molti è stato un segno di tradimento.

Diablo – Immortal.


Diablo Immortal è esattamente tutto quello che poteva andare storto, una storica ID, alla quale molti dei Fan sono strettamente legati, come me, mercificata e “prostituita” al soldo del vile denaro.

Intendiamoci, si può avere parti contrapposte sulla questione, giochi mobile o meno, è palese, però, che la nicchia di mercato che si sta pian piano aprendo è quella dei super computer che ci portiamo in tasca quotidianamente, e sarebbe davvero stupido non approfittarne fin da subito iniziando a buttar radici in un terreno fertile e “poco affollato” di titoli di qualità, e chi è sul palco a presentar questo titolo lo esprime più volte.

Qui mi lascio sfuggire un parere personale, non credo che nel breve periodo i giochi mobile possano diventare qualcosa di più che “casual”, quindi qualcosa che occupi gli spazzi vuoti tra le fermate dell’autobus o viaggi in treno di tra la routine quotidiana, ed è un mercato che non mi ha mai incuriosito più di tanto, essendo ricolmo di freeware dove la peste degli AD fagocita ogni giorno dati di ignari utenti, in cambio di qualche momento di svago. Ma è naturale, e si spera che a breve questo trend possa venir cambiato.

Ma il tasto dolente è il soggetto diretto, chi si trova profondamente modificato, per poter adattare le proprie caratteristiche alle nuove esigenze di mercato.

Diablo non sarà più Diablo, quello che una volta era un Intimo e macabro viaggio all’inferno, alla ricerca di risposte si trasforma in un allegro massacro in compagnia a suon di tap tap sui monitor.

Non sono un veggente quindi mi riservo la possibilità di cambiar idea una volta provato effettivamente il titolo, ma onestamente più che ad un “pesce d’aprile fuori stagione”, stiamo assistendo ad un triste stravolgimento, come già successo anche in passato, di qualcosa che era già bello (parlo di Diablo 2 eh), qualcosa che aveva già delle caratteristiche uniche in qualcosa di banale.

Ed alla domanda “Do you guys not have phones?” rispondo “si, ma è un telefono”.

Diablo III - Eternal Collection

Diablo III - Eternal Collection, risulta un ottimo pretesto per fare il punto sulla situazione giochi mobile, in se per se rimane un ottima conversione.

7
Diablo III - Eternal Collection:
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Recensione Diablo III – Eternal Collection ultima modifica: 2018-11-19T09:43:34+00:00 da Giovanni

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