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Pillars of Eternity II: Deadfire Ultimate Edition, Recensione

Tempo di lettura: 6 minuti

Pillars of Eternity II: Deadfire Ultimate Edition arriva finalmente su console completa di tutte gli aggiornamenti ed espansioni disponibili per la versione PC.

Questa edizione quindi comprenderà:

  • Pillars of Eternity II Deadfire
  • DLC Beast of Winter
  • DLC Seeker
  • DLC Slayer
  • DLC Survivor
  • DLC Forgotten Sanctum

Pillars of Ethernity II: Deadfire è stato rilasciato nel 2018 bissando il successo del primo capitolo grazie ad una serie innovazioni tecniche importanti sia a livello di gameplay che di engine.

Dove eravamo rimasti?

Nei classici del genere fantasy balzi temporari di cento o mille anni sono quasi normali. Pillars of Eternity II: Deadfire da uno strappo alla regola e la nostra storia inizierà solamente cinque anni dopo la conclusione del primo episodio. Ad interrompere il nostro regno di pace e prosperità ci pensa Eothas, il dio della luce e della rinascita, che si risveglia brutalmente sotto la nostra fortezza distruggendo tutto ciò che lo circonda e prosciugando tutte le anime delle persone.

Il nostro alterego riuscirà a sopravvivere, finendo in una stato di quasi morte e con un pezzo in meno di anima. In questa condizione di limbo Berath, il dio della morte, ripristinerà la nostra anima e la nostra vita in cambio di diventare il suo araldo ed indagare sul ritorno Eothas. La storia narrata sarà, per ovvie ragioni, quanto abbiamo già vissuto nella versione PC incluse tutte le espansioni in un unico pacchetto.

Turni o Tempo reale?

La versione console di Pillars of Eternity II: Deadfire porta con se entrambe le modalità di gioco proposte per la versione PC. Una volta avviata una nuova sessione, che non si potrà cambiare durante il gioco, ci verrà chiesto se giocare in tempo reale o a turni. Questa scelta è estremamente importante perché, se la modalità in tempo reale risulta la vera peculiarità della versione PC, su Xbox One abbiamo avuto parecchie difficoltà a gestire i vari membri del party.

Pur considerando la possibilità di mettere il gioco in pausa e rallentare l’azione, l’esperienza globale, priva di tastiere e mouse, ci è parsa confusionaria ed a tratti irritante. La modalità a turni cambia quasi radicalmente l’impostazione di gioco, tanto che alcune classi devono essere studiate apposta per questo sistema di gioco. Alcune abilità non potranno usufruire di attacchi extra per una questione di turni, ma avremo un controllo maggiore sul nostro gruppo di eroi.

L’esperienza offerta nel titolo sviluppato da Obsidian Entertainment è per tutti i gusti, ma al momento ci sentiamo di consigliare per la versione console la modalità a turni lasciando quella in tempo reale ai giocatori esperti. La scelta della difficoltà è molto ramificata e dipenderà esclusivamente dalla ricerca di sfida del giocatore.

Personalizzazione e scelta del personaggio

Dopo una breve introduzione potremo creare il nostro personaggio. La scelta, come nella versione PC, potrà spaventare anche chi vive di pane e Dungeon & Dragon dato che tra classi, sotto classi e multi classe le combinazioni risulteranno quasi infinite.

Il nostro consiglio è quello di iniziare, come consigliato dal gioco, con un personaggio classe singola e magari scegliere una specializzazione. Essendo un gioco rilasciato quasi due anni fa su PC potremo fare affidamento su molte build sviluppate da giocatori navigati ma attenzione: come anticipato alcune skills  avranno delle limitazioni nella modalità a turni. La razza impatterà lievemente sia le skill che i valori del personaggio. Nessuno ci vieterà di prendere razze meno affini ad una determinata classe, ma se si vuole fare un minimo di ottimizzazione meglio puntare fin dall’inizio su una razza che ben si sposa con la classe o multi classe scelta. 

In tutto questo percorso saranno sempre evidenti le skills su cui la nostra scelta andrà ad impattare, ovvero i sei attributi principali che ci accompagneranno e stabiliranno di fatto che genere di personaggio andremo a creare: Vigore, Costituzione, Destrezza, Percezione, Acume e Risolutezza.

  • Vigore: forza fisica e spirituale
  • Costituzione: sopportazione del dolore e della fatica
  • Destrezza: coordinazione, equilibrio, velocità
  • Percezione: precisione, sensi, istinto
  • Acume: ovvero intelligenza che impatta sulle abilità o incantesimi
  • Risolutezza: leadership e forza di volontà, resistenza al controllo

Pronti via avremo 15 punti da poter gestire dividendoli tra gli attributi elencati. L’operazione segue la logica quasi scontata di distribuire i punti per favorire lo sviluppo della classe scelta; il gioco aiuterà al meglio in questo processo. Avremo inoltre skills attive e passive che dovranno essere selezionate sempre durante la creazione del personaggio o con l’avanzare di livello.

Livelli a missione e tanto viaggiare

Prima di commentare il comparto tecnico, vera croce e delizia di questa versione console, è giusto ricordare che Pillars of Eternity II: Deadfire basa l’esperienza dei personaggi sulle missioni compiute. Andare in giro ad uccidere mostri non porterà esperienza al nostro gruppo di eroi. Questo aspetto aiuta tanto la narrativa, costringendoci a muoverci tra una missione ed un’altra ed ovviamente portarle a termine. Alcuni incarichi saranno qualitativamente un po’ sotto tono, ma raramente sentiremo una sorta di ripetitività nelle missioni.

Il gioco non sarà solamente muoverci con il nostro party, o da solo, su campo ma avremo anche sezioni in cui spostare il gruppo sulla mappa e risolvere situazioni solamente con dialoghi a risposta multipla. Questo aspetto aiuta a dare un ritmo di gioco diverso anche a livello di esplorazione non dovendo per forza macinare centinaia di chilometri con il pad. Apprezzabile la gestione della nave e del nostro equipaggio che da un livello di costumizzazione decisamente profondo potendo acquistare navi segrete sbloccabili solo portando a termine determinate missioni.

Tecnica ed Engine

Il porting su console beneficia di tutti gli aggiornamenti che la versione PC ha avuto in quasi due anni dal debutto. Nonostante il livello di maturità di Pillars of Eternity II: Deadfire sia quindi rilevante, ci saremo aspettati di più a livello di stabilità ed interazioni elementi. Abbiamo riscontrato alcuni crash sulla versione Xbox One e parecchi sono stati segnalati da utenti per la versione PlayStation.

Come già accennato la modalità in tempo reale soffre dell’assenza della tastiera e mouse più del dovuto ed i problemi non finiscono qui. Alcuni elementi di gioco saranno difficilmente selezionabili dal personaggio e dovremo richiamare una sorta di mouse (Y o triangolo) per farlo. A livello puramente grafico l’Unity engine fa il suo lavoro, ma ci saremo aspettati più pulizia a livello visivo.  

Degno di nota è il comportamento dei companion all’interno del nostro party, personaggi che durante la storia incroceranno la nostra strada e dovremmo gestire così come il nostro pg, anzi, dovremmo farlo in modo complementare. L’intelligenza artificiale è piuttosto efficace, così come la valutazione dei rischi dati da trappole o nemici in modalità furtiva. Gli stessi nemici risultano vari e ben strutturati a livello di classe ed abilità. Spettacolari i combattimenti con i boss di cui dovremo studiarne al meglio debolezze per riuscire ad averne la meglio, specialmente ai livelli alti di difficoltà.

Il doppiaggio in inglese è di buona fattura, non eccellente, e, per noi italiani sempre poco avvezzi alla lingua anglosassone, avremo tutti i testi ben tradotti in italiano. Chiude un’epica colonna sonora, come per la versione PC, e un amplio numero di campionature di tutto rispetto.

All-in su console per Pillars of Eternity II: Deadfire

Pillars of Eternity II: Deadfire è un master piece del genere GDR che arriva finalmente su console. Il porting non è perfetto ma, considerando quanto ha da offrire a livello di gameplay, risulta difficile non consigliarlo. Grazie alle due modalità di gioco presenti ed a tutte le espansioni rilasciate la longevità è sicuramente garantita, considerando la possibilità di sperimentare con svariate classi. Fa storcere un po’ il naso la mancata features del “Xbox Play Anywhere” di Microsoft, dato che Obsidian Entertainment fa parte dei Xbox Game Studios. Nella speranza che future patch migliorano alcuni difetti di giovinezza consigliamo Pillars of Eternity II: Deadfire soprattutto ai novizi su console. Per chi ha già spolpato il gioco su PC meglio attendere il possibile terzo capitolo.

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Pillars of Eternity II: Deadfire Ultimate Edition:
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Pillars of Eternity II: Deadfire Ultimate Edition, Recensione ultima modifica: 2020-02-14T14:00:00+01:00 da Jena Plissken

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