Perché Pentiment non merita 10 – Recensione

Pentiment non merita 10 recensione

Grazie alla collaborazione di Xbox Italia abbiamo giocato Pentiment, presente nell’abbonamento Xbox
Game Pass, interamente sottotitolato in italiano. Tra i giochi di metà novembre è senza dubbio quello a cui il pubblico occidentale è meno avvezzo, eppure tutti lo stanno osannando. In realtà Pentiment non inventa nulla di nuovo, ma propone un format rodato di stampo orientale vestendolo con panni di fattura europea. La versione testata per la recensione è quella per Xbox Series S.

SafariGames Italia Perché Pentiment non merita 10 - Recensione Pentiment, Obsidian, visual novel, Xbox Game Pass Ultimate
Siamo pronti ad imbarcarci in quest’avventura…

Una visual novel medioevale

Sgomberiamo subito i dubbi che titoli volutamente provocatori possono avervi fatto già gridare allo
scandolo: Pentiment è uno dei migliori giochi dell’ultimo periodo, originale, dalla storia ben confezionata ed estremamente appassionante. Vediamo un pò di cosa tratta partendo dalla storia narrata.
Siamo nel XVI secolo in un piccolo borgo situato nelle alpi bavaresi, Tassing. Sebbene lo stesso non sia mai esistito questo non esclude la sua verosomiglianza e la perfetta collocazione nel periodo che vede sorgere la stampa e le teorie luterane. Perché questo accenno alla religione? Perché buona parte della storia vedrà coinvolta e sconvolta l’abbazia locale, i cui segreti si scopriranno essere ben più terreni della sua vocazione spirituale. Nei panni di uno degli ultimi miniatori (non minatori…) sarete chiamati a risolvere un omicidio, nel più classico degli schemi delle visual novel, normalmente di produzione nipponica.
Le attività quotidiane saranno pertanto scandite dalla regola benedettina ora et labora, ma anche magna et riposa. Il tutto condito da ottimo gossip campagnolo, tristi storie di vita quotidiana e relazioni interpersonali che vedranno alcune vostre dichiarazioni e risposte essere poi ricordate nel futuro (nel bene e nel male).

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Momenti bucolici di vita quotidiana

Perché Pentiment non merita 10?

Semplicmente perché Pentiment non inventa nulla di nuovo, è un magnifico libro game, una storia ben narrata che segue le vostre scelte con un sistema che soppesa positività e negatività anche nel medio periodo. Le relazioni con i personaggi di Tassing vi forniranno le informazioni per risolvere il mistero, senza puzzle particolari, ma dando pieno peso alle parole. Un comodo diario vi riporterà alle “missioni” da seguire scritte sotto forma di pensieri. La mappa locale vi darà indizi sul prossimo obiettivo e delle schede sui personaggi vi rinfrescheranno la memoria qualora vi foste dimenticati.

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Ogni tanto saremo chiamati a risolvere puzzle

Pentiment tuttavia non può meritare un 10, perché per quanto splendido da vedere, è comunque un gioco di nicchia, capace sì di trasportarvi nel passato, ma al contempo manca di coinvolgimento musicale, relegando la colonna sonora a pochi brani e lasciandoci al suono della penna e calamaio durante i discorsi (tantissimi discorsi…). Se all’inizio la cosa può dare una discreta impressione, dopo un pò il suono diventa pedante. I discorsi invece sono sempre ben calibrati e ricchi di informazioni.

Pentiment coinvolge, ci porta a voler conoscere il responsabile degli omicidi di Tassing, una sensazione di pericolo aleggia sul personaggio principale, così come quella di aver incolpato la persona sbagliata. Al contempo la girandola di colpi di scena finale, estremamente ben congegnata e coerente, farà si che vi ricordiate per lungo tempo di come si scrive una storia originale.

Sapphire

Sapphire

Il nippogamer nostalgico, guida l’ufficio stampa dai primordi di Safari. Amante dei gestionali, si è convertito a Nintendo con l’uscita di Zelda. Early adopter e tecnocrate difficilmente si tira indietro quando si tratta di novità. Incontentabile.
Sapphire

Sapphire

Il nippogamer nostalgico, guida l’ufficio stampa dai primordi di Safari. Amante dei gestionali, si è convertito a Nintendo con l’uscita di Zelda. Early adopter e tecnocrate difficilmente si tira indietro quando si tratta di novità. Incontentabile.

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