Park Beyond – Recensione senza limiti alla creatività

Arriva sulle nostre console Park Beyond, un nuovo gioco gestionale park builder sviluppato da Limbic Entertainment e prodotto da Bandai Namco. Proprio grazie alla collaborazione con la branch italiana abbiamo avuto modo di provare la versione Xbox di Park Beyond e siamo pronti a parlarvene nella nostra recensione. Il titolo è disponibile anche su Steam e Playstation 5 ad un prezzo ridotto (49,90 euro). 

SafariGames Italia Park Beyond - Recensione senza limiti alla creatività Bandai Namco, Gestionale, Park Beyond

Verso l’infinito e oltre!

Mettiamo subito in chiaro quello che non trapela dalla classica prima occhiata con cui si guardano le nuove uscite negli store digitali: Park Beyond non è un clone degli altri park builder, perché non vuole simulare la realtà bensì vuole spingerci ad evadere dalla stessa, a immaginare l’impossibile, a volare verso l’infinito e oltre. Il risultato? Siamo qui ad analizzarlo con voi, certi che ognuno pondererà maggiormente alcuni aspetti e meno altri. 

Due macro modalità, ovvero una campagna e una sandbox, ci guideranno nelle prime battute del gioco. Se la campagna è evidentemente un tutorial volto a farci scoprire pian piano tutte le potenzialità di Park Beyond, la modalità libera / sandbox sarà anch’essa minimamente guidata nei primissimi step non abbandonando il neofita a difficili startup. 

La campagna ci vede nei panni di un manager guidato da due figure: un nostalgico ex direttore di parchi, la cui vocazione creatività viene tarpata puntualmente dalla contabile compagna. Da un mix delle due personalità e dalle risposte che daremo loro verranno impostate le missioni da superare. Un espediente simpatico, funziona e rende il tutto meno asettico. Non aspettatevi una trama memorabile, ma comunque gli intermezzi saranno godibili, gli obiettivi proposto in  chiave ironica e originale.

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Il parco e le sue dinamiche finanziarie

Ma veniamo al succo della nostra recensione di Park Beyond ovvero la creazione del parco e la ricerca del giusto mix tra sostenibilità economica e divertimento sfrenato. Durante la campagna si viene piuttosto guidati dalle micromissioni andando a discernere le dinamiche finanziarie e quindi poi a rendere persino la ruota panoramica apprezzata dagli adolescenti. La leva del prezzo sarà la sola grossa variabile direttamente controllabile e improntata alla classica curva qualità prezzo. La possibilità di vedere i pensieri dell’utenza, così come analizzare delle mappe di “calore” sarà il feedback più intuitivo per rendere la nostra esperienza da manager ottimizzata. Ottimizzare poi il giusto mix di attrazioni, non basterà certo ad attrarre clientela. Le diverse variazioni al tema, la predisposizione o meno verso una tipologia di clientela, il collocamento corretto saranno solo uno dei pilastri del nostro successo. Dovremo prenderci cura di tutti quegli altri aspetti, meno lampanti, quali la pulizia, la giusta e minuziosa disponibilità di servizi (non solo igienici…). 

Giocando con un controller il primo feedback non è stato così positivo: la telecamera (che ruota o che trasla) è integrata con lo zoom, ma pur avendo l’abitudine a guidare un drone semiprofessionale ho trovato il risultato un pò sbilanciato tra zona morta e accellerazione. Nulla che non si potesse sistemare con un pò di fine tuning che vi consiglio sin da subito per non tediare i primi istanti di gioco. 

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Le impossibili dinamiche fisiche

La grande innovazione di Park Beyond è proprio intrinseca nelle attrazioni: se il microtutorial introduttivo non vi aveva già stuzzicato l’idea proponendo una montagna russa che attraversa una cittadina, saranno i salti impossibili, i rimbalzi spaccastomaco, i girarrosti a farvi subito percepire la voglia di creatività. Testare in prima persona le attrazioni farà il resto, vedendovi lanciati nel vuoto sparati da un cannone, oppure inondati da getti di fuoco improponibili, ma divertenti. 

Purtroppo il risultato finale non è adeguatamente sostenuto dal comparto grafico che appare – almeno su Xbox Series S – un pò poco curato nei dettagli, quasi un pò spartano nella realizzazione delle componenti strutturali. Compensano il voto finale l’estremo dettaglio di personalizzazione dei colori e delle luci che riescono ad appagare l’occhio ormai saturo di texture di qualità. Anche il comparto audio è da titolo budget, limitando un pò l’esperienza.

Il materiale a disposizione invece ci metterà a volte persino in difficoltà nella scelta: è evidente la passione degli sviluppatori e la volontà di darci un sandbox più ampio possibile. Il risultato finale è un buon prodotto, sicuramente migliorabile nel tempo, magari con un buon supporto in DLC (piaccia o non piaccia l’idea, è ormai trend consolidato il DLC estetico per questa tipologia di giochi, vero Frontier…?).

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Sapphire

Sapphire

Il nippogamer nostalgico, guida l’ufficio stampa dai primordi di Safari. Amante dei gestionali, si è convertito a Nintendo con l’uscita di Zelda. Early adopter e tecnocrate difficilmente si tira indietro quando si tratta di novità. Incontentabile.
Sapphire

Sapphire

Il nippogamer nostalgico, guida l’ufficio stampa dai primordi di Safari. Amante dei gestionali, si è convertito a Nintendo con l’uscita di Zelda. Early adopter e tecnocrate difficilmente si tira indietro quando si tratta di novità. Incontentabile.

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