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Overland: recensione del roguelike post-apocalittico

Tempo di lettura: 4 minuti

Recensione della versione PC di Overland. Ringraziamo lo sviluppatore Finji per averci fornito la chiave.

Roguelike post-apocalittico

Il genere roguelike sta vivendo una seconda giovinezza negli ultimi anni. Il team indie Finji, con sede in Michigan, con Overland ha provato ad addentrarsi in questa antica modalità. Come qualsiasi roguelike che si rispetti, anche questo gioco rispecchia le caratteristiche peculiari su cui si fonda: mappe generate casualmente, movimento a turni e morte permanente. Il giocatore sarà chiamato a gestire dei sopravvissuti che cercano di scappare dalla costa est degli stati uniti per arrivare sulla sponda opposta. Durante il cammino orde di mostri, altre persone e animali completeranno il pacchetto per un’interessante avventura dove l’unico comandamento è la salvezza. Il gioco è disponibile dal 19 settembre per PC (Steam & GOG), PlayStation 4, Xbox One, Switch e iOS.

Una via d’uscita

Overland è molto semplice da capire, si entra nell’area di gioco da un lato e si deve uscire dall’altro, possibilmente su di un veicolo, nel caso contrario si caricherà un ulteriore livello con un’auto a disposizione. Le autovetture sono indispensabili, molto più dei passeggeri, infatti ogni membro del team può essere abbandonato in qualsiasi situazione e momento. Alcuni moriranno, altri torneranno per vendicarsi, purtroppo non è così semplice riuscire a portare tutti a destinazione e spesso si dovranno fare delle scelte. Per fare un esempio, ogni veicolo ha diversa capienza, sia di persone che di oggetti che può trasportare, se, opzione non remota, l’auto subisce troppi danni e non è più in grado di continuare il viaggio e se si trova un mezzo con meno posti a sedere qualcuno dovrà rimanere indietro.

Senza via

L’area di gioco non è enorme ma riesce a contenere elementi indispensabili per sopravvivere nel gioco. Oltre all’immancabile benzina, sono presenti potenziamenti per l’auto, armi più o meno improvvisate e altri oggetti utili come merce di scambio e cosa più importante altri superstiti, alcuni incastrati che chiederanno aiuto, altri pronti a rubarci ogni nostro avere pur di sopravvivere. Il movimento a turni, elemento imprescindibile per il genere, permette di pianificare le mosse per poter raccogliere molti oggetti ed evitare i mostri che bloccano la via. Essi sono, con il crescere dei livelli, tanti e spesso troppi, nonostante abbiano azioni limitate, la superiorità numerica è schiacciante, inoltre alcune loro mosse sono eseguite con l’unico scopo di non permettere altre azioni all’utente. Può capitare che l’unica via di fuga venga chiusa all’ultimo istante con una mossa completamente fuori armonia con quelle precedenti.

Scegli la via

Superare indenni l’area permette di accedere all’hub centrale. Esso serve esclusivamente per scegliere la prossima direzione, sprecando più o meno benzina in base alla scelta. Non serve a nient’altro, scelta abbastanza discutibile. Se uno dei personaggi è ferito potrà essere curato solo ed esclusivamente durante esplorazione dei livelli. Stessa cosa per riparare l’auto o anche la più semplice delle azioni come scambiarsi gli oggetti tra personaggi. Le strade da scegliere possono portare a stazioni di rifornimento, altre dove pullula di oggetti, aree con personaggi pronti ad aiutarci o zone dove sarà possibile scambiare gli oggetti raccolti. In esse due personaggi non giocanti richiederanno uno scambio di oggetti, sarà possibile assecondare la loro richiesta, andarsene senza aver concluso niente oppure rubare e uccidere i due personaggi. Fa tutto parte del gioco e, tolto un piccolo dialogo nell’hub, non porterà a cambiamenti.

Nessuna via d’uscita

È questo che realmente manca in Overland. Non ci sono scelte da effettuare, l’importante è superare i livelli e arrivare in fondo. Non ci saranno differenze se si arriva in 5 oppure prima dell’arrivo si è scappati in macchina da soli lasciando sul labile confine tra vita e morte i compagni di viaggio che ci hanno accompagnato. Sotto questo punto di vista era possibile fare molto di più. E non solo qua. Molte idee sono interessanti ma vengono bloccate da alcuni obblighi poco sensati. Per esempio è possibile potenziare il veicolo aggiungendo vani porta oggetti o lamiere per resistere a più colpi, ma è possibile smontarli solo da auto non utilizzate. Il gioco è molto vario, gli scenari visitabili sono sette, ognuno con le proprie caratteristiche. I mostri sono di vario genere, anche se non differiscono nell’aspetto nella stessa specie.

L’ultimo sforzo

Per concludere, Overland è un gioco con tante idee ma che non riescono ad emergere in modo completo e definitivo. La difficoltà è alta e spesso frustrante, un selettore di difficoltà avrebbe aiutato non poco, soprattutto per i neofiti del genere che si trovano ad imparare sulla propria pelle la mancanza di qualsiasi sistema di aiuto. Manca completamente una trama e il finale non ricompensa gli sforzi del giocatore. Molti elementi sono ricorrenti e non invogliano a proseguire, rendendo molti passaggi tediosi. Al momento sono disponibili tanti altri roguelike più coinvolgenti e convincenti.

Tante idee che non riescono ad emergere

Overland è un gioco con tante idee ma che non riescono ad emergere in modo completo e definitivo. La difficoltà è alta e spesso frustrante. Manca completamente una trama e il finale non ricompensa gli sforzi del giocatore. Molti elementi sono ricorrenti e non invogliano a proseguire, rendendo molti passaggi tediosi.

6.7
Overland:
6.7
Overland: recensione del roguelike post-apocalittico ultima modifica: 2019-09-26T10:00:09+02:00 da Silig

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