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One Piece World Seeker – Recensione

ONE PIECE World Seeker logo

Recensione di One Piece World Seeker basata sulla versione Steam gentilmente fornitaci da Bandai Namco Entertainment. Il gioco è disponibile dal 15 marzo anche in versione Playstation 4 e Xbox One.

One Piece non si può ridurre così…

Una decina di ore di storia originale, un’isola che trasuda della matita di Eiichirō Oda, poter guidare Rufy Cappello di Paglia in un mondo completamente aperto, ciononostante One Piece World Seeker non riesce ad essere quel gioco che ci aspettavamo. Affermazione forte? No, puro realismo di gamer e appassionato di manga e anime. Ma scopriamo assieme cosa NON ci è piaciuto e cosa SI dell’ultimo titolo di Bandai Namco, sviluppato da Ganbarion.

L’Isola Carceraria è bellissima…

Tecnicamente parlando il mondo di One Piece World Seeker è bellissimo: le città rispecchiano alla grande il manga, ricreando un’ambientazione coerente e variegata. I personaggi che incontreremo, i nemici con cui ci scontreremo ci riporteranno agli albori di One Piece. I nuovi personaggi sono ben caratterizzati e credibili. Però…

…ma al contempo estremamente vuota

Uno scatolone di lusso, un mondo in cui non si può interagire con nulla se non qualche cassa di legno in giro. Un open world che permette di muoversi in lungo e in largo, ma non di esplorare nel vero senso della parola. Manca completamente il piacere della scoperta, manca la sensazione di un villaggio vivo. I pochissimi NPC ci rivolgeranno la parola se interpellati, ma ripeteranno insistentemente una breve frase e nulla più. I banchetti del mercato sono coloratissimi, ma non c’è nessuno a vendere! Saltare da un palazzo all’altro – schivando i proiettili della Marina – è solo un modo più veloce di andare da un punto A ad un punto B. Vi sono strutture militari di una bellezza unica, ma a parte abbattere quei quattro marinai che vi attaccano non vi sarà permesso fare null’altro. Sinteticamente? Un mondo bello e vuoto.

Una storia in linea con i canoni di One Piece

Partiamo dal presupposto che impersonerete esclusivamente Rufy Cappello di Paglia e che i vostri compagni si limiteranno esclusivamente a brevi comparsate nella storia; proprio quest’ultima – completamente originale, ma piuttosto insipida – vi porterà ad esplorare in lungo e in largo l’isola Carceraria. Conoscerete due nuovi personaggi, Jeanne e l’antagonista Isaac, che rispecchieranno abbastanza i cliché nipponici di estremizzazione delle situazioni: attenzione, con questo non intendo assolutamente dare un’accezione negativa, del resto chi conosce il manga di One Piece, sa che bene i vari personaggi vengono sempre conquistati dalla spontaneità di Rufy.

Come già visto nei primi episodi la Marina presente sull’isola non alzerà un dito contro le sempre più numerose scorribande dei pirati, motivo per cui l’accoglienza nei vostri confronti sarà condita dalla iniziale diffidenza di Jeanne. Ciononostante riuscirete ben presto a dimostrare quello per cui amiamo Cappello di Paglia, ovvero quell’ingenua sincerità e fedeltà alla ciurma e agli amici che cambierà le sorti dell’isola.

Da musou ad action RPG il passo è corto

Lo sviluppatore cerca con One Piece World Seeker di eradicare dai titoli dedicati agli anime quell’etichetta di musou che aveva finora accompagnato i vari Pirate Warriors precedenti. Non troverete più centinaia di nemici, ma piccoli gruppi mal organizzati e talvolta supportati da mob più grossi e potenti. Rufy potrà affrontare in tre diverse modalità i suoi avversari: starà all’attitudine del giocatore decidere come, non tanto per la difficoltà piuttosto bassa (tranne in alcune rare situazioni), ma più per variare l’approccio.

Attacco frontale, Stealth o a distanza

One Piece World Seeker vi permetterà di approcciare il nemico frontalmente, con l’unico tasto di attacco (X) ed eventualmente le sue varianti che col tempo sbloccheremo. Le animazioni di Rufy sono appaganti: l’ultimo colpo sarà sempre accompagnato da slow motion per la gioia dei fan. A volte potrete nascondervi nelle botti di legno e di soppiatto colpire i nemici alle spalle oppure proprio evitarli. Simpatico, ma non divertente quanto il Gom Gom Bazooka. La terza modalità di approccio, innovativa e a volte decisamente utile, vi permetterà di colpire a distanza o anche solo di interrompere l’attacco nemico per poi finirlo in mischia. Complessivamente il tutto risulta semplificato, ma assolutamente godibile.

Così purtroppo non basta…

Un’opera magna come One Piece non può essere ridotta ai minimi termini come in World Seeker. Siamo di fronte ad un titolo che aveva un grandissimo potenziale, un impianto tecnico notevole e una piacevole progressione del personaggio (semplice e volta a plasmare a vostro piacimento i combattimenti).

Il tutto però appare realizzato solo per raggiungere una piena sufficienza: le cittadine dovevano essere più popolate, più vive. La storia – per quanto comunque godibile – fa un’enorme fatica a decollare salvo poi finire in grande stile. E’ stata dura sorpassare la prima metà di One Piece World Seeker: incontrare l’intera ciurma e limitarsi a due chiacchiere o all’interazione per il crafting (estremamente semplificato) non basta! Ci vuole coinvolgimento, ci vuole il sentimento che alcune battaglie di Rufy ci hanno trasmesso. Qui purtroppo manca e il giudizio non può quindi andare oltre la sufficienza.

Il ragazzo ha le potenzialità ma non si impegna!

Quante volte l'abbiamo sentito dire? Un titolo che poteva spaccare il mondo viene ridotto da un canovaccio già visto, pur ambientando l'avventura in un'isola di indubbia bellezza. One Piece World Seeker meriterebbe solo una sufficienza se non fosse per le ultime tre orette capaci da sole di innalzare di mezzo punto la valutazione e lasciare un pò l'amaro in bocca. La prossima volta metteteci più impegno!

6.5
One Piece World Seeker:
6.5
One Piece World Seeker – Recensione ultima modifica: 2019-03-23T13:00:36+02:00 da Sapphire

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