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One Piece Pirate Warriors 4 – Recensione11 minuti lettura

Recensione di One Piece Pirate Warriors 4, versione PS4. La chiave ci è stata gentilmente fornita da Bandai Namco Entertainment

Un tributo alla serie

One Piece Pirate Warriors 4 è un videogioco di genere musou, genere in cui si affrontano schiere di nemici con singoli personaggi dotati di una forza straordinaria. E’ dedicato ad una delle serie più longeve ed apprezzate di tutti i tempi, One Piece. Qualora abbiate vissuto sulla Luna negli ultimi 20 anni, One Piece è un manga, scritto da Eiichiro Oda, che narra la storia di un ragazzo, Monkey D. Rufy. Quest’ultimo forma una ciurma di pirati per conquistare i mari e diventare il re dei pirati. One Piece Pirate Warriors 4 è un tributo, sotto forma di videogioco, alla serie. La storia principale, divisa in diversi archi narrativi, percorre l’intera vicenda vista nell’anime, con qualche piccola mancanza che approfondiremo più avanti.

Inoltre, all’intero della galleria è presente una quantità immane di informazioni relative ai luoghi visitati dalla ciurma, degli oggetti più significativi, e dei personaggi incontrati. Sicuramente una ghiotta opportunità per i fan della saga per approfondire tutti gli aspetti di un opera così emblematica.

Le modalità di gioco

Vi sono tre modalità di gioco:

Diario Narrativo

Rappresenta la storia principale, la quale suddivisa in capitoli. Ogni capitolo è, a sua volta, diviso in circa 5-6 missioni, per un totale di 34 missioni. Gli archi narrativi presi in considerazione sono sei: Alabasta, Enis Lobby, Marineford, Il nuovo Mondo, Whole Cake Island e Wano Kuni.

Diario Libero

Si tratta delle stesse missioni presenti nella modalità storia, ma con la possibilità di giocarli con uno qualsiasi dei vari personaggi sbloccati.

Diario del Tesoro

E’ una modalità contenente missioni inedite, scollegate quasi completamente dalla storia principale. Ci sono moltissime missioni, le quali sono anche molto rigiocabili dato che è possibile selezionare uno qualsiasi dei personaggi sbloccati.

Una narrazione rapida, ma intensa

Parlando del comparto narrativo, al livello registico le cut-scene all’interno delle missioni sono impeccabili. Riprendono fedelmente le scene già viste nell’anime e fanno breccia nei cuori di ogni appassionato facendo rivivere le stesse identiche emozioni già provate durante la visione dell’anime (o del manga).

Tuttavia le missioni non coprono l’intero arco narrativo della serie. Infatti molte saghe, anche importanti, sono solo citate durante uno dei riassunti di fine missione, ad esempio la saga di Skypea e di Thriller Bark. Infatti, dopo quasi tutte le missioni vedremo un riassuntone, il quale può anche essere saltato, su tutti gli avvenimenti che avvengono tra due missioni (o archi narrativi). Tuttavia, capisco che gli sviluppatori abbiano deciso di trattare più in fretta le saghe già trattate nei capitoli precedenti, concentrandosi maggiormente sui nuovi archi narrativi.

Diversi stili di combattimento

Il gameplay di One Piece Pirate Warriors 4 risulta essere estremamente variegato. Ci sono diverse classi di personaggi, quelli potenti, quelli veloci, quelli tecnici e quelli volanti. Ognuno di loro presenta delle peculiarità che cambiano radicalmente il modo di giocare. Meritano un particolare interesse i combattenti di tipo tecnico, come Usopp, i quali spingono il giocatore ad essere molto più strategico e riflessivo nell’attacco. Tuttavia ci sono personaggi per tutti i gusti, potrete selezionare Sanji, colpendo i nemici con una velocità sovrumana, oppure Law, ed abbattere grandi gruppi di nemici in una sola mossa.

Per quanto il gameplay possa ridursi ad un mero button smashing, il gran numero di abilità presenti e di combo possibili spinge il giocatore a cercare sempre nuovi metodi per abbattere i propri nemici.

Tuttavia, rimane un minimo senso di ripetitività all’interno delle singole missioni. Infatti, la durata media delle singole missioni è di circa quindici minuti, anche se alcune di esse possono arrivare a durare anche mezz’ora. In questo lasso di tempo dovremo utilizzare lo stesso personaggio, con le stesse abilità impostate prima dell’inizio della missione. Ciò nonostante, c’è da dire che alcuni personaggi hanno la possibilità di variare il loro stile di combattimento. Ad esempio, Rufy che, attivando il Gear Second, può diventare un personaggio di tipo veloce, piuttosto che di tipo potente.

Anche se i soldati semplici possono apparire come carne da macello per il giocatore, non mancheranno scontri capaci di mettere in difficoltà pure i veterani della serie. Sia nella modalità storia, ma anche in tutte le altre modalità presenti, più di una volta ci si troverà davanti un nemico particolarmente sfuggente o con una difesa di ferro. Inoltre è possibile selezionare, dal menù principale, tre diversi livelli di difficoltà.

Gestione del move-set e delle abilità

Ogni personaggio giocabile nel gioco, sono in tutto 43, ha una sua mappa della crescita. Questa consente di migliorare le statistiche del nostro personaggio e di sbloccare un consistente numero di mosse ed abilità, le quali saranno intercambiabili. Questo da la possibilità al giocatore di gestire il move-set di ogni personaggio e di cambiarlo prima di ogni missione. Per quanto la sensazione non si proprio quella di aver per le mani un personaggio nuovo, questo aumenta esponenzialmente la rigiocabilità del titolo.

Si possono, inoltre, impostare delle abilità che potenzino il nostro personaggio. Anche queste si possono sbloccare nella mappa della crescita, e vi sono diversi tipi di potenziamenti. Si può aumentare la difesa del personaggio o l’attacco o impostare delle abilità particolari che lo rendano efficace nell’attacco in volo e tante altre. Piano piano i personaggi diventeranno delle vere e proprie macchine da guerra, e con l’aumentare del loro potere, aumenterà anche la difficoltà delle missioni.

Una cura dei dettagli maniacale

Un’altro punto che ho apprezzato particolarmente è la cura nei piccoli dettagli. Per quanto questo non comporti un miglioramento eccessivo nell’esperienza di gioco, fa sempre piacere quando, nel rendere omaggio ad una serie molto amata, lo si fa con minuzia di particolari. Per fare un esempio, giocando nei panni di Rufy, prima di raggiungere il time skip, se si dovesse utilizzare il Gear Third, per qualche secondo, Rufy diventerà piccolissimo, proprio come nell’anime. Ha, però, la possibilità di attaccare il nemico, seppur con qualche limitazione, senza così spezzare eccessivamente il ritmo del combattimento.

E’ presente anche un simpatico Easter Egg che permette al giocatore di trascorrere gradevolmente i tempi di caricamento, non brevissimi, della modalità storia. Infatti, c’è la possibilità di muovere la visuale su un’immagine nella quale si nasconderà il famigerato Pandaman. Per chi non lo dovesse conoscere, è un simpatico personaggio che si nasconde, all’interno della serie animata di One Piece. Non so se il personaggio sia presente in tutte le schermate di caricamento, ma più di una volta mi è capitato di trovarlo.

Comparto Tecnico

In generale non vi sono particolari problemi tecnici. Raramente sono incappato in bug, i quali non hanno inficiato la mia esperienza di gioco. I principali problemi provengono dai muri, invisibili e non, che possono portare un nemico ad incastrarsi. Tuttavia questo capita raramente. I tempi di caricamento non sono eccessivamente lunghi, circa 30 secondi. Graficamente parlando i modelli dei personaggi sono eccezionali e anche le loro animazioni sono molto similari a quelle della serie animata.

Anche le mappe sono molto ben curate, nello specifico fa un’ottima figura quella di Whole Cake Island, con dei colori accesi che la rendono uno spettacolo per gli occhi. Ho apprezzato anche la discreta distruttibilità dell’ambiente circostante. Nonostante l’enorme quantità di nemici presenti a schermo, frame rate è stabile.

Il comparto sonoro è ottimo. Ogni personaggio ha la voce originale del suo doppiatore giapponese della serie animata. La colonna sonora è molto ampia, con musiche adatte sia per accompagnarci in battaglia, sia per rendere i momenti tristi ancora più struggenti. Inoltre, è possibile selezionare, prima di ogni missione, quale brano musicale ci dovrà accompagnare nel corso della nostra avventura.

Un magnifico tributo

One Piece Pirate Warriors 4 riesce a trasmettere l'essenza di una serie così longeva ed amata. Presenta una storia molto fedele alla sua controparte animata, anche se con qualche mancanza. Il gameplay è molto vario, divertente ed appagante. Ottimo comparto tecnico. Si tratta di un titolo di nicchia, ma per i fan di One Piece e per gli amanti dei musou è perfetto.

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One Piece: Pirate Warriors 4:
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One Piece Pirate Warriors 4 – Recensione11 minuti lettura ultima modifica: 2020-04-07T14:00:00+02:00 da Kira

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