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Omega Labyrinth Life – Recensione

Omega Labyrinth Life Switch
Tempo di lettura: 3 minuti

Consci del nuovo diktat Sony in merito alla censura abbiamo richiesto una copia Nintendo Switch di Omega Labyrinth Life, per la quale ringraziamo i Decibel PR. Il gioco è disponibile anche in versione Playstation 4 – estremamente censurato – sempre in versione digitally only.

Sapere unire dungeon crawling e fan service

L’approccio ad Omega Labyrinth Life – devo ammettere – è stato inizialmente viziato da un certo pregiudizio in virtù del genere piuttosto anacronistico (basta dungeon crawler…) e il fatto che il maggior traino fossero ragazze poche vestite. Bisogna invece riconoscere che l’ultima fatica di D3 Publisher è capace di unire le due cose con un certo bilanciamento.

La storia di Omega Labyrinth Life inizia all’Accademia Belles Fleurs, una bellissima scuola con un enorme giardino nel quale è custodito il sacro fiore della legenda conosciuto – che originalità – come Flora. Quest’ultimo pare essere l’origine dell’estrema vitalità dei fiori presenti nel giardino.

Quando Hinata Akatsuki si trasferisce nell’Accademia (la nostra alter ego) i fiori del giardino appassiscono. L’incipit – in realtà piuttosto banale – darà inizio alle nostre avventure alla base dell’esplorazione del sacro dungeon, nella speranza di far tornare alla sua grandezza il giardino dell’accademia.

Avanti e indietro, tra Accademia e dungeon

La vita quotidiana ci vedrà conversare con le altre signorine presenti, diventando loro amiche e quindi potendo contare su di loro una volta intrapresa l’avventura nei dungeon.

Il combattimento avverrà su turni in tempo reale, ovvero la sequenza vedrà i nostri protagonisti girare per i labirinti alla ricerca sia di upgrade (sotto forma di abbigliamento intimo……) e di armi (per fortuna di ispirazione medioevale e non sto parlando della tortura).

Completare i più o meno brevi dungeon non sarà affatto semplice. Oltre a bilanciare il team e gli strumenti a disposizione, si dovrà infatti dare fondo al vostro animo tattico. Non preoccupatevi, sarete spesso ricompensati, sopratutto perché il gioco stesso – all’insegna del fan service più generoso – proporrà di riposarvi e recuperare le forze in splendide pozze degne di una SPA.

Come se non bastasse non sarà così semplice far avanzare di livello e capacità i vari componenti del team. Interverrà quindi un mini gioco che metterà nelle vostre mani (o meglio sulla punta dei polpastrelli) i punti da “stimolare” per completare l’upgrade. Dinamiche che accompagnano spesso titoli similari, non sempre appagando a sufficienza l’utenza.

Piuttosto imbarazzante in compagnia…

Come esponente della saga Omega Labyrinth Life si pone nel difficile compito di conquistare l’utenza più smaliziata di Nintendo Switch. Il costo a cui è proposto (oltre i 50 €) e la forma digitally only, sono come sempre l’ostacolo maggiore per questi titoli di nicchia, che più di nicchia non si può.

Un'imbarazzante ricerca del fattore Omega

Omega Labyrinth Life è un discreto dungeon crawler condito di un ottimo fan service. Peccato che i due generi non abbiano particolare riscontro dalle nostre parti, risultando un titolo di nicchia, che più di nicchia non si può.

6.5
Omega Labyrinth Life:
6.5
Omega Labyrinth Life – Recensione ultima modifica: 2019-08-16T18:10:51+02:00 da Sapphire

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