Nel primo giorno del mese di settembre, Nvidia sceglie di calare asso, tre e re con tanto di pugno spezza tavolo e insulto all’Altissimo. Ma andiamo con ordine. La data non è casuale, è stato scelto lo stesso giorno della presentazione della prima GPU GeForce denominata 256. Una scheda video che alzava notevolmente l’asticella delle prestazioni con un processo produttivo di 220nm, 17 milioni di transistor e 32MB di RAM. Anche il teaser che ricordava la data della presentazione non era campato in aria, infatti è stato pubblicato il 10 agosto, ovvero 21 giorni prima del 21° anniversario dall’uscita. Vi chiederete il perché di tutte queste informazioni, ed è presto detto: la casa con sede a Santa Clara doveva mostrare i muscoli, e così è stato. Sicuramente riusciranno a far girare senza problemi Flight Simulator. Nvidia ha obliterato il passato!

Prova di forza
AMD, ovvero la casa rivale, ha in mano il mercato delle console, la corrente generazione, e soprattutto la prossima, passa quasi interamente sotto il suo sguardo. Si “salva” solo Nintendo con Switch che si appoggia ad una piattaforma modificata di Tegra, progetto senza gloria destinato al mondo mobile salvato appunto dalla portatile. Di Xbox Series X e PlayStation 5 sappiamo quasi tutto, la loro uscita è imminente e in soldoni conosciamo anche la loro potenza bruta. 10 TFLOPS e spicci per Playstation e qualcosa in più per l’avversaria. Sono sistemi chiusi, quindi l’ottimizzazione riuscirà a superare questo mero valore numerico che vale, per ricollegarsi all’inizio, come un due di briscola. Nvidia, nonostante la posizione dominante nel mercato delle discrete, non può stare con le mani in mano e ha presentato la nuova generazione di GPU. Inoltre, doveva dare un segnale forte dopo la non rosea presentazione della serie RTX 20.

Piatti serviti
Nella cucina del CEO Nvidia è stata servita la presentazione. Un lungo filmato di quasi 40 minuti dove, oltre a nuove soluzioni software e al miglioramento di quelle esistenti, sono state mostrate le nuove GPU. Al momento, in attesa di AMD, sono le migliori scelte possibili, senza fronzoli. La inferiore del lotto, ovvero la RTX 3070 ha una potenza in TFLOPS doppia alla console Sony, sono freddi numeri ma non stiamo parlando di 2 o 3 TFLOPS. Ovviamente il costo intorno ai 500€ che equivale ad un ipotetico prezzo di lancio delle due console ne ridimensiona la portata. Per rimanere nello stesso ambiente, ovvero i PC, la nuova scheda video, secondo i grafici Nvidia, propone un livello di performance pari alla versione RTX 2080 TI che si può trovare al momento intorno ai 1200€.

Quanta potenza
Le specifiche sono ben mostrate sul sito e dicono che: 5888 CUDA Cores per la RTX 3070, 8704 per la RTX 3080 e 10496 per la RTX 3090, il clock di base si aggira intorno ai 1.70 GHz per ognuna delle tre. Mentre per la memoria si parla di 8 GB GDDR6 per la “più piccola”, arrivando a 24 GB GDDR6X per la maggiore passando per 10 GB. Tutte le schede possiedono la seconda generazione di Core Ray Tracing e la terza versione dei Tensor Core, oltre a tutte le funzioni software previste come DX 12 Ultimate, DLSS e compagnia cantante. L’unica differenza è la possibilità di collegare in serie più GPU che è una feature disponibile solo per la RTX 3090. Le dimensioni sono generose e i connettori disponibili sono 3 HDMI 2.1 e un DisplayPort 1.4a. Rispetto alla ormai preistorica GeForce 256 il processo produttivo passa a 8nm.
Nuovo Design
Nvidia ha lavorato tanto su queste nuove GPU e dai dati anche molto bene. Quello che fa più specie è stato il lavoro certosino sulla RTX 3080 e sulla RTX 3090 riguardo al sistema di raffreddamento. Rispetto al passato si passa ad una configurazione a doppia ventola, con quella posteriore nello stesso punto, mentre la seconda è posizionata anteriormente e serve per spingere l’aria sulla staffa. Oltre a questo la casa di Santa Clara ha deciso di migliorare i connettori aggiuntivi. Nello stesso spazio del connettore a 8 pin adesso è situato uno da 12, risolvendo due problemi in uno: ridurre lo spazio dei connettori del 50% e riuscire a portare più corrente per alimentare la GPU.
Livello superiore
Secondo un’analisi di Digital Foundry c’è un incremento rispetto alla vecchia generazione che varia dal 65% al 100%. Non si era mai visto un gap del genere per le schede verdi. Quello che si avvicina di più è stato tra il passaggio la serie 7 a quella 8 e sono passati una quindicina d’anni. Si trattava del passaggio dalle DX 9 alle DX 10, da Windows XP a Vista, dai processori single core ai multi core. Roba da mercatini dell’antiquariato. Tornando ai tempi moderni, queste nuove bestie sfrutteranno il PCIe di quarta generazione anche se funzioneranno perfettamente sulla versione precedente senza colli di bottiglia. Per concludere, tutte e tre le schede offriranno il codice per Watch Dogs: Legion e un abbonamento annuale per Geforce Now.
La risposta della concorrenza
Come già detto, AMD è impegnata nel settore console e le ultime GPU presentate hanno solo un anno di vita e il classico ciclo vitale è basato sul doppio del tempo. Quando sono state rivelate Nvidia è corsa ai ripari rilasciando la serie Super riuscendo a limitare i danni. Non è così scontato che la casa di Sunnyvale abbia già pronte le armi per rispondere in modo efficace a questa “minaccia”. Bisognerà attendere prima di tutto i test sulla nuova serie RTX 30 che arriveranno alla fine di settembre per la 3080 e 3090, mentre per la 3070 l’intervallo sarà prolungata di un mese. I benchmark e una risposta tempestiva della concorrenza potranno spostare di molto la situazione, i conti difficilmente si fanno senza oste e spetta ad AMD decretare se l’asso, il tre e il re sono solo carte normali o briscole.