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Need for Speed: Heat, la Recensione per neofiti

Tempo di lettura: 7 minuti

Recensione di Need for Speed: Heat, gioco di corse automobilistiche sviluppato da Ghost Games e distribuito da Electronic Arts.

Dall’8 novembre il gioco è disponibile con sottotitoli e doppiaggio in italiano su Origin, Xbox e PS4. Per PC è acquistabile sia come prodotto singolo che come contenuto incluso nell’Origin access Premiere.

Il titolo esaudirà le aspettative che Sapphire aveva?

La chiave di gioco di Need for Speed: Heat per questa recensione ci è stata gentilmente offerta dal nostro partner DLCompare, il motore di ricerca per i migliori prezzi per i videogiochi.

Ciao sono Theezan..

Ciao sono Theezan e non gioco a un titolo di corse automobilistiche dai tempi di Need for Speed: Undergound 2 e del successivo Need for Speed: Most Wanted..

Questa la doverosa confessione che devo fare ai nostri lettori: non sono un vero appassionato della serie e non seguo il mondo dei motori. Vi chiederete perché questa recensione sia stata affidata alle mie mani, la risposta è che non essere un fan sfegatato del genere mi ha permesso di scrivere un articolo per i neofiti della serie.

Need for Speed: Heat è un prodotto apprezzabile da tutti o solo dagli appassionati del mondo su quattro ruote?

Benvenuti a Palm City

Il gioco ci proietta subito nel mondo delle corse clandestine di Palm City, soleggiata e ridente cittadina americana. Non ho in realtà compreso se il nome dovesse essere fittizio – fallendo miseramente – o richiamare la reale cittadina ubicata sulle coste della Florida.

Benvenuti a Palm City.

La città è vittima delle corse clandestine che hanno però i giorni contati: c’è un nuovo sceriffo in città e il suo nome è Frank Mercer. Il corrotto tenente farà di tutto per mettere fine alle gare e alla nostra nascente carriera.

Venuti a conoscenza della nuova politica contro le crew di racers, dovremo scegliere il nostro avatar tra una serie di modelli preimpostati ma che potremo successivamente personalizzare.

I modelli preimpostati sono terribili.

Faremo quindi conoscenza dei due fratelli: Lucas e Ana Rivera. Il primo ci offrirà la nostra prima auto, selezionabile tra una Ford Mustang ’65, una BMW M3 Evolution II ’88 e una NISSAN 180SX Type X ’96. Nella selezione figurerà anche una Chevrolet Camaro SS ’67, peccato però che andando a sceglierla Lucas vi dirà che nessuno apparte lui può toccarla.

Ana invece sarà la nostra guida nel mondo di Palm City, una città dove le varie crew si sfidano in corse diurne e notturne. Se di giorno potremo competere in gare ufficiali e legali per guadagnare denaro, di notte gareggeremo in corse illegali per guadagnare reputazione.

Le due facce di Palm City.

In quest’ultima modalità dovremo stare attenti alle pattuglie della polizia: se riusciranno a catturarci – bloccando o distruggendo la nostra macchina – porranno fine alla nostra sessione notturna azzerando i punti fino a quel momento guadagnati.

Per finire una sessione senza perdere il nostro bottino ci basterà tornare al garage. Qui il sistema calcolerà il nostro guadagno – in denaro o in reputazione – in base alle corse vinte, alle attività collaterali compiute e al moltiplicatore che abbiamo riempito compiendo più azioni.

Non sempre le sessioni notturne finiscono bene, addio ai nostri punti reputazione.

Se con il denaro potremo comprare e modificare auto, per sbloccare determinate gare e componenti per il tuning dovremo guadagnare reputazione. Non sarà quindi possibile proseguire nella nostra carriera se non raggiungeremo un equilibrio tra sessioni diurne e notturne.

In questa folle città i fratelli Rivera ci accompagneranno attraverso l’insipida e dimenticabile trama caratterizzata da una polizia corrotta e un losco traffico di auto. Non aiutano i poco dettagliati personaggi che incontreremo nella varie scene di intermezzo: totalmente inespressivi e privi di carisma.

Spesso nelle cutscene vedremo solo le auto, i personaggi parleranno tra loro tramite cellulare. Coincidenza? Io non credo..

Guida e tuning

Dobbiamo sempre e comunque tenere conto che Need for Speed: Heat non è un simulatore di guida. Il gioco è come tutti i suoi predecessori molto arcade sia per quanto riguarda la gestione della guida che per i danni all’auto.

La prima è perlopiù caratterizzata da lunghe accelerazioni sui rettilinei per poi immettersi in derapata nelle curve. Le derapate possono essere controllate lasciando il gas poco prima della curva e accelerando non appena la avremo imboccata. Un sistema molto intuitivo di facile apprendimento anche per i neofiti dei giochi di corsa.

Non è stato dato un diverso feeling di guida in base alla vettura che si utilizza, ad eccezione di velocità e accelerazione le auto su strada si comporteranno allo stesso modo. Unica eccezione la macchine settate per il drift che faranno la differenza nelle gare dedicate a questa specialità.

Degni di nota agli effetti di luce durante le derapate.

I danni sono sempre irrisori, potremo infatti distruggere qualsiasi oggetto sulla nostra strada come se fosse di cartapesta. Anche un impatto frontale con altri veicoli non farà che rallentarci senza procurareevidenti danni alla vettura. Solo con continui e ripetuti impatti – in special modo quando saremo seguiti dalle auto della polizia – l’auto potrebbe segnalare un danno critico che potremo riparare passando dentro a un benzinaio.

Quando l’auto segnale un danno critico è necessario ripararla appena possibile se non si vuole rimanere a piedi e finire automaticamente la sessione.

Il tuning è come sempre il fiore all’occhiello dei titoli della saga. Con un parco auto di oltre 100 veicoli (ndr – leggi anche il nostro prossimo articolo: Need for Speed: Heat – Guida alle Auto), avremo a nostra disposizione ogni sorta di pezzo da modificare e installare sui nostri bolidi.

Il parco auto è sicuramente un punto di forza del titolo.

Per quanto riguarda la parte estetica, ogni singola parte dell’auto è personalizzabile. Potremo inoltre scaricare le migliori creazioni della community sfogliandole attraverso una pratica galleria.

La libreria della community è davvero pratica.

Il multiplayer e la crew

All’avvio di Need for Speed: Heat potremo decidere se collegarci a una sessione multiplayer o giocare offline in solitaria. Scegliendo la prima opzione i server di EA ci indirizzeranno a una sessione con un numero massimo di 16 giocatori. Potremo seguirli sulla mappa e gareggiare nelle corse ufficiali contro di loro. Peccato che non ci sia nessun matchmaking quindi potremo correre contro utenti che hanno molte più ore di noi alle spalle e macchine ben più costose e performanti della nostra.

I posti nelle gare saranno comunque limitati e una parte dei nostri rivali saranno sempre e comunque dei bot. Dovremo inoltre aspettare 60 secondi nella speranza che qualcuno accetti la sfida, cosa che avviene raramente.

La promessa di ricompense aggiuntive se le gare vengono affrontate con altri giocatori non sembra incentivare troppo la competitività, in special modo se si pensa che si pesca in un bacino di soli 16 giocatori che in quel momento magari stanno già gareggiando o sono impegnati in altre attività. Spesso ho atteso il countdown per poi giocare comunque in solitaria.

In attesa di eventuali avversari.

Per quanto riguarda la Crew, il sistema – a un certo punto della trama – ce ne assegnerà automaticamente una ma potremo poi cambiarla successivamente attraverso il menu social.

La pagina principale della Crew.

Sulla mappa troveremo sfide per battere i tempi su gare che i nostri compagni hanno già disputato, per il resto lo scopo della banda si limita ad ottenere alcuni bonus sulle ricompense e una progressione del livello della Crew che tutti i membri concorrono ad aumentare grazie alle proprie vittorie.

Una sfida contro un membro della nostra Crew.

Attività collaterali

Girando per le strade di Palm City troveremo anche qualche attività collaterale utile a racimolare ricompense in modo veloce. Nulla purtroppo che aumenti la poca originalità del titolo:

  • Cartelloni da distruggere: immancabili ormai in qualsiasi gioco in cui si possa utilizzare un’auto.
  • Wrap, da sbloccare per poterli utilizzare come decorazioni per le nostre auto.
  • Rampe, dalle quali raggiungere determinati metri di salto.
  • Velox, sotto cui raggiungere determinate velocità.
  • Fenicotteri rosa, semplicemente da distruggere.
  • Drift, piccoli tracciati sui quali raggiungere un punteggio minimo driftando più possibile.

Conclusioni

Need for Speed: Heat non è riuscito a darmi le stesse emozioni dei suoi predecessori che giocai anni fa. Nessuna trama avvincente, una mappa limitata e poco diversificata, una colonna sonora monotona, un multiplayer che non funziona e una divisione così netta tra corse diurne e notturne che ben presto viene a noia.

Uniche caratteristiche degne di nota l’ampio parco macchine e l’estrema personalizzazione che possiamo adottare sulle auto ma che non riescono da sole ad esaltare un titolo perlopiù deludente.

Deludente

Anni fa mi ero divertito e appassionato alla saga grazie a titoli come Need for Speed: Underground 2 e Need for Speed: Most Wanted. Il loro discendente non riesce lontanamente ad avvicinarsi ai suoi antenati: trama deludente e un sistema giorno/notte troppo vincolante e noioso. Sicuramente un buon titolo di corse ma non all'altezza del nome che porta.

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Need for Speed: Heat:
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Need for Speed: Heat, la Recensione per neofiti ultima modifica: 2019-11-28T14:00:50+01:00 da Theezan

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