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Mutant Year Zero: Road to Eden – Recensione

  • Nome completo – Mutant Year Zero: Road to Eden
  • Piattaforme – PC, PS4, Xbox One
  • Developer – The Bearded Ladies
  • Publisher – Funcom
  • Distribuzione – Digitale
  • Data di uscita – 4 Dicembre 2018
  • Genere – Strategico a turni
  • Versione testata – PC

Mutant Year Zero: Road to Eden è una sorprese di fine anno, sviluppata dalla casa scandinava The Bearded Ladies Consulting. Rilasciata il 4 Dicembre scorso su tutte le piattaforme classiche meno la solita bistrattata Nintendo. Ampiamente ispirato al boarding game RPG “Mutant Year Zero,” il videogioco porta una ventata d’aria fresca in un panorama post-apocalittico che ormai è diventato teatro di numerosissimi titoli, reinterpretandolo a suo modo.

Stalker dell’Arca

Iniziamo conoscendo fin da subito due dei personaggi giocanti, Bormin e Dux. Si tratta di due mutanti umanoidi — un burbero cinghiale ed un irriverente anatra — che rivestono il ruolo di Stalker, ovvero esploratori mandati in avanscoperta alla ricerca di risorse da riportare o segnalare all’Arca, ultimo baluardo di sopravvivenza di ciò che resta della razza umana.

L’ambientazione, curata nei minimi dettagli, è affascinante e ritratta con una bellezza tormentata che davvero si adatta allo stile della narrazione cupo e fatalista. Si parla di un mondo spezzato dagli abusi degli “Antichi,” e il paesaggio non fa altro che ribadirlo.

I personaggi hanno un certo spessore, chiacchierano durante i momenti di quiete nelle spedizioni, hanno modi di fare e di esprimersi che li rendono immediatamente riconoscibili. Dopotutto, un uomo-cinghiale e un uomo-anatra non devono impegnarsi troppo per restare impressi nella mente del giocatore, e il fatto che siano tanto ben disegnati e animati non fa che contribuire alla loro memorabilità.

I componenti del team reclutabili, che si aggiungeranno al duo inizialmente disponibile, sono cinque; ognuno dispone di un albero di potenziamenti più o meno diverso, e al giocatore è lasciata la possibilità di scegliere quale dei percorsi seguire al momento della salita di livello. È così che Mutant Year Zero implementa l’elemento GDR, seppure si tratti di un aspetto abbastanza semplice e non protagonista.

Avanguardia post-apocalittica

Come la visuale isometrica lascia subito immaginare, i veri generi protagonisti sono due: il tattico e il combattimento strategico a turni. Ogni scenario si avvia in relativa quiete, con mappe completamente esplorabili e incontri accuratamente posizionati; starà al giocatore adottare l’approccio che preferisce — il gioco incoraggia fortemente lo stealth, ma non lo impone — per iniziare gli scontri in maniera vantaggiosa.

Il fattore esplorativo è fondamentale, poiché anche i nemici si spostano per la mappa, e non esiteranno a chiamare rinforzi nel caso dovessero avvistare gli Stalker; è quindi importante assicurarsi una posizione favorevole e, nel migliore dei casi, un metodo rapido di far fuori i ghoul e i loro compagni cibernetici.

All’interno degli scenari ci si imbatterà in diversi tipi di loot: due tipologie di moneta — che null’altro sono se non rottami della civiltà antecedente — e Artefatti da scambiare con delle abilità aggiuntive. Questi ultimi in realtà si dimostreranno ben presto molto familiari: si tratta di oggetti d’uso comune al giorno d’oggi, come lo stereo in cui ci si imbatte nel tutorial, che risultano completamente alieni ai protagonisti futuristici e vengono impiegati in maniera molto più fantasiosa.

Combat-sistem

Mutant Year Zero non è un gioco facile. Limitare i personaggi giocanti a tre per volta significa trovarsi quasi sempre in una situazione di svantaggio numerico, a cui sarà necessario sopperire per mezzo di strategie ben pensate. Il fatto che le mutazioni ottenute con la salita di livello non siano numerose e siano a volte ripetitive non aiuta; il sistema di differenziazione tra i vari personaggi del team non è uno dei punti forti del gioco, e ciò potrebbe rivelarsi un po’ frustrante in alcune occasioni. Ciononostante, il gioco riesce a mantenere un livello di difficoltà perfettamente bilanciato, che richiede concentrazione e pianificazione ma dà risultati estremamente soddisfacenti.

Per ogni turno saranno disponibili due punti azione per muoversi, sparare o utilizzare abilità; si tratta di un sistema semplice dall’interfaccia pulita, che riesce a mantenere alta la tensione e ben rende la difficoltà puramente strategica delle sfide. Le azioni dei personaggi sono animate con gran meticolosità, riuscendo a rendere spettacolare anche un sistema di combattimento relativamente statico.

A volte l’intelligenza artificiale compie delle scelte non esattamente ottimali, che risultano in sviluppi del combattimento imprevisti; si tratta però di occasioni isolate che non intaccano in alcun modo l’esperienza generale di un titolo minuziosamente progettato.

Grande sorpresa

Come fu a suo tempo XCOM, anche questo titolo vi regalerà ore di sano divertimento, e sane imprecazioni, tutto condito da un'ottimo comparto grafico e sceneggiature di spessore. Una piccola perla in un mondo apocalittico.

8.5
Mutant Year Zero: Road to Eden - recensione:
8.5
Mutant Year Zero: Road to Eden – Recensione ultima modifica: 2019-01-14T11:50:45+02:00 da Othum

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