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Mortal Kombat 11: Recensione – Un monumento alla saga

Mortal Kombat 11: Recensione
Tempo di lettura: 4 minuti

Non mi cimenterò in una vera e propria recensione, in quanto tutto il mondo della stampa specializzata si è già espresso sviscerando tutto il bene e il male del titolo di NetherRealm Studios.

Mortal Kombat 11, ormai lo saprete benissimo, è un ottimo gioco. Una vera e propria icona del genere picchia-duro elevata in questo undicesimo capitolo, a monumento della mitica saga ormai quasi trentenne!

MK11 è giocabile completamente in Italiano.

Un po’ di storia perché no!?

Mortal Kombat si è evoluto molto dal 1992 ad oggi. Ha percorso sentieri anche discutibili per i fan, ma è sempre rimasto un icona del genere, tendente, come da tradizione, al gore & splatter. Dopo la fortunatissima prima trilogia 2D (conclusa nel 1995 con MK3), si è scelto di mutarne le fondamenta del brand. Rendendo Mortal Kombat uno dei tanti picchiaduro 3D di fine anni 90.

Mortal Kombat 11: Recensione

In quel campo, dove Tekken 3 dominava la scena, il concetto di base del gioco si è leggermente sbiadito, dando via ad un decennio tra alti e bassi per la saga di Midway. Tra dubbi spin-off e cross-over anche buoni ma fuorvianti per i fan de Scorpion e compagnia!

Nel frattempo fallisce la leggendaria Midway che viene assorbita da Warner Bros Chicago nel 2009. Ma il viaggio non finisce, anzi!

Dalle ceneri dell studio responsabile di Mortal Kombat capitanato dal mitico Ed Boon nasce l’attuale NetherRealm Studios nel 2010, che per prima cosa decide di riportare la saga sulle sue primordiali radici.

Mortal Kombat 11: Recensione
Ed Boon, il padre di Mortal Kombat fin dal suo primissimo capitolo del 1992.

Come si una dire in questi casi il resto è storia: Nel 2011 esce Mortal Kombat (9). Nuovo stile grafico in 2.5D (Sfondi e personaggio in 3D ma con azione vincolata 2D) e nuova linea narrativa nella trilogia che vede come ultimo capitolo proprio questo ultimo undicesimo capitolo.

Mortal Kombat 11: si chiude il cerchio?

Questo ultimo capitolo chiude al meglio la prima trilogia della nuova linea narrativa. La modalità storia riprende da dove si era interrotta nel precedente capitolo, e ha molti meriti:

Sapientemente raccontata e descritta, la storia scorre agilmente tra i vari capitoli fino all’epilogo. L’idea di introdurre una nemesi come il personaggio di Kronica, in grado di modificare la linea del tempo, ha permesso di generare situazioni di intreccio con i personaggi storici della saga. Dando vita ad una trama mai banale e che riesce a farsi comprendere anche da chi non ha giocato i precedenti capitoli.

Mortal Kombat 11: Recensione

Inoltre la storia conferisce profondità ai personaggi, che si trasforma i empatia negli incontri “derby” che si presenteranno anche online.

La chiusura del cerchio sull’eccellenza dell’esperienza di gioco è data da un gameplay ben più ragionato rispetto ai precedenti capitoli. Combo più corte e rotture forse leggermente più comode, per rendere ogni incontro più incerto.

Mortal Kombat 11: Recensione

Ma le modifiche non rendono affatto più semplice l’approccio. Anzi, è giusto sottolineare che la curva di apprendimento delle meccaniche di base è ripida e tempestosa se non si ha una minima pratica del sistema. Per fortuna il giocatore potrà formarsi in tutto e per tutto con l’ottimo tutorial a disposizione.

La crudezza delle immagini possono urtare la sensibilità dei meno abituati alle scene di violenza esplicita tipiche della saga. Ma lo stile grafico rimane nei limiti per cui mai si perderà l’idea che si tratti solamente di un videogioco.

Mortal Kombat 11: Recensione

Vecchio amico ci caschi pure tu?

Logicamente non è tutto oro in questa esperienza made in NetherRealm Studios.

Con dispiacere ho notato quanto il sistema sia incentrato sulle microtransazioni. In particolare nelle torri a tempo, credo sia improponibile riuscire nel completamento senza l’utilizzo di consumabili o potenziamenti. In ordine di massima tutto costa davvero troppo se rapportato all’incredibile fatica che bisogna produrre per ottenere monete, cuori e cristalli. Portando il giocatore a dover spendere se desidera una progressione lontana dalla frustrazione per sfinimento.

Mortal Kombat 11: Recensione
Shang Tsung che introduce alla nuova Kripta in MK11

Per fortuna, tutti i potenziamenti ottenuti non saranno disponibili nelle partite online, allontanando il gioco dall’accusa di essere Pay to Win.

Bentornato

Mortal Kombat 11 è l'apoteosi per ogni fan storico della saga. Affondato nelle proprie radici e reso spettacolare dalla tecnologia odierna. Difficile ma divertentissimo. Una perla immancabile in libreria. Peccato per l'accento messo sulle microtransazioni non fa onore alla proposta.

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Mortal Kombat 11:
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Mortal Kombat 11: Recensione – Un monumento alla saga ultima modifica: 2019-04-30T11:30:12+02:00 da Giganico

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