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Monster Hunter World: ICEBORNE Recensione

Recensione Monster Hunter World ICEBORNE
Tempo di lettura: 5 minuti

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Wow, mai mi sarei aspettato di iniziare a scrivere così entusiasta di un DLC.
Caso vuole che, nelle ultime recensioni, mi sia imbattuto sempre in titoli di una certa caratura, vedi Kingdom Hearts 3 e Borderlands 3, che purtroppo avevano lasciato in me sempre un profondo senso di “non ce n’era bisogno”.
O meglio sì, magari ne sentivamo il bisogno, visto l’hype che in me avevano scaturito, e, nel primo caso, necessitasse urgentemente di un finale, ma non quello e non così raffazzonato. Ma vi rimando a leggere le due recensioni in oggetto per farvene un’idea.

Primo impatto

Parto dicendo che, purtroppo, non abbiamo avuto modo di scrivere a riguardo, quindi colgo l’occasione per parlare a più ampio respiro di Monster Hunter World.

Con questo capitolo infatti, Capcom, è riuscita ad avvicinare molti nuovi utenti a questa mitica IP che personalmente seguo fin dagli albori su PSP e nelle sue varie declinazioni, dalle portatili Nintendo fino a Switch.
Molti più utenti, dicevamo, che vanno però ad unirsi già ad una folta schiera di vecchi affezionati ed hardcore gamers.
Sì, perché il brand non è mai stato propriamente alla portata di tutti, è stato, per certi versi, un Dark Souls prima di Dark Souls.

Ricordo che da piccolo, PSP alla mano, mi son spesso chiesto come mai non ci fossero molti più appassionati a questo titolo, risultando spesso molto di nicchia. Questo rendeva le mie Cacce sempre molto tristi e solitarie. Ricordo anche che il supporto al matchmaking online, per un certo periodo, fosse possibile solo per il mercato nipponico (dove invece risulta da sempre un brand di punta) e che quindi non ho mai avuto la possibilità di condividere questa mia passione con qualcuno.

I tempi cambiano

I tempi cambiano, il mercato si evolve e, per fortuna, il mondo ha iniziato ad apprezzare questo genere di giochi dove, a fronte di un grosso impegno, il risultato finale diventava molto più appagante.
So che per molti la saga di DS è più un feticismo videoludico, e non mi vergono ad ammettere che non sono mai riuscito ad apprezzarla, ma ne riconosco il valore sia artistico che ludico. Infatti voglio proprio ringraziare quest’ultima saga per aver definitivamente rotto le barriere con quelli che, fino a qualche anno fa, erano solamente giochi per pochi. Difficile è bello, soprattutto se giustamente ricompensati.

Ma perché tutto questo lungo preambolo?

Perché il concetto di fondo in Monster Hunter World, ma più in generale a tutto il brand, è molto semplice. Un cacciatore, va a caccia, uccide la tua preda, ne ricava dei materiali (molto spesso legati proprio alla forma ed al tipo della bestia), torna al villaggio e con gli stessi materiali crea o potenzia il suo arsenale, pronto per cacciare una bestia ancora più grossa.
Easy no?
Beh…non proprio…
Aggiungiamoci anche che: le bestie sono per lo più dinosauri, draghi (o Viverne?), insetti giganti o cinghiali OGM e che gli arnesi da caccia vanno da piccole spade a lame gargantuesche, da archi smisurati a balestre meccaniche. Beh, se già questo non vi fa venire una certa acquolina in bocca, beh, avete sicuramente avuto un infanzia triste.

La Varietà è il sale della vita.
E come quest’ultimo va utilizzato con sapienza.

In questo nuovo capitolo, con la sua espansione, le mappe di gioco sono curate nei minimi dettagli, piene di vita, oggetti da raccogliere, minerali da collezionare. Questo rende l’esperienza di gioco estremamente varia, nonostante il concetto di fondo possa sembrare semplice e, quindi anche sul breve periodo, ripetitivo. Qui apro una piccola parentesi:
Ho letto di molte persone che giocando questo capitolo sono rimaste molto o parzialmente deluse causa la poca varietà dei mostri da affrontare, lamentando il fatto che molte di queste erano già presenti nei capitoli precedenti.

Capita spesso che, per cercare di accontentare tutti, i vari giochi (soprattutto mainstream) vengano riempiti di talmente tanti contenuti che perdono di valore.
Ci si dimentica di fermarsi ad apprezzare la qualità a discapito della quantità.
Qui, a mio onesto avviso, si è trovato il giusto equilibrio.
Mettendo a paragone un qualsiasi capitolo Monster Hunter precedente a “World” a quest’ultimo non si può non fermarsi ad ammirare la cura con cui, i vari biomi, son stati pensati, creati e popolati.
Dalle routine dei vari mostri, ci sarà proprio la possibilità di vedere i comportamenti della fauna, che interagirà con l’ambente in cui è immerso. Con un po’ di fortuna non sarà difficile vedere due (o più) “wyvern” combattere fra di loro per la supremazia del territorio.

Le interazioni con l’ambiente da parte del cacciatore sono sempre molto intuitive e, se ben sfruttate, permetteranno di guadagnare rapidamente vantaggi tattici non indifferenti.

ICEBORNE

Terminata la storia, come sempre di contorno in questa saga, gli esploratori ci faranno sapere di stranezze occorse nei dintorni e poco ci vorrà a scoprirne la fonte: pare che un nuovo Drago Anziano abbia fatto la sua comparsa nel Nuovo Mondo e stia in alterando l’ecosistema.

Insieme all’Assistente e con l’ausilio della Terza Flotta cercheremo di seguire il percorso di questa nuova, misteriosa creatura fino a una landa gelida e completamente innevata, le Distese Brinose: qui verrà stabilito anche il nuovo campo base, Seliana. Identico in tutto e per tutto al precedente, salvo il fatto che quest’ultimo sarà strutturato meglio rispetto ad Astera.

Da qui verranno dirette le varie operazioni che coinvolgeranno il Velkhana, famoso Drago Anziano avvistato prima di partire per queste terre. Il Velkhana sarà soltanto il pretesto per raccontare un’esperienza nuova e al contempo familiare.

Iceborne infatti altro non è che un colossale G Ranked (da noi conosciuto come Grado Maestro) che alzerà sensibilmente l’asticella di sfida. I più nostagici hardocore gamer legati a questa saga non resteranno delusi, i novizzi avranno invece grosse difficoltà. Ma le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare.
Abbiamo di fronte, infatti, un Monster Hunter nella propria accezione più pura, emozionante e impegnativa. Un ritorno ai suoi vecchi fasti. Tutto questo ben di Dio risulterà a tutti gli effetti più un gioco a se stante che una semplice espansione. E se nemmeno questo vi convince della grandezza e complessità del tutto, non vi resta che provarlo con mano. Il lavoro svolto da Capcom è stupefacente, un atto d’amore verso una serie storica tanto quanto di nicchia in virtù della sua complessità.

Monster Hunter World: ICEBORNE

Abbiamo di fronte un Monster Hunter nella propria accezione più pura, emozionante e impegnativa. Un ritorno ai suoi vecchi fasti. Tutto questo ben di Dio risulterà a tutti gli effetti più un gioco a se stante che una semplice espansione. E se nemmeno questo vi convince della grandezza e complessità del tutto, non vi resta che provarlo con mano. Il lavoro svolto da Capcom è stupefacente, un atto d’amore verso una serie storica tanto quanto di nicchia in virtù della sua complessità.

8.2
Grafica:
9
Gameplay:
9
Storyline:
7
Ottimizzazione:
8.5
Audio:
8
Quantità di contenuti:
7.5
Monster Hunter World: ICEBORNE Recensione ultima modifica: 2020-02-04T09:00:16+01:00 da Othum

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