Marathon è ormai approdato sulle nostre Playstation da più di due settimane eppure scriverne la recensione impone ancora del tempo. Solo tre giorni fa è stato sbloccato l’endgame e le run fatte con i nostri “telai” non sono ancora sufficienti se non per dire di aver scalfito una parte di questo extraction shooter arrivato un pò così, a sorpresa. Andiamo per ordine partendo dal passato, scopriamo cosa ci sta piacendo di Marathon e perché andrebbe preso in considerazione (o perché no).
Una volta Marathon era Mac Only
Abbiamo scoperto solo pochi giorni fa che Marathon è in realtà un remake moderno dei titoli usciti circa 20 anni fa su Macintosh. Non solo questi ultimi sono stati riproposti su Steam – gratuitamente – ma nonostante io fossi un patito di Halo dai tempi della prima Xbox e fossero sviluppati da Bungie non ne avevo la più pallida idea della loro esistenza.
Marathon ha portato il genere extraction game ancora una volta a macinare run sulle nostre Playstation 5 dopo che Arc Raiders ne aveva solo ri – aperto l’interesse. Prima di quest’ultimo l’ultimo gioco che avevo recensito non era nient’altro che lo spin off di Tom Clancy, Rainbow Six Extraction. Il vero unico extraction shooter che aveva invece saputo incollarmi per svariate ore era il più famoso The Division, che nella sua seconda incarnazione aveva provato a replicare invano il successo, ormai nel solco decadente che Ubisoft pareva già aver intrapreso.
Cosa possiamo già dire su Marathon
Complice il tempo che Crimson Desert ci sta drenando possiamo intanto parlarvi di Marathon solo parzialmente. La stessa Sony aveva consigliato di attendere l’uscita dell’Endgame per farsi un parere completo del gioco, ma mentirei dicendo che oggi ho un parere definitivo. Per questo motivo ho deciso di dare un tocco più personale alle recensioni, partendo proprio da questa di Marathon e proseguendo a breve con il primo parere su Crimson Desert: il parere definitivo arriverà quando effettivamente saprò di aver esplorato a sufficienza giochi così asincroni.
Cosa c’è di solido in Marathon oggi? Sicuramente armi e hit system: l’esperienza di Bungie, trasversale a Halo e Destiny, si dimostra IL punto di partenza da cui iniziare a parlare. Le armi sono visibilmente e percettibilmente differenti, possono creare superiorità così come essere limite. Rispetto ad altri extraction shooter il loot è meno evidente, differenziato, spesso poco soddisfacente. Questo impone – più che Arc Raiders ad esempio – di non potersi sempre accontentare dei kit sponsorizzati (gratuiti) dei nostri datori di lavoro.
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Le nostre run devono partire principalmente da due riflessioni: gli npc sono veloci, potenti, a volte in superiorità numerica, altre volte in superiorità tecnica (la potenza di fuoco in primis). Gli altri giocatori si incontrano più facilmente (che in Arc, perdonate i tanti parellelismi, ma sono usciti a breve distanza l’uno dall’altro, non posso non parlarne). Non c’è tanta volontà di cooperazione nelle partite casuali (da due giorni sono uscite le ranked…) e questo innalza il senso di rischio, l’ansia di perdere il loot a pochi metri dal teleport. Insomma il gioco è più da considerarsi un dm a squadre con l’incognita degli NPC (tanti, intelligenti, ti cercano) rispetto al survivor alone di Arc. Ma ora parliamo del mondo di Marathon.
Una colonia dall’aspetto post conquiste galattiche
Siamo su un terreno solido, piuttosto anonimo, da più che altro l’idea di enormi arene con zone che facilitano il close combat. Antichi mezzi di terraforming o prime strutture tipicamente da space fiction creano le zone di più ampio loot, npc e altri giocatori permettendo.
Giochi di luce con forti contrasti, neon, scosse elettriche, zone buie in cui luci rosse precedono blasterate di androidi veloci o dotati di armature pesanti. Lo stile è decisamente sci fi, dai video iniziali agli intermezzi. L’inventario e le parti di preparazione tra una run e l’altra hanno uno stile retrò apprezzabile. I rumori ambientali, la pioggia in particolare, riempono le orecchie che cercano di capire rumori prima ancora del pericolo. Marathon è così, veloce (da lì il nome) al contempo punitivo se non si è altrettanto rapidi nella risposta.
Cosa possiamo dire finora
Marathon è croce e delizia: impone preparazione, impegno, cooperazione. Le partite con squadre random sono tuttora viziate dalla poca amalgama tra i ruoli, con squadre sbilanciate che vengono sverniciate i pochissimo da gruppi organizzati. L’avvento delle ranked, la scoperta dell’endgame sicuramente ci porterà un grosso cambiamento, motivo per cui questa recensione la lasciamo in sospeso. Un buon gioco capace di coniugare semplicità di gameplay, un ottimo combat system Bungie like e la necessità di creare affezione. Questo aspetto al momento è il motivo principale per cui sospendiamo il giudizio, volendo vedere anche cosa ne pensa e come reagisce la community nel tempo, affinché la colonia Tau non sia una meteora, ma un punto di partenza per la conquista dello spazio.