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Life Is Strange: Before The Storm – Recensione

Life Is Strange: Before The Storm: un racconto interattivo

Life is Strange: Before the Storm (da ora in poi LSBS e acquistabile qui) non è un gioco. O almeno non lo è nel senso stretto della parola. LSBS è piuttosto un “telefilm interattivo”, “un’esperienza grafica” pensata per ampliare la storia del primo capitolo della serie (Life is Strange) e renderla ancora più drammatica e coinvolgente.

Before the Storm è ambientato 3 anni prima degli accadimenti visti in Life is Strange ma il gioco si distacca totalmente dall’originale, sia dal punto di vista del gameplay che dei personaggi, dal momento che sarà presente solo una delle due protagoniste originarie, Chloe Price (se si esclude l’episodio bonus), intorno a cui ruoterà tutta la narrazione, e venendo dunque meno le dinamiche di gioco connesse ai poteri di Max Caulfield, l’altra protagonista del primo capitolo.

Scopriremo ben presto che Max, la migliore amica della protagonista, si è dovuta traferire a Seattle lasciando l’amica sola in un momento cruciale della sua vita, fatto che contribuirà, anche se in maniera involontaria, a formare il carattere della Chloe vista in Life is Strange. Gli scenari in cui si sviluppano gli eventi di LSBS sono gli stessi del primo capitolo, ovvero la piccola cittadina di Arcadia Bay e la Blackwell Academy con i vari personaggi che le animano. Tutte le storie narrate in LSBS sono state pensate per creare un background al capitolo principale e per dare spessore ai diversi personaggi della serie, in special modo Chloe Price e Rachel Amber aumentando la drammaticità della narrazione.

Chloe, sempre a caccia di guai.

Una lingua affilata come una lama

Come abbiamo detto il “gameplay” di Before the Storm si distacca totalmente da quello del titolo originario essendo assenti, prima di tutto, i poteri connessi al personaggio di Max.

I due elementi principali del gameplay sono l’esplorazione e dialoghi. La prima si traduce nel cliccare su ogni elemento interattivo dello scenario (si va dal semplice posacenere alle foto di famiglia nascoste nei cassetti) al fine di scoprirne la storia e far conoscere il passato di Chole e delle persone e dei luoghi che la circondano, in un tripudio di informazioni che faranno felici gli amanti del LORE. In rare occasioni l’interazione con gli oggetti servirà a sbloccare alcune opzioni per dialoghi mentre.

L’altro elemento chiave di LSBS sono i dialoghi. Chloe non è Max, non ha poteri di alcun tipo, ma possiede solo una buona “parlantina” che dovrà sfruttare per avere la meglio sui suoi interlocutori/antagonisti e per direzionare, in un modo o nell’altro, la trama e gli eventi. I dialoghi si dividono tra tradizionali e sfide. I primi sono i dialoghi di “tutta la vita” che servono per avere più informazioni su un personaggio, un evento ecc. e che, in alcuni casi, possono includere scelte che avranno un effetto minore sulla storia. Le sfide, invece, sono dialoghi in cui dovremo usare la suddetta parlantina per raggiungere il nostro obbiettivo (entrare in zone altrimenti precluse, smascherare un bugiardo ecc.). Si tratta di scambi di battute a tempo in cui dovremo rispondere “a tono” per uscire vincitori dalla diatriba. Anche in questo caso il risultato condizionerà in maniera più o meno drastica la narrazione. Quando invece ci troveremo d’innanzi a scelte cruciali in gioco verrà messo in pausa e ci darà il tempo di decidere quale risposta scegliere tenendo in conto l’enorme peso che questa avrà sugli eventi. Tutte queste scelte condurranno ad uno dei vari finali possibili. Generalmente, i dialoghi sono credibili, caratterizzati da una scrittura abbastanza buona e la dinamica della “contesa dialettica” è resa molto bene. In alcuni casi, tuttavia, (anche nella versione in lingua originale) le opzioni di dialogo non permettono di capire cosa Chloe finirà effettivamente per dire.

Probabilmente, l’unico vero “problema” dei dialoghi sta nel fatto che, tanto questi quanto le animazioni, non sono skippabili e nel caso dovessimo trovarci a ricaricare dovremo affrontarli nuovamente. I dialoghi sono l’unico elemento direttamente controllabile dal giocatore e il cui unico scopo è quello di far avanzare la narrazione creando un minimo si suspense. Allo stesso modo, anche i “mini-giochi” che ci troveremo a dover affrontare, quasi sempre obbligatoriamente (come quello in cui dovremo aggiustare un motore), servono solo per dare al giocatore la sensazione di essere parte del gioco e non solo uno spettatore.

Un esempio di dialogo “sfida” con questo simpatico energumeno.

Tanta tensione e tanto fumo

Before the Storm dunque, non solo si distacca totalmente dalle meccaniche di gioco del titolo originario ma, per certi sensi, non può neanche essere descritto come un “gioco” nel senso stretto della parola. Non può essere neanche definito come una vera e propria un’avventura grafica (come Runaway, per esempio) ma si tratta piuttosto di “un’esperienza interattiva” dove la narrazione è il cardine di tutto e praticamente ogni elemento è stata pensato per dare un background articolato al personaggio di Chloe e alla storia narrata in Life is Strange (non per nulla si tratta di un prequel), aumentandone i toni drammatici. Ovviamente tutto ciò non deve essere letto in chiave negativa, anzi, ma è bene chiarire l’essenza si LSBS soprattutto per coloro che si aspettassero qualcosa di simile a quanto visto nel primo capitolo.

La narrazione, dal punto di vista generale, è gestita bene con le diverse trame che scorrono senza grandi problemi ma con almeno due momenti abbastanza “WTF”. I colpi di scena sono vari, alcuni buoni, altri abbastanza telefonati. Nonostante ciò, nel complesso, le dinamiche principali riescono a coinvolgere abbastanza, i momenti “comici” sono gestiti bene e i personaggi sono ben delineati (anche se gli stereotipi non mancano). Il punto più alto della narrazione, dal nostro punto di vista, viene raggiunto nelle parti che riguardano la relazione tra Chloe e Rachel. È proprio in questi momenti che il gioco brilla davvero. Il lavoro di Deck Nine nel ricreare la tensione emotiva tra le due protagoniste è stato eccellente tanto che, in alcuni casi, si arriva ad avere la “pelle d’oca”, come se si stesse vedendo un bellissimo film, e il tutto senza scadere nel patetico o nel ridicolo e senza malizie.

Le protagoniste di Before the Storm : Chloe e Rachel.

Va però detto che il dosaggio di questi momenti, così come quello dei cliffhangers, ricorda molto quello di alcune serie, come The Leftovers: 40 minuti di chiacchiere abbastanza inutile seguiti da 5 minuti finali in cui succede di tutto. Sono proprio questi elementi intermedi di “filling”, fatti per dare tutta una serie di informazioni di background (e per “allungare il brodo”), che tendono ad azzoppare il ritmo e l’intensità lasciando spesso il giocatore a chiedersi: “e quindi?”. Un esempio chiave è tutta la parte in cui potremo giocare a Dungeons & Dragons con alcuni dei nostri compagni: per quanto io stesso sia un fan di D&D, e per quanto abbia apprezzato questo elemento, la parte è lunghissima (ricordate che non si può skippare nulla) e praticamente inutile ai fini della trama e serve solo a creare (a seconda delle risposte e del nostro comportamento) una flebile relazione con gli altri personaggi coinvolti. Ancora peggio è la parte in cui dovremo apparecchiare la tavola a casa di Rachel: 10 minuti di noia infinita e senza alcuna vera ragion d’essere. Di eventi di questo genere ce ne sono abbastanza e, dal nostro punto di vista, rallentano la narrazione e, ancora peggio, interrompono il climax. Avremmo preferito il contrario: una narrazione molto più ritmata e avvolgente con solo alcuni momenti di “filling”.

Dungeons & Dragons !!!

L’episodio bonus “Addio”

Anche nell’episodio bonus, che descrive il momento in cui Chloe e Max si separano, le cose non cambiano e le fasi narrative sono alternate da lunghe fasi di “esplorazione” in cui interagire con numerosi oggetti il cui unico scopo è far luce sulla relazione tra le due amiche. Nell’insieme l’episodio è comunque gestito abbastanza bene e eccelle nel trasmettere al giocatore la tristezza dovuta alla separazione imminente delle due amiche. Ci riesce talmente bene che risulta essere davvero “depressivo” se non da lacrime almeno da ansia interiore, come del resto fa tutto LSBS. Proprio per questa ragione, e per alcune dinamiche che saranno chiare solo negli altri episodi, vi consigliamo di giocare questo episodio bonus PRIMA degli altri.

Chole e Max prima della tempesta.

In conclusione Life is Strange: Before the Storm è una bella esperienza interattiva che, seppur non essendo eccelsa e non raggiungendo i picchi del primo capitolo, funziona bene come prequel, rendendo gli eventi di Life is Strange ancora più drammatici. In questo senso è un peccato che LSBS sia uscito dopo il gioco originale dato che l’effetto drammatico funziona solo se i due capitoli sono giocati nell’ordine giusto. Detto ciò, se vi piacciono le storie in pieno stile Grace Anatomy o Private Practice, in cui il dramma è l’elemento portante, e le esperienze in stile A Way Out, Life is Strange: Before the Storm, ma vi consigliamo vivamente di giocarlo insieme a Life is Strange (acquistabile qui). Se poi siete fan della serie vi consigliamo di comprare la Delux Edition che, oltre al gioco base e all’episodio bonus “Addio“, contiene una nuova modalità esclusiva “Compilation” con cui è possibile creare la propria playlist usando i brani della colonna sonora ufficiale di Life is Strange e un pacchetto esclusivo di abiti per Chloe.

Un prequel ricco di dramma

Life is Strange: Before the Storm è un buon racconto interattivo che fa da prequel agli avvenimenti narrati in Life is Strange, senza però raggiungere i livelli di quest’ultimo. Nonostante una trama caratterizzata da una buona narrazione e discrete dosi di tensione, Before the Storm presenta alcuni elementi che minano la sua qualità generale.

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Life Is Strange: Before The Storm – Recensione ultima modifica: 2018-04-18T17:00:26+00:00 da Arka

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