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Kingdoms of Amalur: Re – Reckoning – Recensione5 minuti lettura

Grazie ad una copia Ps4 gentilmente fornita da Dead Good Media abbiamo provato Kingdoms of Amalur: Re – Reckoning, la versione corretta e rimasterizzata dell’action RPG omonimo. Scopriamo nella nostra recensione cosa è cambiato dalla versione originariamente uscita nel 2012 e sopratutto cosa ne penserebbe un nuovo giocatore.

Il gioco sarà disponibile dall’8 settembre su Playstation 4, Xbox One e pc (Steam). Interamente sottotitolato italiano con dialoghi in inglese.

gli gnomi di Kingdoms of Amalur: Re - Reckoning
Interamente sottotitolato italiano

Il destino non è sempre scritto

Prima di parlarvi della trama di Kingdoms of Amalur: Re – Reckoning vorrei ricordarvi il periodo storico in cui uscì il titolo originale. Dragon Age, Skyrim, The Witcher, World of Warcraft sono solo alcuni dei titoli che costellavano l’olimpo del fantasy su PC. Rifacendosi ad essi, pur avendo una sua essenza, Kingdoms of Amalur: Reckoning spaccò la critica tra chi amava il racconto nato da R. A. Salvatore e Tod McFarlane e chi invece lo bollava come superficiale. Scopriamo assieme il perché e magari diamo un primo giudizio con gli occhi di oggi.

il pozzo delle anime di Kingdoms of Amalur: Re - Reckoning

Risveglio nel pozzo delle anime

Una pila di cadaveri, due gnomi che parlano con distacco, un’atmosfera cupa, buia rischiarata da luci evanescenti di morte e putrido. No, non siamo a Duskwood e neanche a Dustwallow Marsh. Sentiamo le parole “pozzo delle anime” e… ci risvegliamo come nel peggiore degli incubi, spostandoci di dosso i cadaveri dei meno fortunati. Uno scienziato esulta, qualcosa ha funzionato. Ci chiama, vuole che noi, il Senza Fato, ci muoviamo il prima possibile. Le porte risuonano delle grida di un combattimento, non c’è tempo da perdere. Poi i primi nemici arrivano, sappiamo solo che dobbiamo correre, raccogliere gli oggetti che un sapiente tutorial ci indica e combattere. Purtroppo il combattimento col boss è fatale ai nostri “salvatori” e la strada verso l’esterno ci accoglie con i caldi colori dell’autunno, dove le luci del tardo pomeriggio filtrano tra gli alberi. Un nuovo mentore, dalla bottiglia facile ci accoglie. Saremo noi a cambiare il destino? Saremo noi il “senza fato” della leggenda?

Kingdoms of Amalur: Re - Reckoning i villaggi

Una trama lineare, svilita da troppe deviazioni

Kingdoms of Amalur: Re – reckoning è un titolo single player che saprà intrattenervi – con la sola storia originale – per circa una trentina di ore. La durata però sarà spesso allungata – in maniera più o meno piacevole – con diverse mini quest dalla struttura tipicamente vista nei mmorpg come WoW. Questo non solo svilisce la storia principale, ma spesso ne fa perdere la bussola. Peccato perché sarebbe bastato creare quest di approfondimento anziché completamente indipendenti, per celare il grinding necessario al levelling.

La storia di Kingdoms of Amalur: Re - Reckoning
I momenti topici sono accompagnati da brevi narrazioni dallo stile unico

Anche oggi resta un eccezionale action (RPG)

Al contempo non possiamo non apprezzare ancora oggi il fresco impianto di combattimento che ci farà tanto divertire in Reckoning. Un tasto per l’attacco, uno per schivare, uno per lo scudo e delle combinazioni per le magie e per l’attacco speciale. Un sistema assolutamente veloce, divertente e appagante nella sua semplicità.

Il personaggio cresce accumulando esperienza uccidendo nemici. Al salire di livello verrà proposto una rosa di abilità che hanno diretto impatto sul gioco, sia nei dialoghi che durante l’avventura. Combattimento, destrezza e magia saranno invece il mix di talenti che potremo avanzare in maniera trasversale o più specialistica riflettendo le nostre scelte sulle armi a disposizione.

Il drop dei nemici e degli scrigni arricchirà il nostro equipaggiamento, il quale darà anche diritto ad un bonus se indossato nell’intero set, cosa che già succedeva nel famoso MMORPG. Le armi di fatto si suddividono per velocità di esecuzione, nonché danni, permettendo di usarne in maniera alternativa due diverse (una spada e un arco, una spada e dei pugnali…).

Un sistema di crafting ci permetterà di smontarle, potenziarle, motivo per cui spesso andremo in giro carichi come muli, senza che questo infici la nostra mobilità.

Kingdoms of Amalur: Re - Reckoning i giochi di luce

Il single player che tanti apprezzeranno oggi

Il mondo di Kingdoms of Amalur: Re – Reckoning ci farà incontrare nuove razze e tantissimi mob dai nomi classici e dalle splendide fattezze barocche. Anche il koboldo ha classe da vendere per dire, così come le colosse… Viaggiare nel mondo di Amalur è un piacere che sazia a metà purtroppo, così come i piccoli villaggi sono splendide gemme incastonate nel loro contesto, i dungeon e le zone “di passaggio” sono meri corridoi, spesso senza deviazioni.

La stessa cosa si può dire della trama, lineare anche se apprezzabile, con delle deviazioni perpendicolari, che fanno spostare dalla storia principale giusto l’attimo necessario per concluderle salvo poi ritornare al principio.

Il giudizio non può prescindere dall’aver giocato in precedenza o no il titolo originale. Nel primo caso considerate che questa versione è splendidamente ottimizzata (almeno per quanto riguarda Playstation 4 Pro), ha ancora una colonna sonora di altissimo livello e lo stile grafico è invecchiata bene. Chi non l’avesse mai giocato, ponderata la pressoché ormai totale assenza di single player di livello moderni, si troverà di fronte ad un action RPG dall’eccellente sistema di combattimento; un titolo capace ancora di stuzzicare la voglia di fantasy e di accompagnarci per diverse ore.

Un gradevole ritorno ai fasti del singleplayer

Kingdoms of Amalur: Re - Reckoning ci riporta a piene mani ad apprezzare quello che furono i fasti del single player. Un action RPG dal combat system ancora oggi gradevole e appagante, un mondo che trasuda fantasy che lascia l'amaro in bocca per la linearità della trama principale costellata di missioni secondarie totalmente eviscerate da essa. Reckoning spicca però più oggi che nel passato sfruttando il fattore nostalgia e un mondo nato dalla penna di due colossi del settore. Per chi non l'avesse giocato consideri tranquillamente un mezzo voto in più.

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Kingdoms of Amalur: Re - Reckoning:
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Kingdoms of Amalur: Re – Reckoning – Recensione5 minuti lettura ultima modifica: 2020-09-07T17:00:00+02:00 da Sapphire

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