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Katana Kami – Recensione Switch

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Tempo di lettura: 3 minuti

Abbiamo giocato Katana Kami: a Way of the Samurai Story grazie ad una copia fornita da Spike Chunsoft. La versione testata è quella Nintendo Switch. Il gioco è disponibile anche per Steam e Playstation 4 ed è venduto ad un prezzo budget di 29,99 $ (24,99 €). Il gioco è interamente sottotitolato in inglese (o in cinese tradizionale) oltre al giapponese, lingua usata per il doppiaggio.

Un dungeon crawler troppo old school

Il genere dungeon crawler è tanto amato tra i giocatori del Sol Levante, un pò meno da quelli europei. Katana Kami – spinoff di una lunga serie nata niente poco di meno che su Playstation 2 – ci porterà nel periodo Mejii, alla guida di un samurai ronin. L’aver assistito al rapimento di una dolce fanciulla risveglia in lui l’onore e il dovere di mettersi a disposizione del padre, fabbro del paese.

Si scoprirà ben presto che la giovane donna è stata presa in garanzia per i debiti contratti dal padre. Purtroppo l’attività non è più fiorente come una volta (Ndr: il periodo Mejii vedeva ormai i samurai e di conseguenza gli armaioli, sulla via del tramonto) e l’unico modo per riavere la figlia è allearsi con noi, giovani samurai pronti a chiederla in sposa.

L’incipit – piuttosto improvvisato e ben poco guidato – ci porterà a scoprire (puramente a casaccio) di notte un albero che funge da portale per le nostre esplorazioni. Purtroppo la randomicità dei livelli non permette di avere una qualità degna di altre pubblicazioni Spike Chunksoft: la legnosità del nostro personaggio – in visuale isometrica – e la poca ispirazione nel design dei nemici, porterà presto alla noia.

Crafting e componenti gestionali appena abbozzate

Tra un avventura rogue like e l’altra dovremo restituire capitale ed interessi ai gentili signori che arriveranno puntualmente in visita dal fabbro, rendendo spesso un problema “dire di no”. La difficoltà infatti – sin dalle prime battute – sarà piuttosto elevata, rivelandosi piuttosto frustrante finché non si padroneggia il sistema di combattimento. Forse uno punto positiva è l’aspetto gestionale che ci vede accumulare tesori e migliorare le armi. Bene si incastona nella nostra attività secondaria di garzone del fabbro, il quale dovrà fornire alle tre fazioni armi ed equipaggiamento. Il “giornale locale” ci farà presto capire che essere la Svizzera giapponese è la cosa migliore, senza far capitolare una fazione a favore di un’altra (con il nostro coinvolgimento diretto).

A chi consigliamo Katana Kami

Bella domanda… Katana Kami: A Way of the Samurai Story viene venduto giustamente ad un prezzo budget. Sebbene graficamente non sia orribile, non si può neanche dire spicchi nelle produzioni viste su Nintendo Switch. Anche la realizzazione dei diversi livelli è piuttosto ripetitiva, probabilmente caratteristica intriseca del genere.

Per concludere se vi piace il combattimento roguelike e volete un assaggio della decadente epoca Mejii potreste dare una chance a Katana Kami, altrimenti se siete solo alla ricerca di un buon dungeon crawler, potreste rimanerne fortemente delusi.

Piuttosto scialbo

Katana Kami non riesca a spiccare come dungeon crawler, né tanto meno nelle dinamiche crafting / gestionali. La trama - leggerina nel complesso - riesce a strappare qualche sorriso nelle risposte che potremo dare, ma nulla di più. Tecnicamente un pò legnoso, gira comunque a sufficienza su Nintendo Switch. Raggiunge una sufficienza striminzita solo perché nostalgico nel sistema di combattimento, capace di dare qualche soddisfazione solo dopo tanta pratica.

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Katana Kami A Way of a Samurai Story:
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Katana Kami – Recensione Switch ultima modifica: 2020-02-29T10:00:00+01:00 da Sapphire

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