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Intruders: Hide and Seek – Recensione

Intruders: Hide and Seek
Tempo di lettura: 3 minuti

Recensione della copia PS4 di Intruders: Hide and Seek, giocata su Playstation VR, gentilmente fornita dallo sviluppatore.

Nascondino in VR.

Intruders: Hide and Seek è un thriller psicologico che punta tutto sul coinvolgimento sensoriale della VR. Infatti, sebbene il titolo sia giocabile anche senza caschetto, risulta difficile beneficiare della stessa esperienza e, in definitiva, l’avventura perde buona parte del suo grip. Ecco perché l’ho giocato quasi interamente in realtà virtuale e ogni mia considerazione sarà relativa solo e soltanto a quella versione del gioco.

Intruders: Hide and Seek

Panic Room

In Intruders: Hide and Seek, ci ritroveremo ad interpretare Ben, un bambino di 10 anni che si ritroverà, suo malgrado, in una situazione a dir poco spiacevole. Quando tre malviventi irrompono in casa e aggrediscono i genitori, Ben fa nascondere sua sorella nella panic room e cerca di salvare la situazione. Sarà interessante, nel corso dell’avventura, scoprire perché i ladri sono entrati in casa, cosa cercano e quindi cosa nasconde il padre di Ben. Non siamo davanti a qualcosa di straordinario, però la storia riesce ad essere godibile e a mantenere alta l’attenzione del giocatore, pur non tenendolo incollato allo schermo.

Intruders: Hide and Seek

Un nascondino che dura tre ore

Il gameplay di Intruders: Hide and Seek è molto basilare e forse è proprio questo il suo grosso difetto. Possiamo solo muoverci, accovacciarci e nasconderci. C’è poi un’intuizione interessante: quando siamo nascosti dobbiamo muovere il controller seguendo il ritmo nel nostro battito per non emettere rumori. Purtroppo questa è l’unica meccanica che distingue un po’ il gioco. Per il resto parliamo di un gameplay abbastanza piatto che, non fosse per l’ansia (comunque forte e persistente) provocata dalle ambientazioni in costante penombra e dai loschi figuri che ci cercano per casa, sarebbe estremamente noioso. Manca interattività con l’ambiente e non possiamo raccogliere e usare oggetti, dobbiamo solo nasconderci e sgattaiolare in giro per casa per circa tre ore. Chiariamoci: le meccaniche che ci sono non hanno alcun problema, sono ben implementate e adatte al tipo di storia. Tuttavia, nonostante la breve durata, il gioco riesce ad essere ripetitivo.

Intruders: Hide and Seek

Artisticamente ispirato, tecnicamente meno

Uno degli aspetti che più mi ha colpito è il comparto artistico, soprattutto per quanto riguarda ambientazione e del nemico principale. Il gioco è ambientato in una villa estremamente grande che, quando cala la notte, si trasforma in uno scenario perfetto per questo thriller. Il villain principale poi, con la sua spaventosa maschera, è davvero azzeccato. Ad un lato artistico difficile da criticare, fa da contraltare un lato tecnico difficile da apprezzare. I modelli dei personaggi sono brutti, i movimenti legnosi e, poiché buona parte del gioco si svolge in penombra, sarebbe stato quantomeno auspicabile vedere qualche effetto di luce in più. Per fortuna i suoni salvano capra e cavoli, rendendo utile (se non indispensabile) l’utilizzo delle cuffie e aumentando ulteriormente il coinvolgimento.

Un buon thriller psicologico

Intruders: Hide and Seek è un buon thriller psicologico, con una buona storia e un buon gameplay. Soffre una certa povertà di meccaniche e una scarsa longevità, ma è sostanzialmente una buona avventura che risulta comunque godibile, a patto di avere un visore VR.

6.5
Intruders: Hide and Seek:
6.5
Intruders: Hide and Seek – Recensione ultima modifica: 2019-05-15T15:00:29+02:00 da Sittingbull

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