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Il grande ritorno di World of Warcraft

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A quindici anni dal primo rilascio la saga di Azeroth ne ha fatta di strada. Con cadenza biennale, Blizzard ha pubblicato nuovi capitoli che proseguivano la storia degli eroi di Warcraft e la ampliavano, migliorando l’esperienza di gioco e ingrandendo il mondo esplorabile.

Oggi ci troviamo di fronte a svariati continenti, ciascuno suddiviso in regioni e sui quali sorgono le grandi città delle due fazioni rivali, Orda e Alleanza che, proprio dopo l’uscita dell’ultima espansione, sono entrate in guerra l’una contro l’altra.

Prima però avevamo affrontato la Legione Infuocata, i signori di Draenor, i Mogu di Pandaria, Alamorte, il Re dei Lich e gli Illidari.

WORLD OF WARCRAFT

Che cosa c’era prima?

All’inizio però c’era qualcosa d’altro. All’inizio c’era solo la parte generalmente conosciuta come Vanilla.

In un universo decisamente più piccolo rispetto a quello di oggi, le due fazioni si affrontavano in piccole schermaglie per il dominio di alcune aree strategiche, si combattevano battaglie campali nelle città e i Raid erano rivolti contro i capi delle varie razze; un mondo più semplice insomma.

Il mondo si stava riprendendo dagli eventi raccontati i Warcraft III e in Warcraft III: the Frozen Throne, e le varie razze cercavano il loro posto nel mondo. L’Alleanza poteva contare sulle forze congiunte di Stormwind e di Ironforge nei Regni Orientali, mentre a Ovest sul potere degli Elfi della Notte; l’Orda invece dominava Kalimdor da Orgrimmar e da Thunder Bluff, mentre i Reietti di Undead City tenevano in scacco l’Alleanza nei Regni Orientali.

World of Warcraft Classic: ne vale la pena?

Per festeggiare il quindicesimo anniversario della saga, Blizzard ha rilasciato una versione pura di World of Warcraft: esattamente com’era quindici anni fa, senza espansioni e senza aggiunte.

Ieri, durante il Day One, si sono registrati alcuni piccoli inconvenienti dovuti all’esagerata mole di giocatori: code infinite per l’accesso ai server (durante la mattinata si segnalava un’attesa di cinque ore in alcuni di questi), impossibilità di portare a termine le missioni vista la quantità di gente che faceva la stessa cosa, ma soprattutto le persone ammassate intorno ad un NPC tanto da nasconderlo alla vista degli altri.

WORLD OF WARCRAFT

A tutto questo si aggiunge il fatto che World of Warcraft Classic sia stato rilasciato proprio com’era quindici anni fa.

Spiego meglio: Blizzard, proprio per evitare di incorrere in lamentele sul fatto che fosse diverso o semplicemente che non fosse più lo stesso, ha riproposto la stessa identica esperienza di gioco, lenta, difficile e soprattutto affollata.

La grafica è tornata quella di quindici anni fa e potrebbe essere apprezzabile per i nostalgici, ma in molti altri casi risulta ridicola: capisco che si volesse dare ai giocatori la sensazione di tornare a calcare la prima gloriosa Azeroth, ma alcuni dei progressi che hanno, nel corso degli anni, migliorato la vita dei gamer non potevano essere lasciarli intatti (lingua italiana in primis)?.

Spero solo che nei prossimi giorni il secondo tentativo sia meno traumatico.

Il grande ritorno di World of Warcraft ultima modifica: 2019-08-28T20:49:37+02:00 da Neviebris

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