Immagina se

I Single player che sono Multiplayer

L’altro giorno, mentre stavo giocando a Monster Hunter World, gioco molto bello uscito all’inizio di quest’anno ed incentrato sulla cooperazione online, mi è balenato in testa un pensiero, ma come sarebbe stato questo gioco senza l’online?
Credo che l’inserimento dell’online, quasi forzato, in giochi di questo tipo, comporti la perdita di molte meccaniche affascinanti, proprie del single player.
Pensate un attimo allo stesso Monster Hunter, anche se ci sono tantissimi giochi simili, come ad esempio il recentissimo Fallout 76. Il gioco ci dà la possibilità di cacciare mostri giganteschi assieme ai nostri amici ed è molto divertente farlo, ingegnandosi trappole e strategie.

Però quanto riesce veramente a coinvolgere la trama?

Certo so che non per tutti la trama è una componente fondamentale in un videogioco, infatti ritengo che il gioco sia molto valido e bello da giocare, però, personalmente, sento mancarvi qualcosa, sopratutto quando gioco in solitaria. La possibilità di vivere emozioni forti che vengono trasmesse dai personaggi intorno a noi, nonostante magari il nostro personaggio sia muto, come nei primi Call of Duty, o di vivere il gioco attraverso gli occhi di un personaggio carismatico, come Nathan Drake o Ezio Auditore, ed entrare in empatia con il protagonista ed aiutarlo ad uscire dalle situazioni più disparate.
Invece, negli MMO si incontrano tanti altri PG creati da altri giocatori, ma muti come il nostro, con visi che non trasmettono alcuna emozione. Certo il gameplay può essere stupendo e farci divertire tanto, può farci restare incollati allo schermo per ore ed ore, ma quanto poi realmente c’è rimasto? Quali sono i personaggi che noi ricorderemo con affetto e ammirazione? Non ricordo il nome di alcun NPG di Moster Hunter o di The Division o di TES Online, nonostante siano tutti giochi che ho adorato e giocato per moltissimo tempo.
Prendiamo poi il recentissimo Fallout 76, che non è ancora uscito, ma del quale già siamo a conoscenza dell’assenza di NPG. Io non voglio esprimere giudizi sul gioco dato che non l’ho ancora giocato, ma mi chiedo, riuscirà a rimanere nei cuori degli appassionati della saga senza i famosi personaggi che hanno la storia della saga?

(Se vi interessa qualche informazione in più sul gioco trovate qui l’articolo sulla beta di Fallout 76:
Mani sulla BETA di Fallout 76 – Take me Home )

Condividere la trama:

Una delle cose più interessanti, a mio parere, dei videogiochi, è la possibilità che ci danno di essere i protagonisti della nostra storia. Noi siamo gli eroi del mondo di gioco, siamo coloro che sono stati prescelti per sconfiggere il cattivo di turno. Ora però immaginate che nel vostro stesso mondo di gioco, proprio di fronte a voi, ci siano altri 100 giocatori che hanno lo stesso identico scopo e siano stati prescelti proprio come voi. Ma allora ciò che ci rendeva speciali all’interno del nostro mondo, non è poi così speciale. Siamo infatti costretti a condividere la trama con centinaia di sconosciuti e quindi perdiamo il nostro status di unicità. Non siamo più l’unico e il solo eroe, ma un eroe tra tanti. Chiaramente è solo un fattore psicologico, perché se ci ragioniamo scopriremo che anche il gioco in cui eravamo il solo eroe onnipotente. In realtà è stato giocato da molti. Non erano,però, presenti mentre noi ci prendevamo tutta la gloria.

Villaggio di Monster Hunter World, che funge da Lobby

Immersione: 

Credo sia innegabile che le meccaniche online spezzano l’immersione che ricerchiamo all’interno dei videogiochi.
Ad esempio già solo il fatto che ogni volta che incominciamo una missione, anche se giochiamo in solitaria, appare sopra la testa del nostro PG la scritta: “Matchmaking in corso”.
Può sembrare una cavolata o un capriccio, e forse lo è, però io credo che un gioco, come un film debba immergere il fruitore all’interno dell’opera. Per fargli quasi credere di essere parte dell’opera stessa. Se in un gioco come The Division, così ben curato nell’ambientazione, che tenta di mostrarti un mondo vivo, con persone e animali che si comportano come se realmente fossero in pericolo, vedere una scritta “Ricerca giocatori” oppure avere persino una zona alla quale non è possibile accedere se non si è connessi online, per me è un po’ un pugno in un occhio.

Vie di mezzo: 

Ci sono giochi che sono risusciti a mantenere le principali caratteristiche dei giochi Single Player insieme a un, relativamente buono, comparto cooperativo. Prediamo ad esempio Far Cry che permette di giocare la propria campagna in cooperativa. Oppure Dark Souls che dà la possibilità ai giocatori di intrecciare le loro vie cooperando o scontrandosi tra di loro. Però c’è da dire che la componente online di questi giochi non è certamente al pari di quelle dei giochi sopracitati.

 

Arrivati a questo punto potrebbe sorgere spontanea la domanda: I giochi online sono brutti?
Sinceramente non credo, anzi credo che i videogiochi online possano essere molto divertenti e molto interessanti da giocare. E’ bello mettersi in competizione con altri giocatori o scherzare con il proprio amico bazzicando in giro per una mappa. Non credo che l’online sia la rovina dei videogiochi, anzi penso sia un ottimo modo per connettere le persone. D’altra parte non penso che andrà a soppiantare completamente i giochi in single player. Sono due approcci al gioco ben diversi ed entrambi hanno i propri pregi e difetti. I videogiochi sono belli proprio perché sono vari.

I Single player che sono Multiplayer ultima modifica: 2018-11-06T08:00:49+00:00 da Kira

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