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Halo Infinite – 343 Industries rispolvera un capolavoro7 minuti lettura

HALO INFINITE

Sono venuto a conoscenza dell’uscita di Halo Infinite probabilmente con ritardo rispetto alla platea dei videogiocatori. Galeotto fu l’Xbox Showcase del 2020 dal quale il marchio non ne uscì propriamente bene, stante anche una gameplay demo dal lato tecnico scarsa ed i nutriti dubbi di tanti circa la formula prescelta. All’epoca, da non possessore di console Microsoft e scevro da ogni interesse, rimasi colpito dal mondo di gioco che Halo proponeva in termini di vastità e di rappresentazione grafica, anche in virtù di una passione nei confronti del marchio che ultimamente era scemata gradualmente.

Bisogna anche ammettere che 343 Industries non sempre si è rivelata costante nel corretto sviluppo del franchise Halo. Halo 4, che si presentava come un classico Halo, ha riscosso un buon successo nella critica, certamente maggiore rispetto ad Halo 5 Guardians, il quale sbagliava molto, quasi tutto, ad eccezione del multiplayer.

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La rinascita ed il mondo

Halo Infinite ha inizio da una situazione insolita per il protagonista Master Chief, la sconfitta. Fluttuando nello spazio dopo una battaglia con un leader degli Esiliati – coalizione di nemici di razze aliene che già abbiamo incontrato nelle prime edizioni della serie – l’eroe viene raccolto da un pilota ignaro, il quale lo rimette in sesto e lo supporta nell’esplorazione. Inoltre, il videogiocatore farà la conoscenza di una “nuova Cortana” che non di rado aiuterà Master Chief durante le missioni.

Ecco, l’esplorazione. Il mondo che ci viene proposto è ampio, enorme, ma non è un vero e proprio Open World alla GTA o alla Red Dead Redemption, per dire. In alcuni punti della campagna, il videogiocatore avrà molta libertà di vagare per Zeta Halo, il nuovo anello, e, in parallelo alle missioni principali, il titolo ci propone una mole di missioni secondarie sparse per la mappa: si potranno scoprire oggetti che consentono di aggiornare l’equipaggiamento e liberare delle nuove basi dai nemici affinché l’UNSC possa riappropriarsi dell’area. Mi sento di premiare il sistema di esplorazione che il titolo propone anche grazie all’utilizzo di un comodissimo rampino (da utilizzare anche durante il combattimento) che permette al giocatore di scalare un mondo che il più delle volte si eleva in verticale o usarlo per distruggere gli scudi o afferrare armi che sono fuori portata e molto altro ancora. Il vero problema dell’utilizzo del rampino è la totale dipendenza dallo stesso. Anche giocando con la massima difficoltà, di rado ho sentito la necessità di utilizzare il sensore di minaccia o lo scudo, alternando all’utilizzo delle armi e del corpo a corpo il solo rampino.

Una piccola postilla su Zeta Halo. È assolutamente stupendo ed estremamente vario, con tantissimi chilometri da macinare e, infine, veicoli che puoi generare nelle basi riconquistate. Il tuo senso di esplorazione come giocatore viene ricompensato con nuove armi, potenziamenti degli strumenti in punti Spartan e la fin troppo importante valuta del valore, necessaria per sbloccare più armi e veicoli come il carro armato Wasp o lo Scorpion. Ah, la rimozione dei danni da caduta è fin troppo importante per esplorare in lungo ed in largo il mondo proposto.

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Combat System e menù

Per quanto attiene al sistema di combattimento, esso non discosta dalla formula offerta dal franchise e propone una grande quantità di armi da fuoco e armi melee, soddisfacenti da utilizzare ed efficaci contro determinati nemici. La grande mole dei nemici presenti costringerà il giocatore a dover, il più delle volte, cambiare armi utilizzando quelle lasciate dai nemici, in virtù della scarsità di munizioni che si possono trovare. I nemici sono i classici. Ci sono le Reclute, le Elite, gli Schermagliatori, i Brute e così via, oltre ai tradizionali veicoli dei nemici. Nel complesso, il combattimento di Halo Infinite è molto fluido e divertente, in salsa Doom. In altre parole, Master Chief è più veloce e più potente ed il giocatore dovrà continuare a muoversi in modo da non diventare una preda facile per i nemici. Nemici, e dunque IA, veramente ben curata e che non lascia tregua al protagonista. Ma sottolineo lo sbilanciamento durante il combattimento nel momento in cui il videogiocatore sblocca mezzi pesanti o aerei in quanto anche i nemici più complessi diventano semplici pulci da distruggere.

E bisogna riconoscere l’enorme lavoro in punto combat system anche perchè Halo Infinite si appoggia quasi esclusivamente su ciò. Anche nei momenti di massima frustrazione, in cui il videogiocatore non vuole ripulire l’ennesimo dannato corridoio pieno di Reclute, Halo Infinite funziona grazie all’impostazione datagli ed un set di armi, come detto, praticamente top. Inoltre, dal punto di vista della rappresentazione grafica, Halo Infinite è un gioco piacevolmente bello che offre sia qualità visiva che fluidità. Ho giocato l’intera campagna su Xbox Series S e sono rimasto davvero colpito dalla qualità grafica del gioco, sebbene non sia in possesso del top di gamma dal punto di vista dell’hardware.

In ultimo, il menù ci permette di assegnare i punti Spartan alle varie tecnologie in nostro possesso (rampino, scudo etc); punti che, come detto, potranno essere recuperati durante le missioni principali ovvero in determinati luoghi segnati sulla mappa. Mappa che si presenta ben caratterizzata, evidenziando ottimamente la presenza di rilievi o di tratti montuosi nel mondo.

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La mia critica

Ma. C’è un grande ed evidente “ma” dietro Halo Infinite che si può giustificare solo se si considera la paura della casa di sviluppo che il brand potesse non riuscire a tornare ai fasti del passato. In primis, la storia assume in alcuni punti un mood un po’ noioso e ripetitivo. Mi spiego. Alcune missioni principali, e sottolineo principali, si sostanziano in semplici fetch quest, molto abbellite e colorate, con una serie di nemici di affrontare ma pur sempre fetch quest. Dal punto di vista del gameplay, in Infinite ho riscontrato molte similitudini con il brand di Crysis, con i conseguenti tratti negativi che contraddistinguono la serie. Anzi, a differenza del prodotto di Electronic Arts, in Halo il giocatore avrà a disposizione meno cose da fare, meno aree differenziate da esplorare e meno avamposti da liberare. Sembra che 343 Industries abbia realizzato un titolo Open World con il freno a mano tirato, evitando di deludere i fans storici del brand e ingraziandosi i nuovi. Inoltre, a livello di rappresentazione grafica e differenziazione, se penso a Halo: Combat Evolved, in quest’ultimo era possibile ritrovare un deserto di notte, isole, spiagge, valli innevate o una giungla, dunque una vasta differenziazione nella zona di gioco che in Infinite, anche per “merito” di una mappa open world vacante, non si ritrova. Ed anzi, il mondo aperto di Zeta Halo è disperatamente privo di varietà visiva. Sono tutte colline verdi, foreste sparse e strutture dei Precursori, e c’è ben poco per separare una parte del mondo aperto dall’altra.

Ammetto che anche tecnicamente il gioco si presenta in ottimo stato, non avendo mai notato cali di frame rate in tutto il mio gameplay. Ci sono frequenti pop-in, specialmente per oggetti e risorse distanti, e le distanze di visualizzazione sono tutt’altro che accettabili. Ho anche riscontrato diversi problemi con gli obiettivi che non tengono traccia dei progressi o non si sbloccano quando dovrebbero. Ah, una piccola delusione: l’assenza di una modalità coop, quantomeno sino al 2022 inoltrato. Che peccato.

A chiusura di tutto, ammetto, inoltre, di aver trovato particolarmente singolare la scelta degli sviluppatori di proporre il tentativo di empatizzare il videogiocatore con il protagonista. Mi spiego meglio. Halo non ha mai avuto i classici della classica avventura del soldato e della sua IA amica a spasso per il mondo, magari in salsa The Last of Us, ricca di pathos e sentimento. Halo è sempre stato uno shooter, un action pieno zeppo di azione che non necessita del tentativo di inserire un qualche melodramma all’interno della trama. Ma questa è una mia considerazione, nulla di più.

SafariGames Italia Halo Infinite – 343 Industries rispolvera un capolavoro Halo Infinite

Halo Infinite cerca di mantenere il confine tra l'essere un sequel soddisfacente che affronta le questioni già presenti nei giochi precedenti, in particolare Halo 5, e fungere anche da nuovo che accoglie nella sua semplicità i nuovi arrivati. Per la maggior parte, lo fa abbastanza bene. Grazie a una campagna ben congeniata che riconquista l'essenza di Halo ridefinendo al tempo stesso la formula di vecchia data della serie e una componente multiplayer avvincente che ha tutte le carte in regola per migliorare ulteriormente col passare del tempo, Halo Infinite è sicuramente uno dei migliori titoli del franchise più recenti, ma non credo che possa riuscire a scomodare capolavori incredibili.

8.5
Halo Infinite:
8.5
Halo Infinite – 343 Industries rispolvera un capolavoro7 minuti lettura ultima modifica: 2021-12-15T14:00:00+01:00 da Aornik

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