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GreedFall, la recensione dell’opera della svolta per Spiders

GreedFall
Tempo di lettura: 4 minuti

GreedFall ha fatto parlare molto di se prima della sua uscita. L’attenzione del fan del genere è stata catalizzata da alcuni propositi interessanti del team di sviluppo francese. Propositi che si sono tradotti in vere e proprie innovazione nella categoria dell’Action RPG.

GreedFall è tradotto ottimamente in Italiano con sottotitoli e menù.

Nei panni del principe

Tutorial e caratterizzazione estetica di Lord De Sardet sono intelligentemente mascherati per far parte della trama senza nessuna interruzione traumatica dalla bella atmosfera circostante.

Ci caleremo nei panni del principe De Sardet, diviso tra la passione per il combattimento e la volontà di perseguire i propri interessi da nobile. Verremo dunque catapultati nel mezzo della storia e ci renderemo conto immediatamente delle priorità del protagonista. Esso è chiamato ad espandere il proprio potere commerciale nel continente inesplorato di Teer Fradee, e al contempo è preoccupato per la piaga che affligge la sua gente e la sua famiglia; che muore di malicore. Serene è infatti oppressa da una lunga epidemia profondamente radicata. Malicore ha sintomi e tratti in comune con la peste, e proprio come la peste si è tramuta in una piaga difficile da sradicare, in una città che vede morire i propri cittadini per strada.

L’introduzione della trama ci presenta immediatamente un quadro molto chiaro sulla missione del protagonista, che fin dai primi passi dovremo prepararci ad accogliere.

Che cosa funziona in GreedFall

Il concetto e la trama sono brillanti e ispirati. In GreedFall, esattamente come è stato in Vampyr, il concetto di cerchie e gilde è molto caratterizzato ed è al centro della progressione narrativa. L’idea di aggiungere un interesse politico alla mera esplorazione utile per lo svolgere delle missioni è una pensata interessante per il genere. Genera una modalità di interpretazione molto ampia, ma sopratutto speculativa. Che spesso fa a pugni con le valutazioni personali che potremmo attribuire alle situazioni.

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Il sistema di combattimento è classico per il genere, ma con una interessante novità. La pausa tattica è indubbiamente una novità per il genere. Consente un combattimento serrato ad alti ritmi ma impone un buon tempismo per non finire massacrati dall’avversario. Dalla pausa tecnica non solo potremo curare le ferite, ma anche scegliere in tranquillità l’attacco magico da sferrare. Senza dimenticare che la possibilità di mettere in pausa la battaglia garantisce un più ragionato approccio.

Il sistema di progressione del personaggio ha svariate personalizzazioni di armi ed equipaggiamento. Il gruppo di combattenti che sceglieremo per affrontare le prove di questo GreedFall potrà essere potenziato con armi ed equipaggiamento. A livello estetico avremo una ottima re-interpretazione del diciassettesimo secolo in modalità fantasy. Con armi bianche e da fuoco in pieno stile, senza però lasciare da parte l’impronta creativa che comunque i designer hanno voluto enfatizzare non poco in questo titolo.

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Le quest secondarie non fungono solo da riempitivo. Nel contesto generale le missioni secondarie hanno un risalto inusuale per i giochi del genere. Sono sempre molto varie e portano a compiere decisioni quasi mai facili da prendere.

Tecnicamente valido per le dimensioni dello studio di sviluppo. Graficamente gradevole offre ottimi scorci e alcune scelte di design davvero piacevoli alla vista.

Che cosa non funziona in GreedFall

Peccato che la interpretazione politica presto si dissolva nel nulla. Il protagonista fin troppo presto muta la sua essenza da principe politicamente impegnato a mantenere tutti i rapporti positivi con le altre gilde, a avventuriero senza paura oltremodo vincolato al genere del titolo. Forse la delusione maggiore dietro un progetto che avrebbe meritato forse una maggiore attenzione su questo aspetto.

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Il sistema di combattimento, non brilla per maneggevolezza. Si potrebbe definire legnoso a tratti, laddove alcune azioni non si riescono a portare a termine nel giusto tempismo. Inoltre la pausa tattica, a livelli di difficoltà normale, pare perdere di importanza con l’aumento delle prestazioni di armi ed equipaggiamento.

Un sistema di progressione del personaggio sbilanciato sul corpo a corpo. La conta di abilità ed incantesimi non gioca a favore di chi sceglie il mago come classe da interpretare. Le varie magie spendibili in combattimento sono poche e davvero poco varie. L’economia del combattimento si sposterà sempre sulle preferenza delle sonore mazzate a dispetto degli attacchi magici.

La fiera del vorrei ma non posso

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GreedFall si distingue nella categoria, come un progetto che porta moltissime idee interessanti, ma che alla fine ne mette in capo davvero poche in modo soddisfacente. Certamente c’è da capire che il budget dietro questa produzione non si avvicina nemmeno lontanamente ai tripla A che tutti prendiamo come riferimento.

Il titolo propone un’avventura ben confezionata e bilanciata sapientemente tra missione principale e secondarie, il tutto incorniciato in una accattivante ambientazione fantasy che trasuda passione per il genere da tutti i dettagli. E’ evidente però che i limiti tecnici e di budget abbiamo azzoppato la corsa di un gioco su cui avevo non poche aspettative.

Un passo più lungo della gamba

Nel titolo di spiders giace un enorme potenziale inespresso, che ne limita la sua portata di molto, anche oltre ai suoi effettivi demeriti.

7
GreedFall :
7
GreedFall, la recensione dell’opera della svolta per Spiders ultima modifica: 2019-09-25T10:00:43+02:00 da Giganico

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