Gord – Recensione

Recensione di Gord basata sulla versione digitale stampa per Xbox Series X.

Gord: vede la luce un mondo fantasy cupo e affascinante

Spesso cercare di raccontare una bella storia si scontra sempre di più contro la barriera del trito e ritrito e molto spesso ci si trova a giocare a qualcosa che troviamo interessante, ma che ci lascia quel non so che di già visto. Per questo è necessario avere alla base un’idea nuova un qualcosa che possa fare da elemento di attrazione per i giocatori.

Gord

Senza dubbio il dark fantasy si è guadagnata una discreta fetta di pubblico che lo segue sempre con grande interesse a partire dal fascino di Lordran e arrivando all’Interregno; anche in questo caso però il rischio di scadere nel già visto è grande, ma se trovi l’aggancio giusto sei a cavallo.

Un mondo cupo e impregnato della mitologia slava è quello che andremo a raccontare oggi, a pochi giorni dal rilascio ufficiale, avvenuto il 17 agosto scorso; vediamo insieme, quindi, qualche dettaglio del primo titolo sviluppato da Covenant.dev e pubblicato da Team 17: Gord.

Gord

Gord: il fascino delle tenebre, tra leggende slave e racconti barbarici

L’arco narrativo di Gord si destreggia lungo una direttrice fondamentale che è propria del dark fantasy che pian piano sta conquistando la scena dall’avvento dei Soul’s: il mondo di gioco è immerso in una costante oscurità e popolato da creature, gli orrori, difficilissime da sconfiggere e a cui è più semplice sottomettersi per ottenere i loro favori.

Gord

È in queste foreste del nord che la strada dell’esercito del Re si interseca prima con la tribù dell’Alba, che li aiuterà a costruire gli insediamenti, i Gord (da cui il gioco prende il nome), e con la Esplorare le foreste e reclamarle nel nome del re, sopravvivere contro selvaggi, mostri e bestie, combattere la fame e tenere la popolazione stabile e felice sono alcune delle sfide che ci vengono messe davanti mentre con i nostri protagonisti viviamo una storia cupa, ma estremamente affascinante che pone sotto una nuova luce una mitologia, quella slava, poco conosciuta in occidente. Affrontando le varie missioni della Campagna o raccogliendo le pagine perdute delle cronache avremo la possibilità di scoprire maggiori informazioni riguardo la tribù dell’alba e la loro misteriosa storia.

Gord

Gord: poca luce per pochi dettagli

Spendendo due parole per il comparto tecnico di Gord, ci troviamo di fronte ad un titolo abbastanza buono: per quanto la grafica non sia al massimo, ci pensa l’atmosfera a rendere il tutto più intrigante. Texture e dettagli sono curati per rendere cupamente realistico il mondo in cui siamo inseriti: i cambi di luce tra le aree illuminate e sicure del Gord e le zone da esplorare della foresta aumentano il fattore di tensione e rendono il gioco davvero accattivante.

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La colonna sonora di Gord è accettabile, ma sono i suoni ambientali a migliorare ulteriormente l’immersività e regalandoci la sensazione di insicurezza che solo il dark fantasy contemporaneo riesce a concedere!

Le cinematiche in Gord sono esclusivamente narrative, sono inserite decisamente bene e fungono da collegamento tra uno scenario e l’altro spiegando cose molto interessanti sul mondo di gioco e sul funzionamento della foresta e del rapporto con gli orrori.

Gord

Gord: un gameplay misto con un grande potenziale

Parlando delle meccaniche di gioco di Gord ci troviamo di fronte ad un qualcosa di estremamente noto, ma anche di innovativo per certi versi. Gord unisce, infatti, numerosi elementi classici del gioco strategico in tempo reale, come la costruzione di accampamenti e l’esplorazione dell’area di gioco, mischiandoli con alcuni elementi che arrivano da altri generi, come la gestione di una comunità o la sopravvivenza dei suoi componenti.

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Avremo, infatti, a disposizione diversi abitanti in base allo scenario di partenza e in base a quanto riusciremo a cavarcela e a mantenerli saldi di mente potremo ottenere degli ampliamenti della popolazione.

Gord

Il titolo presenta due diverse modalità di gioco: in primo luogo una campagna (di una ventina di ore) attraverso cui conosceremo la storia della Tribù dell’Alba e che insegnerà al giocatore le basi in modo che possa essere in grado di cavarsela; in secondo luogo, una modalità scenario libero, in cui potranno essere impostate le preferenze di gioco e i giocatori avranno la possibilità di costruire il proprio Gord in libertà.

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Il gioco in sé, quindi, ruota intorno a questi insediamenti fortificati e alla comunità di persone che vivono all’interno di essi e che all’interno di essi devono sopravvivere. Salute, sanità mentale, felicità, fede e risorse sono gli elementi a cui il giocatore dovrà stare attento per i suoi villici, evitando di farli ammalare e tenendoli al sicuro e pasciuti.

Un appunto assai importante va fatto alla sanità mentale di tutti i membri del Gord: i villici vanno tenuti al sicuro, devono rientrare e riposarsi quando è possibile per evitare che possano avere un crollo mentale; la capacità di gestire questa dinamica fa da spartiacque tra la vittoria e la sconfitta, visto che scarsa sanità mentale vuol dire traumi e una crescita ancora più lenta.

Gord

Il sistema di raccolta delle risorse avviene attraverso le strutture base dell’accampamento a cui gli abitanti possono accedere: ciascuno può cambiare lavoro quante volte vuole per andare a sopperire alle richieste della popolazione.

Va tenuto presente, però, che braccia che lavorano non combattono e viceversa, quindi, siccome al centro del gioco stanno in perfetto equilibrio gestione del Gord ed esplorazione della foresta dovremo essere abilissimi nel gestire i nostri cittadini bilanciando quello che possono o non possono fare.

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Altra questione interessante riguarda, invece, la gestione degli incontri con gli orrori: protagonisti indiscussi della mitologia slava, gli orrori, ci chiederanno di compiere azioni estremamente malvage per ottenere i loro favori starà a noi decidere se accontentarli e ottenere il loro favore oppure se combatterli!

Gord

I controlli e i comandi sono abbastanza complessi: come tutti i giochi di strategia, giocato con mouse e tastiera risulta molto semplice e immediato grazie alla più elevata disponibilità di pulsanti fisici, mentre col Joystick la velocità di reazione cala e le sequenze di tasti volti a portare a termine un determinato compito si complicano.

Ci troviamo quindi davanti ad un titolo abbastanza interessante, ma estremamente complesso da comprendere e a volte nemmeno avendolo compreso fino in fondo si riesce effettivamente a cavarsela.

Gord

Gord: Vale la pena?

Gord senza alcun dubbio è quindi un titolo davvero interessante. La campagna risulta abbastanza breve anche se compensa con il fatto che gli scenari sono rigiocabili e generati in maniera procedurale rendendoli quindi sempre unici e differenti. Per quanto, a livello di storia, questa sia estremamente affascinante, lascia un po’ lì la meccanica così complessa del gioco che lo rende difficile senza un motivo vero e proprio e sarebbe bastato molto poco per renderlo più abbordabile.

Gord

Il prezzo è (34,99 euro su tutte le piattaforme) abbordabile, se pensiamo agli standard a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, ma purtroppo rimane eccessivo vista la durata veramente esigua della campagna principale. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale del gioco che potete trovare qui.

In ogni caso ci troviamo di fronte ad una storia affascinante che ci permette di esplorare un mondo dark fantasy cupo e oscuro, ma in cui possiamo vedere come un manipolo di uomini e donne può sopravvivere anche quanto tutto quello che ha intorno vuole ricacciarli indietro.

Neviebris

Neviebris

Appassionato di videogiochi fin dalla tenera età, sono cresciuto a pane e Crash Bandicoot. Con la seconda generazione di console ho iniziato ad amare i titoloni di avventura stile Prince of Persia finché con l’arrivo della 360 ho scoperto il meraviglioso mondo degli open world. Da Assassin’s Creed a World of Warcraft ho giocato ad un po’ di tutto rimanendo però sempre fedele a Microsoft e alle sue console. Invecchiando ho iniziato ad apprezzare giochi meno frenetici e più rilassanti come gli strategici di Sid’s Meyer o Jurassic World Evolution.
Neviebris

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Appassionato di videogiochi fin dalla tenera età, sono cresciuto a pane e Crash Bandicoot. Con la seconda generazione di console ho iniziato ad amare i titoloni di avventura stile Prince of Persia finché con l’arrivo della 360 ho scoperto il meraviglioso mondo degli open world. Da Assassin’s Creed a World of Warcraft ho giocato ad un po’ di tutto rimanendo però sempre fedele a Microsoft e alle sue console. Invecchiando ho iniziato ad apprezzare giochi meno frenetici e più rilassanti come gli strategici di Sid’s Meyer o Jurassic World Evolution.

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