God of War Sons of Sparta è un’avventura Metroidvania sviluppata da Mega Cat Studios e Santa Monica Studios. Oggi ho il piacere di recensirvi la mia esperienza di gioco (del quale ho volutamente terminato la main quest prima di dare un giudizio finale).
Lascia che ti racconti una storia…
Così esordisce Kratos, rivolgendosi alla figlia Calliope, nell’incipit della trama di questo gioco che si posiziona come ambientazione nell’adolescenza del protagonista di God of War. Le vicende narrano la comparsa di un compagno spartano scomparso, così il nostro amatissimo non-ancora-dio-della-guerra e suo fratello Deimos decidono di immergersi in una ricerca alla volta della Laconia.

L’importante è il viaggio (come sempre…)
Sì, perché il punto questa lunga ricerca non si focalizza sulla meta, bensì, come spesso accade, sul percorso che viene intrapreso dai due fratelli. Questo è sì ricco di peripezie, ma anche di momenti psicologici molto importanti. Vengono toccati temi familiari, di amicizia e anche più generali su cosa sia veramente giusto e sbagliato, sul perché valga veramente la pena continuare in quello che facciamo.
Gameplay tecnico ma neanche troppo
Per essere il mio primo Metroidvania devo ammettere che God of War Sons of Sparta mi è piaciuto parecchio, e ammetto che non concluderò la mia avventura videoludica su questo titolo ora che ho terminato la storia principale, ho deciso di completarlo al 100% esplorando tutti i meandri della Laconia 2D che ci è stata consegnata dai due team di sviluppo, alla ricerca di ricompense sempre maggiori.

Il gameplay in sé comprende la classica l’esplorazione di aree e l’annientamento – in pieno stile God of War – di nemici che si parano davanti al nostro cammino. Non ho trovato particolari difficoltà nel roaming delle zone della mappa, tantomeno nelle bossfight. Attenzione, queste ultime sono sì facilmente battibili (una volta studiate per bene), ma non sono da prendere sottogamba. I vari nemici delle aree sono sì variegati, ma spesso sono un reskin di altri avversari che magari possiedono un attacco con qualche alterazione di tipo elementale, come veleno, fuoco, etc.
Per quanto riguarda la build del nostro protagonista, God of War Sons Of Sparta offre una gran quantità di potenziamenti (così come avviene con i suoi “fratelli maggiori” di brand), sia passivi che attivi, come potentissime combo per demolire in un paio di colpi i nostri avversari. Le armi divine sono una bella chicca di gameplay, e imparare quando e come usare al meglio aiuta molto sia nei combattimenti, sia nello sbloccare aree delle mappe che prima erano inaccessibili.

Il backtracking è la chiave di God of War Sons of Sparta
Sì, perché come ci si possa immaginare da un metroidvania, il backtracking è una componente di gameplay fondamentale, la quale mi ha fatto “perdere tempo” molto spesso invece di concentrarmi sul rushing della main quest. Ho cominciato a segnarmi fin dall’inizio le aree temporaneamente bloccate sulla mappa, per poi tornare a vele spiegate nella speranza di trovare potenziamenti per le mie armi.
Inoltre devo spezzare una lancia in favore del sistema-ricompense di questo God of War Sons of Sparta. Non appena diventa “pesante” dover tornare indietro, ecco che piomba una tipologia di viaggio rapido light, che viene poi superata verso la fine del gioco con il “vero” viaggio rapido che ti permette di teletrasportarti tra i vari accampamenti.

Atmosfera “classica”
Dove per classico intendo un gioco di parole che si basa sulla Grecia classica, ma anche quel tocco retrò che offre questo titolo 2D in pixel-art. Un appassionato di cultura classica come il sottoscritto non ha potuto che apprezzare i molteplici riferimenti alla cultura greca: la faida spartana con i cugini ateniesi, la mitologia (sia maggiore che minore).
A livello visivo, bisogna sottolineare la bellezza dei fondali delle mappe, così come l’appena citato stile grafico old-school che mi risulta gradevole. Su questo God of War Sons of Sparta risulta un esercizio di stile ben riuscito. Anche le musiche fanno il loro dovere, così come tutta l’esperienza utente, dai font utilizzati nei dialoghi alla grafica dei menù, presa da God of War 2018 e incollata pari pari in questo titolo.
Piccole note dolenti di God of War Sons of Sparta sono alcuni bug molto minori (tranne uno che mi ha dovuto far riavviare il gioco) e qualche parola/frase all’interno dei menù rimasta inspiegabilmente in inglese. Brevissima menzione per i caricamenti, troppo lunghi per un titolo PS5 (sono abituato troppo bene forse…).
