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For the King: recensione2 min read

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Quando accendiamo For The King siamo accolti da una grafica old – style che ricorda la seconda metà degli anni 90, dove a colpi di poligoni si cercava di stupire il giocatore che vedeva, gioco dopo gioco, il mondo dei videogiochi in continua evoluzione.

For The King è il classico gioco che ricorda epoche antiche: epoche nelle quali ci si riuniva attorno ad un tavolo e si giocava ai giochi in scatola (oggi noti come boardgames) e turno dopo turno ogni giocatore sviluppava le sue strategie e sinergie per vincere la partita..

Questo RPG a turni vuole rievocare sapori e sensazioni già vissute (con vago sapore agrodolce) per mezzo di un turbinio di colori pastello e una spiccata grafica poligonale.

La nostra avventura inizia scegliendo il nostro party (le classi variano dal menestrello allo stregone al cacciatore ecc…) che possiamo velocemente customizzare nei colori che preferiamo.

Poco dopo si apre una mappa sulla quale possiamo muoverci con i nostri personaggi e svelare lentamente il mondo circostante.

Un classico mondo fantasy, abitato dai classici lupi dei primi livelli, passando per il capo dei banditi e per le prime “ servitù del male “.

La trama si srotola con sapiente capacità e lentamente ci introduce in questo mondo che attende di essere esplorato fino all’ultima casella.

Casella? Si casella.

Il gioco si svolge in un mondo casellato dove muoveremo il nostro party e avremo incontri casuali classici da RPG (dicesi mostri erranti) o qualche mercante disposto a venderci tutto il suo ben di Dio per completare le nostre missioni.

Il combattimento, come il movimento sulla mappa è meccanicamente a turni: possiamo scegliere quale tipologia di attacco effettuare e\o magie lanciare, scegliere la fuga se il nostro avversario è troppo forte e alla fine del combattimento saccheggiare gli oggetti dei mostri sconfitti.

Gli ingredienti ci sono tutti, ma manca qualcosa. Manca mordente: il gioco è quello che deve essere e nulla più, arrivato nel 2017 mi aspetto una sana rivisitazione dei “videogiochi” che furono e non un esercizio stile fine a se stesso.

Il comparto grafico e sonoro è accettabile, il compito è stato ben eseguito ma è un pò come quando mia mamma, nei consigli di classe, aveva sempre la stessa frase ripetuta da tutti gli insegnanti: “ suo figlio può far di più”.

Ad oggi sono dell’idea che gli insegnanti avessero ragione e caro il mio For The King la stessa cosa vale per te. Non mi sento di dare un’insufficienza piena ma ci siamo andati vicino sebbene tu abbia tutte le carte in regola.

Come per tutti gli early access vale sempre la regola che la nostra valutazione si limita all’attuale versione presente su Steam. Seguite la nostra sezione dedicata agli aggiornamenti e al devlog per scoprire come maturano i nostri giochi indie preferiti.

Meh!

Ad oggi sono dell’idea che gli insegnanti avessero ragione e caro il mio For The King la stessa cosa vale per te. Non mi sento di dare un’insufficienza piena ma ci siamo andati vicino sebbene tu abbia tutte le carte in regola.

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For The King:
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For the King: recensione2 min read ultima modifica: 2017-08-26T13:00:50+02:00 da Sapphire

1 Comment

  • Reply
    vito
    26 Ago 2017

    bello come sempre…i vostri articoli li leggo con piacere
    li ho letti tuttu fin dall’inizio
    continaute cosi

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