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Espire 1: VR Operative – Recensione

Tempo di lettura: 3 minuti

Recensione della versione PS4 di Espire 1 gentilmente fornita da Tripwire Interactive e OnePR Studio.

Se solo avessi un Vive…

Ormai sono quasi tre anni che ho il visore di casa Sony e non di rado mi sono trovato a pensare che si, stavo facendo qualcosa di incredibile, ma probabilmente su PC sarebbe stato cento volte meglio. Questione di hardware, non necessariamente di ottimizzazione. Anche in questo caso giocare su Playstation equivale a beccarsi la versione peggiore del gioco, ma stavolta non esiste una versione davvero esente da problemi. E credetemi, viste le premesse, è davvero un peccato.

Espire 1

Robo-Sam Fisher

Espire 1 ci mette nei panni di un pilota di droni antropomorfi che lavora per le forze di intelligence australiane. Il gioco si configura come un’esperienza stealth parecchio profonda (almeno nelle intenzioni), con mappe esplorabili anche in verticale (possiamo arrampicarci un po’ ovunque) ed una buona varietà di approcci in generale. È sempre difficile trasmettere le emozioni che può dare un’esperienza di questo tipo e quanto queste influenzino la valutazione, ma devo dirvi che la sensazione di libertà che mi ha dato questo gioco è per me qualcosa di completamente nuovo in realtà virtuale.

Espire 1

Il gioco ha potenzialmente un buon livello di immersività: dobbiamo prendere e riporre armi e strumenti dalla nostra cintura e anche per curarci dobbiamo utilizzare un apposito strumento sui circuiti danneggiati. Tuttavia queste meccaniche virtualmente perfette per calarci nell’avventura, si scontrano con un tracking impreciso dei move, che rende l’avventura inutilmente difficile e a tratti frustrante.

Espire 1

AI insufficiente

Il grosso problema di questo gioco, al netto di diverse problematiche tecniche trascurabili, è che fallisce nell’essere uno stealth. Questo perché AI e level design non solo consentono di usare la forza bruta con buona facilità, ma addirittura svantaggiano chi opta per un approccio silenzioso. Non è chiaro a che distanza vedano i nemici, ma sono sicuramente miopi. Non è difficile camminare a 30 metri dritto di fronte ad un soldato e non essere notati. La questione è: è una gran figata arrampicarsi, passare sopra la testa del soldato e sorprenderlo alle spalle, ma chi me lo fa fare se posso camminargli allegramente davanti. Per godersi il gioco bisogna giocare di ruolo, come quando da bambini si fingeva di esser morti quando ci sparavano. Oltretutto i livelli sono pieni di munizioni, cosa che incentiva un approccio decisamente più barbaro.

Espire 1

Peccato perché il level design sarebbe ottimo: alternanza di ambienti piccoli e grandi, aperti e ramificati ed una buona verticalità spingono il giocatore ad ingegnarsi e studiare strategie complesse e sempre diverse, ma è più un caldo consiglio che un’ imposizione, dato che l’approccio più scemo funziona sempre.

Aspetto tecnico

In genere, quando parliamo di realtà virtuale, sono abbastanza indulgente nel valutare questo parametro. Questa volta però, viste le problematiche dell’AI, mi sono documentato e ho scoperto che, per quanto quella per PSVR sia la versione peggio ottimizzata, sono tutte deludenti. Va detto che il porting è stato affidato ad un team esterno, il quale non ha fatto un lavoro particolarmente curato. Oltre alla scarsa pulizia grafica, non mancano bug e imperfezioni varie.

Espire 1

Peccato.

Espire 1 è un gioco molto ambizioso che non riesce a reggere il peso delle aspettative. Sebbene io abbia trovato comunque divertente giocarci e in alcuni momenti mi sia trovato ad entusiarmarmi come un bimbo, devo ammettere che mi trovo davanti ad un prodotto grezzo e incompleto. Per quanto mi riguarda è comunque degno di nota, ma doveva essere molto di più.

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Espire 1: VR Operative:
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Espire 1: VR Operative – Recensione ultima modifica: 2020-01-22T17:00:00+01:00 da Sittingbull

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