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Empires in Ruins, l’alticcia recensione8 minuti lettura

SafariGames Italia Empires in Ruins, l'alticcia recensione Empires in Ruins, Hammer&Ravens, Tower defense

Empires in Ruins è un gestionale 4X con combattimenti tower defense sviluppato e distribuito dallo studio estone Hammer&Ravens che ringraziamo per la chiave inviataci.

Il gioco – in early access dal 4 febbraio 2020 – è stato ufficialmente lanciato lo scorso 25 marzo.

Hammer&Ravens, il Team

Una breve introduzione alla casa di sviluppo, per quanto infatti lo studio abbia sede in Estonia una buona percentuale del team è di nazionalità italiana ad iniziare dal leader Emiliano Pastorelli. Troviamo poi Alessio De Luca alla modellazione 3D e, per alcune illustrazioni, la sempre bravissima Giulia Pellegrini, meglio conosciuta per chi bazzica le lande di Ardania come il Gran Maestro Hickaru Phoenixflame.

Empires in Ruins non è la prima fatica di Emiliano Pastorelli, nel 2018 aveva infatti sviluppato e pubblicato – sempre sotto il nome di Hammer&Ravens – un arcade shooter spaziale dalla grafica retrò che aveva guadagnato ottime recensioni dalla critica: Razerwire:Nanowars.

RazerwireNanowars
Le battaglie di Razerwire:Nanowars sono sempre concitate.

Ma torniamo al vero protagonista della nostra recensione.

Empires in Ruins, tra ribellioni e brandy

Il gioco ci pone nelle vesti del Sergente Heins Heimer, un ufficiale sboccato e ubriacone che, per aver picchiato un giovane rampollo, verrà allontanato dalla vita di corte e mandato a sedare la ribellione nelle Marche Occidentali.

Empires in Ruins, le perle di saggezza del Sergente Hans Heimer.
Ogni schermata di caricamento ci regalerà una perla di saggezza.

Con un senso dell’umorismo che ci ha ricordato il Sergente Maggiore Hartman di Full Metal Jacket e un debole per il brandy e gli espletamenti corporali, il nostro personaggio capirà ben presto che la ribellione delle Marche Occidentali nasconde una lotta per il potere molto più profonda di quel che sembra.

Grazie all’aiuto del Caporale Frederick Trunz, del Capo Ingegnere Gottfried Megler e del Sergente Esploratore Matthias Vunstenberg, starà a noi decidere da che parte stare e porre finalmente fine alle sanguinose lotte delle Marche Occidentali.

Empires in Ruins, quello che pensa il Sergente Esploratore Matthias Vunstenberg del Sergente heimer.
La curatissima barba del Sergente Vunstenberg sarà spesso argomento di discussione.

Il gameplay

Il gioco potrà essere affrontato sia in modalità Campagna che Sandbox, quest’ultima senza tutti gli avvenimenti dettati dalla trama e raccomandato a chi abbia già finito la campagna.

Se invece fossimo interessati alla sola parte tower defense, esiste anche una modalità arcade dove poter affrontare alcuni scenari con difficoltà crescente.

Empires in Ruins, la schermata di selezione tra Campagna e Sandbox.
La Campagna è senza dubbio la modalità più “colorita” da giocare.

In qualsiasi modalità sceglieremo di giocare – Campagna o Sandbox – davanti a noi avremo la mappa delle Marche Occidentali divisa in varie regioni.

Empires in Ruins, l'inizio della Campagna.
L’inizio della campagna.

Da qui potremo gestire le regioni sotto il nostro controllo migliorandone le strutture per ricevere bonus e risorse, decidendo la tassazione e controllando felicità e possibilità di rivolte.

Empires in Ruins, la schermata di riepilogo di una provincia.
Dalla questa schermata potremo gestire la provincia e tenere sotto controllo i suoi parametri.

Avremo a che fare anche con eventi totalmente casuali che potranno portarci un vantaggio o complicarci la vita nella gestione delle nostre terre.

Empires in Ruins, un esempio di evento casuale: la luna rossa.
La luna ner..ehm rossa!

Potremo quindi portare attacchi alle regioni limitrofe ed è qui che scatta la parte tower defense del gioco. Empires in Ruins non fa distinzione tra combattimenti in attacco o in difesa, avremo sempre da difendere una piccola base.

L’impostazione è quella classica, costruire torri sugli itinerari che i nemici percorreranno per raggiungere la nostra base.

Empires in Ruins, un esempio di mappa.
Spesso sarà meglio avere poche torri ma ben potenziate.

A nostra disposizione avremo una grande quantità di costruzioni. Non solo torri ma anche edifici per produrre più risorse, caserme per posizionare soldati sulla strada dei nemici ed altro ancora.

Alla fine di ogni ondata avremo a disposizione del tempo da impiegare per la costruzione e le riparazioni, queste infatti – al contrario degli upgrades – non sono immediate ma verranno effettuate da lavoratori che partiranno dalla nostra base.

Se faremo partire l’ondata successiva prima dello scadere del tempo, il gioco ci ricompenserà con dell’oro. Una meccanica che sicuramente rende più frenetici i combattimenti.

Empires in Ruins, un esempio di mappa dove notare l'oro guadagnato in caso si avvio dell'ondata successiva.
Ogni provincia ha una sua mappa esclusiva.

Non saremo obbligati a combattere ogni singolo combattimento, esiste infatti la possibilità di simularlo con una percentuale di vittoria calcolata in base alle nostre statistiche e alla regione da cui partirà l’attacco o la difesa.

Empires in Ruins, esempio di simulazione della battaglia.
Possiamo sicuramente fare di meglio.

Una volta vinto il combattimento potremo annettere la nuova provincia e iniziare a gestirla come tutte le altre.

Nella modalità Campagna verremo reguarditi dal Caporale “Strunz” che ci ricorderà quali province e quali requisiti dobbiamo possedere per proseguire nella trama.

Al nostro seguito avremo anche il Sergente Esploratore Vunstenberg – utile per spiare il nemico e sedare le ribellioni sul nascere – e il fondamentale Capo Ingegnere Megler, vittima preferita dei nostri insulti a capo della ricerca di nuove tecnologie per torri e costruzioni.

Empires in Ruins,
La ricerca si rivelerà importantissima per migliorare il nostro arsenale.

Se le ribellioni e i combattimenti fossero pochi elementi da gestire e controllare, a intervalli periodici dovremo pagare un tributo alla Corona. Se non riusciremo a pagare questo tributo per cinque volte, la Corona ci solleverà dal comando e perderemo la partita.

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Conclusioni

Empires in Ruins vince la scommessa nel miscelare due generi strategici così diversi. Se alla difficoltà più bassa il gioco scorrerà senza troppi impedimenti, alzando l’asticella avrete di che lottare per vincere la partita.

Il personaggio di Heimer, gretto e irrispettoso di tutto e tutti, è sicuramente una nota carismatica che rende l’intera esperienza piacevole da giocare e da seguire. Non avrete altra scelta se non amarlo.

Il gioco però paga un poco la sua natura indie per quanto riguarda il comparto grafico e musicale.

Sebbene si veda il desiderio di dare un tocco retrò al titolo per onorare vecchie glorie come Age of Empires II, i modelli potevano essere più curati e anche l’interfaccia avrebbe potuto essere più pulita. Sia chiaro nulla di così debilitante ama una maggior attenzione a questo aspetto avrebbe sicuramente fatto guadagnare in termini di qualità.

Le musiche sono estremamente piacevoli e alcuni arrangiamenti rielaborano melodie del panorama folk inglese e irlandese ma il loro numero è esiguo e verranno quindi ben presto a noia.

PRO

  • una commistione di generi estremamente originale
  • la trama condita da impropri e unpolitically correct vi strapperà qualche risata
  • musiche piacevoli
  • prezzo irrisorio

CONTRO

  • modelli e interfaccia grafica poco curati
  • musiche in numero esiguo
TITOLO: Empires in Ruins
SVILUPPATORE: : Hammer&Ravens
EDITORE: : Hammer&Ravens
PREZZO: 17,99 euro
LOCALIZZAZIONE ITALIANA: Disponibile
MULTIPLAYER: Assente
CO-OP: Assente
SUPPORTO CONTROLLER: Non disponibile
OBIETTIVI: Disponibili
DISPONIBILE SU: Steam
DATA EARLY ACCESS: 4 febbraio 2020
DATA DI RILASCIO: 24 marzo 2021

Una scommessa vincente

Empires in Ruins vince senza dubbio la scommessa di fondere due generi strategici estremamente diversi tra loro. Peccato per il comparto grafico che poteva essere rifinito meglio.

7.5
Empires in Ruins:
7.5
Empires in Ruins, l’alticcia recensione8 minuti lettura ultima modifica: 2021-04-06T18:00:00+02:00 da Theezan

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