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Empire of Sin: Recensione dell’x-com degli anni 205 minuti lettura

Empire of Sin: Recensione

Empire of Sin è uno strategico gestionale che pesca molto dalle meccaniche di combattimento a turni in stile X com; ma non lesina di introdurre meccaniche di gestione e micro gestione più elaborate.

L’idea alla base del gioco è quella di catapultare il giocatore nei mitici anni 20 per gestire un impero criminale che vuole espandersi senza curarsi delle conseguenze ma soprattutto delle modalità!

Il titolo è uscito il 1 Dicembre e non supporta l’italiano.

La scalata al successo in pieno stile Americano!

Come la leggenda Amecicana impone, prenderemo possesso del nostro gruppetto di malviventi non appena metteremo piede in città.

Empire of Sin: Recensione

Ci sono 14 Boss tra cui poter scegliere. Si tratta di entità peculiari e molto diverse l’una dall’altra. Ogni gangster selezionabile porta in dote un serie di abilità uniche da spendere nelle varie battaglie e baruffe da stradaa con gang rivali. Non solo; ogni personaggio interpretabile a capo della banda, ha tratti somatici molto riconoscibili, specie se si riconoscono gli stereotipi proprietari della nazionalità in stile anni 20.

Lo scopo principale della partita sarà quello di guidare il proprio team di malviventi alla conquista della città e alla sottomissione di tutte le altre gang in gioco. Come lo stile 1920 impone, la progressione degli eventi nel corso di ogni partita è scandita dalla colonnasonora inconfondibile!

“Se non sai cos’è.. E’ Jazz”

Qui va fatto un discorso a parte perché ne vale la pena. La rotazione musicale e i vari brani inseriti sono un monumento allo charm che il periodo storico del ha sempre avuto. Gli anni del Jazz e del boom economico. Gli anni del proibizionismo e dei gangsters senza scrupoli.
La Chicago che i film ci hanno raccontato a più riprese, e che sempre avrà un fascino particolare.

Armi alla mano ..

Ben presto avremo a che fare con i primi scontri armati e con le meccaniche di combattimento a turni in stile X-com. Da quel punto di vista certamente Romero Games non ha inventato nulla ne mischiato molto le carte. Le meccaniche sono molto semplici da comprendere ad un primo sguardo, e proprio come nel titolo di Firaxis, conservano le medesime fondamenta.

Empire of Sin: Recensione

Avremo a disposizione uno o più scagnozzi da poter controllare. Tutti certamente armati ma non sempre con armi da fuoco. Infatti, specie nelle fasi in cui si controllano solo i membri della gang semplici, si possono trovare alleati armati solo di un coltello. Le basi del sistema poi sono identiche a X-com: mappe circoscritte ad aree ridotte, e calcolo di probabilità di colpire il bersaglio date in percentuale in base a distanza, skills e riparo del nemico.

Al contempo è stato ripreso anche il sistema di coperture medie o complete, assieme all’utilizzo di abilità specifiche del personaggio. Proprio come in X-com le percentuali non sembrano particolarmente accurate; vedendo spesso fallire dei colpi a 90% di probabilità di colpire. A conti fatti la ripetitività dell’azione e le ambientazioni similari in molti casi, presto lasciano un senso di dejavù abbastanza ingombrante. In particolare perché non è possibile simulare gli scontri, imponendo così di partecipare anche agli scontri dove non si avrà nessuna possibilità di vittoria. (che purtroppo non saranno pochi, specie quando i nemici attaccano gli edifici sotto il nostro controllo)

Gestione del rachet ..

Empire of Sin: Recensione

L’espansione del proprio racket criminale avverrà attraverso le conquiste degli edifici controllati dalle gang rivali. Per ottenere più rispetto e denaro da utilizzare in questa guerra senza esclusione di colpi. Aprendo la mappa si apprende subito la dimensione dell’impresa da svolgere. Al contempo si potranno notare molte attività collaterali o secondarie da svolgere per incrementare e proprie risorse.

L’argomento dove certamente Empire of Sin mostra più il fianco e proprio la gestione e interpretazione della partita. A livello di difficoltà normale il gioco risulta fin troppo permissivo di strategie scorciatoia. Spesso infatti, invece di spaccarsi la testa ad elaborare una strategia di estromissione di una banda o un alleanza difficile con un’altra; spesso è più semplice trovare il boss nemico e farlo fuori molto più semplicemente.

Certamente non è un sacrilegio pensare che gli affari nel 1920 si potessero spesso risolvere così; ma c’è comunque da notare che il sistema di gestione e di strategia può tranquillamente essere tralasciato. Meglio senz’altro a difficoltà elevata, seppur il “difetto” di base si possa solo smorzare.

Empire of Sin: Recensione

Anche l’occhio però vuole la sua parte

Dove l’opera di Romero Studios e Paradox veramente brilla di luce propria però è il comparto tecnico e visivo. Il design degli ambienti e i personaggi ricreati, restituiscono alla perfezione il concetto alla base del gioco. La resa visiva è ottima, e concede perfino un enorme zoom sui personaggi; che è sinonimo di enorme fiducia sul proprio lavoro. Effetti luce e musiche incorniciano un’immagine davvero accattivante, che forse non varrà il prezzo del biglietto da sola; ma aiuta.

Bello da vedere ma monotono

Empire of Sin è uno spettacolo per gli occhi quanto noioso da giocare. Oltre ad essere insolitamente tedioso nelle fasi di combattimento, risulta anche punitivo per certi versi non dando la possibilità di simulare le battaglie perse in partenza. Inoltre la componente gestionale è rivedibile in quando del tutto tralasciabile nel corso della partita.

6.5
Empire of Sin:
6.5
Empire of Sin: Recensione dell’x-com degli anni 205 minuti lettura ultima modifica: 2020-12-19T14:00:00+01:00 da Giganico

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